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La mamma gli sequestra il videogame, 13enne tenta di stuprarla e la uccide

MASON CITY (IOWA) - La mamma gli ha sequestrato il videogioco "Call of Duty" dopo un brutto voto a scuola e lui, un ragazzino di 13 anni, l'ha uccisa dopo aver tentato di stuprarla. Noah Crooks, questo il nome dell'adolescente che oggi, a un anno dall'omicidio, sta affrontando il processo per un crimine incomprensibile.

La giuria ha da poco acquisito una telefonata al 911, il numero di pronto soccorso americano, che pare confermare il movente dell'assassinio della 37enne Gretchen Crooks: sarebbe stata proprio la lite scaturita dal sequestro del videogioco ad armare la mano del ragazzino. Nella registrazione del 911 fatta la notte del delitto in casa Crooks si sente il racconto allì'operatore del centralino: «Non sto scherzando affatto. Lei è morta. Ho paura. Ho ucciso la mia mamma con la mia calibro 22. Non so perché l'ho fatto», le agghiaccianti parole di Noah. La confessione è stata ripetuta più volte nel corso della telefonata, durata dieci minuti.

«Ho cercato di violentarla. Ho cercato di violentarla, ma non ho potuto farlo», ha anche detto il ragazzo.
«Vorrei solo che fosse un sogno così potrei svegliarmi e baciarla e abbracciarla». Rivolgendosi alla giuria, l'avvocato di Noah ha detto che uno psichiatra infantile può testimoniare che il 14enne soffre di disturbo esplosivo intermittente - una malattia mentale caratterizzata da ripetuti episodi di comportamento impulsivo, aggressivo o violento.

 

Lascia i figli sotto la doccia e si addormenta: morti entrambi

SYDNEY - Mette i figli sotto la doccia, va nella stanza accanto per prendere l'occorente per lavarli e si addormenta. Si risveglia dopo dieci ore e trova i due piccini, dieci mesi e due anni, morti.

La vicenda è avvenuta in Australia dove stamattina si è tenuta la prima udienza del processo. Secondo l'autopsia il bimbo più piccino è morto affogato mentre il più grande è morto per gli stenti e l'ipotermia. La notizia ha avuto grande risalto nei paesi del commonwealth ed è stata riportata da molti organi di informazione. Sui siti britannici sono visibili anche le fotografie dei due piccini.

- Il Messaggero -

 

Compra liquido seminale sul web e costringe la figlia a rimanere incinta

LONDRA - A 14 anni è stata costretta dalla madre adottiva ad avere un bambino tramite inseminazione artificiale "fai da te" con dello sperma comprato su internet. La storia viene dalla Gran Bretagna, dove la donna è stata condannata a cinque anni di carcere per violenza sui minori.

La vicenda è cominciata nel 2008. La ragazzina allora aveva solo 13 anni e sua madre, che aveva in affidamento anche altri due bambini, non voleva rassegnarsi all'idea di non poter avere più figli dopo il rifiuto del giudice per un altro affidamento. Così la donna ha aspettato che la maggiore delle sue figlie compisse 14 anni per acquistare su Cryos, la più grande banca del seme online con sede in Danimarca, dello sperma e il kit necessario per l'inseminazione artificiale a cui sottoporre la ragazzina.

Ci sono voluti sette tentativi in due anni, tutti praticati dalla stessa 14enne nella solitudine della sua stanza, per rimanere incinta. Il tutto era passato inosservato all'esterno, poiché la donna aveva cresciuto le tre figlie in isolamento: studiavano a casa e le erano totalmente assoggettate. Solo al momento del parto, nel 2011, è diventato impossibile nascondere oltre la situazione. La donna non voleva che la figlia adottiva allattasse al seno, per evitare che si "affezionasse troppo" e ha poi tentato di portare via il bambino dall'ospedale: sono così intervenuti i servizi sociali che hanno scoperto l'agghiacciante verità su quella mamma bambina.

- Leggo -

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