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Patata nell'utero per non restare incinta. ''L'ha voluto mia madre''. E finisce in ospedale

COLOMBIA - Temeva che la figlia potesse restare incinta così le ha fatto inserire una patata nella vagina. Una ragazza 22enne colombiana è stata portata in ospedale con forti dolori all'addome e dopo la visita i medici hanno fatto la terribile scoperta.
La giovane aveva una patata, con tanto di radici in crescita nell'utero.
«Mia madre mi ha detto che se non volevo restare incinta questo era il miglior contraccettivo che potessi usare», ha raccontato ingenuamente la ragazza ai medici che le hanno chiesto spiegazioni. 
Il tubero era stato inserito due settimane fa, tempo sufficiente per far crescere le radici. Fortunatamente non è stato necessario un intervento: i medici hanno proceduto alla rimozione della patata e a dare una cura antibiotica alla paziente.
Anna Marchesini e gli anticoncezionali:
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Non fanno giocare il figlio, mamma si vendica così

USA - Capita che gli allenatori tengano fuori i ragazzi, capita che i genitori possano arrabbiarsi. Ma una vendetta del genere difficilmente capita di vederla.

Alla Bedford High School di Detroit, all'improvviso hanno visto l'erba del campo di football sparire, distrutta dal diserbante, e negli spazi vuoti è comparso un... organo genitale maschile lungo circa 90 metri.

La principale sospettata è la mamma di un ragazzo di 16 anni che avrebbe progettato lo scherzo, forse per vendetta, e avrebbe realizzato il "disegno" in compagnia del ragazzo e di un'altra figlia diciassettenne.

Il "disegno" è comparso lentamente ma inesorabilmente man mano che il diserbante faceva effetto. Per rimettere a posto il campo la scuola ha previsto una spesa di circa 10mila dollari. Se la donna sarà considerata colpevole, dovrà pagarli lei.

 

 

Stuprava le figlie, giudice la chiama ''puttana'' e la condanna a 30 anni

USA – Due bambine di 6 e 8 anni sono state stuprate per mesi da Amanda Arellano, 29 anni, e il compagno Daniel Kelly Copeland di 30. Durante il processo che ha condannato a 30 anni di carcere la coppia, il giudice non ha risparmiato insulti e ha dato della “puttana” alla signora Arellano.

Le violenze sono avvenute a Macon in Georgia, tra il settembre 2011 e il 18 gennaio 2012. La coppia aveva infatti deciso di fare entrare nei loro giochi erotici anche le piccole che, oltre a essere costrette a compiere atti sessuali, venivano fotografate. “Vi mostriamo cosa fanno i grandi” diceva la donna alle bambine, che venivano costrette ad assistere ai rapporti sessuali consumati dai due.

L’aula dove si svolgeva il processo è rimasta tramortita durante i racconti delle piccole. In molti sono scoppiati a piangere. La madre bloccava le bambine per permettere all’uomo di violentarle.

Il giudice Howards Simms, scosso anch’esso per i racconti ascoltati in aula, ad un certo punto rivolgendosi alla donna ha detto: “In questa veste non ho mai insultato nessuno ma lei è la più vile puttana che io abbia mai incontrato”.

Il processo di Amanda era stato fissato per la prossima settimana, ma lei ha deciso di dichiararsi colpevole risparmiando alle due figlie il tormento di dover testimoniare. La donna è stata condannata a 30 anni di prigione per stupro e molestie sui minori ed è stata inserita nel registro dei “sex offender”.

I due erano stati arrestati nel 2012: Daniel aveva raccontato al padre cosa succedeva in quella casa e l’uomo aveva immediatamente chiamato la polizia. Dopo aver confessato nel 2013, il pedofilo è stato condannato a 25 anni di carcere.

La madre, durante il processo ha provato a difendersi con il giudice: “Mi dispiace, punirò me stessa più di quanto lo possa fare lei, signore”. “Per lei c’è sicuramente un posto speciale all’inferno” ha risposto causticamente il magistrato.