Una madre ha chiesto l’intervento del dipartimento sanitario statale di Neward, nel New Jersey, dopo che sua figlia di 8 mesi, è stata vista mentre rosicchiava un roditore morto.
“Sono molto turbata perché prima di tutto, qualcuno avrebbe dovuto sorvegliare mia figlia Alanah. Sua nonna ha scoperto che, quello che a prima vista sembrava essere un pupazzo, era in realtà un topo morto. Oltre al disgusto, i topi portano malattie, soprattutto se morti”.
Queste sono le dichiarazioni della signora Miller, la madre di Alanah.
La famiglia è molto frustrata, perchè i responsabili dell’asilo nido hanno rifiutato di rispondere a qualsiasi domanda in merito ai fatti.
La signora Miller, si aspetta che venga fatta chiarezza sulla vicenda, nel frattempo, per tutelare sua figlia, le ha immediatamente cambiato scuola.
* Fonte express-news


WORCESTER - Una mamma britannica di 28 anni, Lisa Woodman, è stata bandita da tutte le discoteche della sua città, perchè indossava abiti troppo sexy per una donna della sua età. La Woodman è andata su tutte le furie, soprattutto quando tre locali di seguito le hanno impedito l'entrata per colpa della sua gonna troppo corta e del suo abito troppo scollato.
Lei, alta, bionda e con una sesta misura di seno, adora vestirsi con abiti succinti e non capisce questa decisione presa nei suoi confronti: «Cosa c'è di sbagliato? Ognuno si veste come vuole, io non faccio del male a nessuno».
Lisa ha iniziato le sue serate folli da quando si è lasciata con il marito e padre dei suoi quattro figli, circa un anno fa. «Mi piace - rivela Lisa al Sun - girare sexy per la città con la gente che si gira a guardarmi». Nonostante le proteste della donna, i gestori dei club non ne vogliono sapere, se Lisa non adotterà un abbigliamento più sobrio, per lei le serate sono finite.
* Fonte Leggo




Quindici anni di galera per aver ucciso il proprio figlio e averlo lasciato in una culla per così tanto tempo da essersi mummificato. A raccontare questa storia è il Daily Mail.
MORTO IN CULLA - Kimberley Hainey, 37 anni, è stata riconosciuta colpevole per l’assassinio del proprio figlio Declan, di 14mesi, in un appartamento di Paisley, nel Renfrewshire. Il corpo in decomposizione è stato trovato nella sua culla 8 mesi dopo che è stato visto per l’ultima volta dai vicini. Ad aggravare la posizione della donna la mancata denuncia alla Polizia della morte del figlio.
NON E’ STATA UNA BUONA MADRE - La donna è stata condannata dall’alta corte di Glasgow al carcere a vita, con la possibilità della semilibertà solo dopo 15 anni di reclusione. L’ultima volta in cui Declan è stato visto vivo è stato nell’agosto 2009, e secondo gli inquirenti il bambino, al momento del ritrovamento, era morto da otto mesi. “Declan ha compiuto un anno nell’aprile 2009, e credeva di avere tutta la vita davanti a sé. La gente pensava che lei fosse una madre amorevole, invece dopo pochi giorni è morto”, questa l’arringa del giudice, Lord Woolman.
MANCATO CONTROLLO – Il giudice ha proseguito: “Lei doveva prendersi cura di suoi figlio. Non doveva permettere agli altri di avvicinarsi. Invece lei l’ha isolato dalla famiglia, dai vicini, dagli amici e dal sistema del welfare. Nessuno era convinto che Declan corresse dei rischi. La giuria l’ha condannata, cara signora, perché in tutto questo tempo non ha trattato Declan nel modo adeguato. Non l’ha nutrito. Non l’ha fatto bere. L’ha lasciato da solo per troppo tempo e non si è mai preoccupata della sua salute”.
NON E’ COLPA SUA – E non paga di ciò -questa la conclusione del giudice- ha fatto di tutto per nascondere quanto accaduto. Il suo è stato un crimine troppo grosso. Ha fatto di tutto per nascondere la morte di suo figlio”. La corte ha però riconosciuto che la Hainey aveva problemi con l’alcol e le droghe. Dal canto suo la Hainey ha detto che la perdita del figlio è stata una tragedia per lei insostenibile. “Amavo mio figlio più di qualsiasi cosa al mondo”. L’avvocato difensore della donna, Edward Targowski, ha invece detto che la sua assistita non è responsabile per la morte del bambino. “La sua unica colpa è stata quella di non rendere pubblica la sua morte per evitare che fosse accusata di questo orrendo delitto”.
TUGURIO - Nonostante tutto però la donna diceva, a tutti coloro che chiedevano dove fosse Declan, che era da alcuni familari o che stava da una baby sitter, così da far credere ai vicini che il piccolo fosse ancora in vita. La polizia dal canto suo ha reso pubbliche le foto della casa della donna. Da notare come l’appartamento fosse in realtà un deposito d’immondizia. In una foto si vede un lettino da viaggio riempito da bottiglie di plastica vuote. In altre si vedono delle bottiglie di latte rancido. Un’altra foto mostra i sanitari in condizioni pietose. Una situazione senza speranza, un bimbo morto e una donna in galera per almeno 15 anni. Una storia in cui non vince nessuno.
* Fonte Giornalettismo






