scuolazoo.com

Notizie incredibili

 

Stuprava le figlie, giudice la chiama ''puttana'' e la condanna a 30 anni

USA – Due bambine di 6 e 8 anni sono state stuprate per mesi da Amanda Arellano, 29 anni, e il compagno Daniel Kelly Copeland di 30. Durante il processo che ha condannato a 30 anni di carcere la coppia, il giudice non ha risparmiato insulti e ha dato della “puttana” alla signora Arellano.

Le violenze sono avvenute a Macon in Georgia, tra il settembre 2011 e il 18 gennaio 2012. La coppia aveva infatti deciso di fare entrare nei loro giochi erotici anche le piccole che, oltre a essere costrette a compiere atti sessuali, venivano fotografate. “Vi mostriamo cosa fanno i grandi” diceva la donna alle bambine, che venivano costrette ad assistere ai rapporti sessuali consumati dai due.

L’aula dove si svolgeva il processo è rimasta tramortita durante i racconti delle piccole. In molti sono scoppiati a piangere. La madre bloccava le bambine per permettere all’uomo di violentarle.

Il giudice Howards Simms, scosso anch’esso per i racconti ascoltati in aula, ad un certo punto rivolgendosi alla donna ha detto: “In questa veste non ho mai insultato nessuno ma lei è la più vile puttana che io abbia mai incontrato”.

Il processo di Amanda era stato fissato per la prossima settimana, ma lei ha deciso di dichiararsi colpevole risparmiando alle due figlie il tormento di dover testimoniare. La donna è stata condannata a 30 anni di prigione per stupro e molestie sui minori ed è stata inserita nel registro dei “sex offender”.

I due erano stati arrestati nel 2012: Daniel aveva raccontato al padre cosa succedeva in quella casa e l’uomo aveva immediatamente chiamato la polizia. Dopo aver confessato nel 2013, il pedofilo è stato condannato a 25 anni di carcere.

La madre, durante il processo ha provato a difendersi con il giudice: “Mi dispiace, punirò me stessa più di quanto lo possa fare lei, signore”. “Per lei c’è sicuramente un posto speciale all’inferno” ha risposto causticamente il magistrato.


 

Mamma fa ingerire vermi solitari alla figlia per farla dimagrire: ''Deve vincere il concorso''

USA - Genitori disposti a tutto pur di far partecipare i propri figli adolescenti, a concorsi di bellezza. Disposti a cose ancor peggiori per cercare di farli vincere, primeggiare. Assurdo quanto accaduto in Florida, dove una madra ha costretto la propria figlia non ancora maggiorenne, ad ingerire alcuni vermi solitari. Il motivo? Voleva far dimagrire la ragazza in vista di un concorso di bellezza. A denunciare la vicenda è stata un'infermiera del pronto soccorso,  , che ha raccontato tutto alla trasmissione televisiva Untold stories of the ER. 

"C’era qualcosa nel suo intestino. A un certo punto la ragazza è andata in bagno e ha cominciato ad urlare. La tazza del water era piena zeppa di vermi solitari. Era così disgustoso e la ragazzina se ne è liberata defecando. Ce ne erano due che erano veramente lunghi, che si divincolavano per cercare di uscire dalla tazza." 

La verità è venuta subito a galla: la madre aveva costretto la figlia ad ingerire i vermi. Si è poi giustificata dicendo: 

"Sai, l’ho fatto solo per farti diventare un po’ più magra. Avevi bisogno di un po’ d’aiuto prima che andassimo al concorso."

 

L'infermiera Maricar Cabral-Osorio

Per poter vedere questo video hai bisogno di Flash, se devi installarlo segui il link: Installa Flash.

 

La maestra prende a schiaffi i bimbi, le mamme si vendicano pestandola a sangue

ROMA - Fosse stato per lei poteva finite lì, con quei ceffoni dati ai bambini della sua classe.
«Davano troppo fastidio», avrebbe provato a giustificarsi con i colleghi basiti dal suo comportamento. Ma i genitori dei piccoli, alcuni dei quali imparentati coi boss della mala di Tor Bella Monaca, non l’hanno pensata esattamente allo stesso modo. E il giorno dopo, messo insieme un piccolo esercito di mamme inferocite, hanno deciso di punire la giovane insegnante con un’irruzione all’interno della scuola elementare e un pestaggio a sangue sotto gli occhi della preside, così forte da spedirla in ospedale dove è ancora ricoverata per le violente percosse. 

PUNIZIONE
La spedizione punitiva è scattata all’interno di un istituto comprensivo all’ombra dei palazzoni di Tor Bella Monaca, nella periferia sud-est della capitale. La scuola presa d’assalto è la Sandro Pertini in via dell’Archeologia, che venerdì mattina è stata letteralmente presa d’assalto da un manipolo di mamme infuriate. Volevano «farla pagare» ad una giovane maestra, trent’anni, «dalla personalità fragile e senza alcuna esperienza», come la definiscono, che il giorno prima aveva maltrattato fino a mettere le mani addosso ad alcuni suoi alunni. Scena alla quale avevano assistito anche i colleghi della supplente, che immediatamente avrebbero provato a redarguirla. «Aveva letteralmente perso la testa - racconta qualcuno - Sembrava come esasperata dai ragazzi». 

LO SGARBO
Più che un problema di opportunità del metodo didattico, però, l’aver maltrattato i bambini, in un quartiere come Tor Bella Monaca, può diventare un comportamento interpretato come un’infamia da ripagare con la stessa moneta, specialmente se ad essere picchiati sono i figli degli uomini legati alla malavita di quartiere. E la spedizione punitiva, andata avanti per circa tre ore e fermata solo dall’intervento dei carabinieri, sembra essere stato anche un segnale alla comunità di Tor Bella Monaca su chi deve essere «rispettato». 

L’INCONTRO
Il blitz sarebbe scattato alle otto del mattino, davanti ai cancelli della Pertini. Lì il gruppo di mamme ha atteso la giovane supplente; al suo arrivo avrebbero tentato di bloccarla per chiederle spiegazioni, ma l’insegnante avrebbe rigato dritto esasperando ulteriormente gli animi già bellicosi dei genitori. Nemmeno il tempo di girarsi e la docente sarebbe stata aggredita prima calci e pugni davanti all’entrata del plesso, poi inseguita e malmenata anche nella stanza della presidenza, in una vera e propria escalation di violenza smorzata soltanto dall’intervento dei militari. Nel parapiglia è finita coinvolta anche la dirigente scolastica, intenta a sedare la rissa. «Pensavo la volessero ammazzare – racconta ancora incredula – non ho mai assistito a tanta violenza». Intorno alle undici l’insegnante è stata trasportata al pronto soccorso del Policlinico Tor Vergata. È ancora ricoverata, e sono in molti a giurare che non metterà mai più piede in quella scuola.

leggo.it

Per poter vedere questo video hai bisogno di Flash, se devi installarlo segui il link: Installa Flash.