
Un giovane di 21 anni con difficoltà di apprendimento volerà ad Amsterdam - a spese dei contribuenti britannici -
per avere un rapporto sessuale con una prostituta del quartiere a
luci rosse. Il denaro arriva dal fondo governativo Put People First - 520 milioni di sterline in totale - disegnato per aiutare i portatori di handicap a vivere una vita indipendente. L’episodio viene riportato dal tabloid britannico
Daily Mail ed è stato scoperto grazie al Freedom of Information Act, la legge britannica che obbliga la Pubblica Amministrazione e condividere i dati con i cittadini.
L’assistente sociale che ha in cura il paziente lo ha descritto come un “
giovane ansioso e frustrato”, bisognoso di avere la sua prima esperienza sessuale. “Ha seguito due corsi di educazione sessuale e vuole provare cosa significa”, ha detto l’assistente sociale chiedendo di restare anonimo. “Le ragazze di Amsterdam sono molto più protette delle
lucciole di strada della Gran Bretagna. Lasciamo dunque che si diverta un po’. Non è meglio che tutto ciò avvenga in un modo in cui lo si possa controllare, offrirgli assistenza, in modo da soddisfare i suoi bisogni di crescita in un ambiente sicuro? Rifiutargli questa possibilità sarebbe come violare i suoi diritti umani”.
Lap dance o siti d’appuntamenti (sempre gratis) Altre richieste presentate sotto il `cappello´ del FOIA hanno poi rivelato che alcuni “council” britannici hanno usato il denaro del fondo per portare i loro assistiti in club dove si pratica la lap-dance o pagare i costi d’iscrizione a
siti internet di appuntamenti. Una realtà che ha mandato su tutte le furie Matthew Elliot, presidente di The Taxpayers’ Alliance, l’associazione dei contribuenti britannici. “È essenziale - ha detto - che quando si tratta di denaro pubblico vi siano presenti sistemi di controllo che ne impediscano il suo spreco”.
* Fonte Corriere.it

Avevano un permesso di soggiorno firmato nientemeno che da Dio le lucciole fermate nella zona di Busto Garolfo dai carabinieri della compagnia di Legnano. Le donne, di nazionalità nigeriana, all'atto del controllo hanno esibito dei falsi permessi di soggiorno, intestati al "Ministero del Regno di
Dio - Dipartimento della pubblica accoglienza", firmati da un parroco della provincia di Caserta.
Il lasciapassare celeste non ha valore sulla Terra - Un lasciapassare certamente divino ma che sulla Terra non è servito a salvarle da una denuncia a piede libero e, per una di loro, dalle manette. Lo speciale documento, tuttavia, non doveva esser un
falso ma un banale pezzo di carta che i padri comboniani di Castelvolturno avevano rilasciato in occasione della giornata mondiale del rifugiato, celebratosi lo scorso mese di giugno. "Si tratta di un documento che non vuole avere alcuna valenza legale - ha spiegato padre Giorgio Poletti, parroco di Castelvolturno e ideatore dell'insolita iniziativa -. E' un gesto simbolico, che vuole fornire un identità a persone che, per la loro condizione di clandestini non ce l'hanno, che si sentono rifiutate. Ecco, questo permesso di soggiorno divino dice loro che Dio li autorizza a vivere. E' una posizione evangelica, non vuole provocare nessuno, anche se spesso crea qualche polemica".
In Italia migliaia di permessi fasulli con firma divina - Intanto è emerso che di questi permessi celesti ne esisterebbero parecchi. Il parroco sostiene di averne firmato circa 4.500 ad altrettanti immigrati che ora, certi di avere un pezzo da novanta alle spalle, esibiscono questo documento un po' in tutta Italia.
* Fonte Tiscali