RENO - Voleva scaldare la sua bambina in una fredda notte invernale, ma non credeva che lasciarla tanto a lungo sotto il getto caldo dell'asciugacapelli potesse uccidere la piccola di soli due mesi. Ora Brigit Hippen, madre ventenne del Kansas, rischia da 2 a 11 anni di carcere.
La donna, per non far patire il freddo alla bambina, l'aveva messa nella culla con un phon in funzione, ma secondo i medici la temperatura sarebbe diventata troppo alta, tanto da provocare un'ipertermia nella piccola. Nonostante i fatti facciano pensare a una terribile tragedia, l'accusa è fermamente convinta che Brigit debba pagarla cara: il procuratore distrettuale della contea, Keith Schroeder, non vuol archiviare il caso come semplice negligenza. Per David Hager, legale della madre, invece, si è trattato solo di «un tragico, terribile, incidente».
È proprio l'avvocato a riferire come si sarebbero svolti i fatti. La sua assistita avrebbe lasciato l'asciugacapelli acceso convinta che fosse un buon metodo per far addormentare la bambina, cullata dal ronzio e dal calore. Poi la madre, insieme al padre della piccola, sarebbe andata in un'altra stanza a vedere un film, per poi addormentarsi. Non si sarebbe dunque accorta che la culla coperta della bimba si era trasformata in una specie di forno. «È sconvolta», dice ora l’avvocato della mamma. La donna, che vive nella città di Hutchinson, ricorrendo ad alcune leggi dello Stato potrebbe però beneficiare della libertà vigilata.
* Fonte Leggo


LONDRA - Ha pensato bene di far trovare sotto l'albero alla figlia di sette anni un buono per un intervento di liposuzione. Non ci si poteva aspettare di meglio dalla 'Human Barbie' d'Oltremanica. Così è stata soprannominata dalla stampa britannica la 51enne Sarah Burge, donna da record per il numero di interventi di chirurgia plastica ai quali si è sottoposta, Da utilizzare non prima dei 16 anni d'età, s'intende. Magari, insieme al voucher per l'aumento del seno che la piccola Poppy si è vista regalare al suo ultimo compleanno.
Il buono per aspirare l'eventuale grasso di troppo vale settemila sterline, oltre ottomila euro - riporta il 'Daily Mail' - e Sarah assicura che per sua figlia è stato il regalo più gradito: «Mi chiede sempre di sottoporsi a un intervento di chirurgia plastica. Ho messo questo buono fra i suoi regali di Natale, non vedo cosa ci sia di male».
In effetti la bambina sembra decisa a voler assomigliare alla madre in tutto e per tutto e al tabloid ha confermato di aver apprezzato più di ogni altro questo regalo 'specialè. Quanto al buono per la mastoplastica additiva, Sarah prevede: «Se svilupperà un bel seno naturale, potrà usarlo per qualcosa di diverso». Il tutto sull'esempio delle sorelle maggiori: Charlotte, 27 anni, e Hannah, 17 anni, hanno già provato il botox e hanno in programma parecchi altri ritocchi.
* Fonte Leggo





Il piccolo Benn, proveniente dall’Inghilterra e con appena un anno di età, è affetto da una strana malattia che gli provoca degli arresti respiratori frequenti durante la notte, durante queste crisi uno dei pochi metodi che la madre ha per farlo respirare nuovamente è quello di fargli il solletico.
La signora Norris, 41 anni ha una sveglia collegata al respiro del piccolo e quando quest’ultimo smette di respirare è costretta a fiondarsi nel suo lettino per fargli il solletico.
Nonostante questo c’è ben poco da ridere, la madre preoccupata racconta: “Quando smette di respirare, sono costretta a fare qualcosa affinché possa respirare nuovamente, uno dei metodi più efficaci è il solletico sotto i piedini o vicino al collo. Fortunatamente con un po’ di solletico Benn si libera e ricomincia a respirare normalmente. Una notte ho dovuto fargli il solletico per ben 23 volte!”
Il problema che affligge Benn può essere definito come apnea, durante il giorno al piccolo capita di smettere di respirare per 20 e più secondi, il tutto è dovuto ad un incompleto sviluppo dei muscoli e del sistema nervoso.
Quando benn è nato, nel Novembre scorso, il suo sviluppo si trovava appena alla 24esima settimana e il suo peso era di appena di 793 grammi, nonostante le condizioni difficili, il piccolo è riuscito a sopravvivere e a crescere abbastanza per tornare a casa e avere una vita quasi normale.
* Fonte absurdityisnothing




BROOKVILLE - Speriamo che la signora non sia superstiziosa. Di sicuro non ci sarà rimasta bene quando ha scoperto che, pur di prendersi una vacanza, il figlio l'ha spacciata per morta, pubblicando un falso necrologio su The Jeffersonian Democrat.
La prima cosa che ha fatto la signora di Brookville è stata smentire la sua morte, presentandosi di persona alla redazione del quotidiano, dove le hanno spiegato come stavano le cose: era stato il figlio a chiedere la pubblicazione dell'annuncio.
L'uomo, Scott Bennett, 45 anni, temendo i licenziamento in caso di assenza ingiustificta, non ha trovato di meglio che inventarsi la storia della madre morta con tanto di annuncio funereo sul giornale. Adesso è accusato di disturbo dell'ordine pubblico.
* Fonte Leggo

