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La maestra prende a schiaffi i bimbi, le mamme si vendicano pestandola a sangue

ROMA - Fosse stato per lei poteva finite lì, con quei ceffoni dati ai bambini della sua classe.
«Davano troppo fastidio», avrebbe provato a giustificarsi con i colleghi basiti dal suo comportamento. Ma i genitori dei piccoli, alcuni dei quali imparentati coi boss della mala di Tor Bella Monaca, non l’hanno pensata esattamente allo stesso modo. E il giorno dopo, messo insieme un piccolo esercito di mamme inferocite, hanno deciso di punire la giovane insegnante con un’irruzione all’interno della scuola elementare e un pestaggio a sangue sotto gli occhi della preside, così forte da spedirla in ospedale dove è ancora ricoverata per le violente percosse. 

PUNIZIONE
La spedizione punitiva è scattata all’interno di un istituto comprensivo all’ombra dei palazzoni di Tor Bella Monaca, nella periferia sud-est della capitale. La scuola presa d’assalto è la Sandro Pertini in via dell’Archeologia, che venerdì mattina è stata letteralmente presa d’assalto da un manipolo di mamme infuriate. Volevano «farla pagare» ad una giovane maestra, trent’anni, «dalla personalità fragile e senza alcuna esperienza», come la definiscono, che il giorno prima aveva maltrattato fino a mettere le mani addosso ad alcuni suoi alunni. Scena alla quale avevano assistito anche i colleghi della supplente, che immediatamente avrebbero provato a redarguirla. «Aveva letteralmente perso la testa - racconta qualcuno - Sembrava come esasperata dai ragazzi». 

LO SGARBO
Più che un problema di opportunità del metodo didattico, però, l’aver maltrattato i bambini, in un quartiere come Tor Bella Monaca, può diventare un comportamento interpretato come un’infamia da ripagare con la stessa moneta, specialmente se ad essere picchiati sono i figli degli uomini legati alla malavita di quartiere. E la spedizione punitiva, andata avanti per circa tre ore e fermata solo dall’intervento dei carabinieri, sembra essere stato anche un segnale alla comunità di Tor Bella Monaca su chi deve essere «rispettato». 

L’INCONTRO
Il blitz sarebbe scattato alle otto del mattino, davanti ai cancelli della Pertini. Lì il gruppo di mamme ha atteso la giovane supplente; al suo arrivo avrebbero tentato di bloccarla per chiederle spiegazioni, ma l’insegnante avrebbe rigato dritto esasperando ulteriormente gli animi già bellicosi dei genitori. Nemmeno il tempo di girarsi e la docente sarebbe stata aggredita prima calci e pugni davanti all’entrata del plesso, poi inseguita e malmenata anche nella stanza della presidenza, in una vera e propria escalation di violenza smorzata soltanto dall’intervento dei militari. Nel parapiglia è finita coinvolta anche la dirigente scolastica, intenta a sedare la rissa. «Pensavo la volessero ammazzare – racconta ancora incredula – non ho mai assistito a tanta violenza». Intorno alle undici l’insegnante è stata trasportata al pronto soccorso del Policlinico Tor Vergata. È ancora ricoverata, e sono in molti a giurare che non metterà mai più piede in quella scuola.

leggo.it

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Il papà prova a fare la mamma: ''Povere donne, è il lavoro più duro mai avuto''

Mike, un giovane papà, pensava: "Che sarà mai stare a casa a sbrigare le faccende, gestire i bimbi e prepare la cena". Così ha provato scambiandosi di ruolo con la moglie. Il risultato lo ha reso noto in un articolo pubblicato sul sito "scarymommy.com".

“Mi scuso sinceramente per ogni uomo che abbia mai detto qualcosa di negativo sul lavoro di una casalinga - spiega facendo mea culpa - Non è facile. In realtà è il lavoro più duro che abbia mai avuto”. Mike ha capito fin da subito l'importanza, la difficoltà e le continue ore di lavoro che aspettano le mamme ogni mattina al loro risveglio. 

L'assenza di un capo, di regole scritte, di un programma da seguire lo aveva lasciato molto sereno. Pensava che sarebbe stata una passeggiata ma, già dalle prime ore, ha iniziato a cambiare idea. Portare i bimbi a scuola, tenere la casa pulita e nel frattempo preparare il pranzo per tutti. Poi le lavatrici, i piatti e tanto altro lo hanno portato a scusarsi con la moglie, con la quale aveva avuto alcuni litigi proprio su questo tema. Ma da oggi Mike avrà senz'altro più rispetto.

leggo.it

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cronaca , padre , madre , lavoro , prova

 

Bimbo di 4 anni chiama la polizia per farsi aiutare in matematica: Ecco la telefonata che fa impazzire il web

Ecco il video che riproduce la telefonata fra un bambino di soli 4 anni e un poliziotto che riceve la bizzarra richiesta di aiutarlo con le sottrazioni di matematica. All’inizio l’operatore del 119 non capisce, è infatti bellissima la reazione del piccolo che cerca di spiegare di cosa ha bisogno fino a che non viene scoperto dalla mamma. Esilarante, infine, la risposta del bambino alla madre quando gli chiede cosa stia facendo! In basso la traduzione italiana della conversazione.

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Operatore: 911 emergenza
Bambino: Si ho bisogno di aiuto
Operatore: Qual è il problema?
Bambino: con la mia matematica
Operatore: con tua mamma?
Bambino: No! Con la mia matematica! Io la devo fare, mi puoi aiutare?
Operatore: Ho capito, ma dove vivi?
Bambino: No con la mia matematica!
Operatore: Si ho capito, ma dove vivi?
Bambino: No, ma io voglio che tu me lo dici a telefono
Operatore: Ma io non lo posso fare, posso mandare qualcun altro che ti aiuti
Bambino: Ok
Operatore: Su quale problema di matematica hai bisogno di aiuto’
Bambino: Io devo fare le sottrazioni
Operatore: Oh, tu devi fare le sottrazioni
Bambino: Si!
Operatore: Bene, ma qual è il problema?
Bambino: Umm tu mi devi aiutare con la mia matematica
Operatore: Ok, dimmi che problema di matematica è
Bambino: Ok, 16 meno 8, quanto fa?
Operatore: Dimmi, quanto fa secondo te?
Bambino: Non lo so!
Operatore: No? Ma quanti anni hai?
Bambino: Solo 4 anni
Operatore: 4?
Bambino: Si
Operatore: Quale altro problema hai? O c’è solo questo?
Bambino: Umm no ce ne sta un altro: 5 meno 5
Operatore: 5 meno 5, quanto fa secondo te?
Bambino: 5
Mamma: Johnny ma che stai facendo??
Bambino: Il poliziotto mi sta aiutando con la mia matematica
Mamma: Ma che cosa ti ho detto sull’utilizzo deltelefono??
Operatore: E’ la mamma
Bambino: Tu mi hai detto: se hai bisogno di aiuto, chiama qualcuno
Mamma: Non intendevo la polizia!

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