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Il bambino pakistano nato con sei gambe può sperare ancora. I medici l’hanno operato subito dopo la sua nascita, e hanno rimosso i quattro arti in eccesso. Il neonato sembra aver superato la fase più critica, ma i dottori si tengono riservati sulla sua prognosi futura.

OPERAZIONE RIUSCITA - Intervento riuscito in Pakistan per il bambino nato con sei gambe a causa di una malattia genetica molto rara. Lo ha annunciato oggi Jamal Raza, direttore dell’Istituto nazionale di pediatria di Karachi. “Una equipe di cinque medici con grande esperienza è riuscita oggi a togliere al bambino gli arti in eccesso. Il bimbo sta molto bene”, ha detto Raza. L’operazione è stata decisa dopo approfondite consultazioni, visto che per la rarità della malattia nessuno dei medici dell’equipe era preparato per curare una simile patologia.

MALATTIA RARISSIMA - Il medico ha precisato che si trattava di un caso di parassitismo gemellare, ossia di più bambini uniti, di cui uno solo pienamente sviluppato. Il bimbo, figlio di un radiologo, è nato la scorsa settimana nella città di Sukkur, circa 450 chilometri a nord di Karachi. “Gli arti in eccesso erano il risultato di una malattia genetica che colpisce solo un bambino su un milione o più”, ha aggiunto Raza. “In realtà, ha proseguito il dottore, si tratta di due bambini, e l’altro non si è sviluppato a parte le estremità che si sono fuse nel corpo del neonato”.

FUTURO INCERTO – I dottori hanno però evidenziato come il futuro del bimbo sia ancora incerto. L’intervento è stato molto rischioso, e una simile operazione a quell’età è una sfida per qualsiasi corpo, ancora di più per quelli nati con malformazioni genetiche. Il papà del bambino, Imran Shaikh, un cardiologo pakistano, è ovviamente entusiasta del risultato dell’operazione: “E’ una meravigliosa notizia per noi. Quello che i genitori vogliono è vedere i loro figli forti e in salute. Preghiamo perchè la sua vita sia normale e felice”.

* Fonte Giornalettismo

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LOS ANGELES - E' nata all'USC Medical Center di Los Angeles lo scorso 30 agosto, prematura, e dopo essere venuta alla luce pesava appena 270 grammi, meno di due iPhone. Melinda Star Guido, mini-bimba losangelina, nonostante tanti problemi iniziali, è ancora viva e sta bene, pesa quasi due chili ed è la terza bimba più piccola mai nata al mondo. Melinda, dopo essere rimasta per mesi sotto osservazione, sta ora crescendo e migliorando, lottando come una leonessa per aggrapparsi alla vita. "I primi tre o quattro giorni temevamo che non ce l'avrebbe mai fatta - ricorda alla Nbc Rangasamy Ramanathan, primario di neonatologia al centro universitario della Southern California - ma ogni giorno la sua situazione migliorava". "Ha lottato, voleva restare con noi, voleva vivere", aggiunge orgogliosa la madre della bimba, Haydee Ibarra, che dopo mesi di sofferenze, è contenta di riportare a casa la piccola.

* Fonte Leggo

Nata bimba che pesa meno di due iPhone

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Hanno inventato i combattimenti tra cani, tra galli, persino tra pesci, ma nessuno era mai arrivato a tanto. Bambini in gabbia che se la danno di santa ragione, con il pubblico che li incita ai bordi del ring. È successo a Preston, Lancashire, nel cuore della Gran Bretagna. Una serie di immagini riprese al Greenlands Labour Club ha indignato i sudditi di Sua Maestà. «È una barbarie», ha tuonato il ministro della Cultura Jeremy Hunt. Ma la polizia, finora, è rimasta a guardare.

Nei video catturati in questo aberrante fight club, compaiono un bimbo di otto anni e uno di nove che si prendono a pugni senza protezione. E a un certo punto uno dei due ragazzini sembra scoppiare in lacrime. Il match consiste in due round di cinque minuti ognuno: nell’intervallo una ragazzina, stretta in abiti succinti, viene fatta sfilare davanti alla folla di 250 persone del pubblico pagante.

«Avvicinare i giovanissimi allo sport è benemerito, ma mi chiedo perché debba essere fatto in una gabbia», ha detto Hunt che ha anche la delega per lo sport. La polizia, però, è rimasta a guardare: «Abbiamo indagato se gli incontri ponevano rischi per l’incolumità dei bambini e non ci sono ragioni di procedere», hanno fatto sapere. E se in gabbia ci finissero - almeno per il tempo di qualche ceffone - i loro genitori?

* Fonte Leggo

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