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''Hai un tumore? Se vuoi curarti mettiti in ferie!''

VENEZIA - Deve prendersi ferie per effettuare la chemioterapia altrimenti per lui scatterà la mobilità. L'unica notizia positiva è che il tumore, il linfoma di Hodgkin, piano piano stà regredendo anche se la strada è ancora lunga. Per il 51enne veneziano Franco (nome di fantasia per evitare ritorsioni nell'azienda metalmeccanica del Miranese dove lavora) l’odissea inizia il 22 settembre 2011. Quel giorno la commissione per l'invalidità dell'Ulss 13 veneziana lo dichiara invalido al 100% con la revisione della valutazione un anno dopo.

Intanto la sua malattia tumorale comincia a regredire grazie alla chemioterapia, che all'inizio veniva fatta ogni 20 giorni e ora ogni due mesi, ma le assenze per malattia aumentano, e dopo 10 mesi a casa per curarsi e 3 mesi di ferie pregresse il primo settembre dello scorso anno Franco deve ritornare al lavoro. Nello stesso mese la commissione per l'invalidità riforma il suo giudizio abbassando il grado di invalidità dal 100% all’80%, e non prevede più i giorni d'assenza, in base alla legge 104, per l'uso di farmaci salvavita. Adesso, a mesi alterni, deve fare il ciclo di chemioterapia.

«Ho chiesto di poterla fare al giovedi - afferma Franco - così posso sfruttare il sabato e la domenica per poi essere in forza al lunedi per tornare al lavoro dove, ci tengo a sottolinearlo, comprendono la mia situazione». Adesso Franco dispone di 22 giorni di malattia per tre anni, che deve farsi bastare considerando che altri giorni vanno persi per una Tac al mese, per le analisi del sangue, mentre per altri accertamenti particolari, come la colonscopia e la gastroscopia, se ne vanno altri 3 giorni. «A tutti questi giorni - continua Franco - devo aggiungere anche i 20 giorni di ferie ad agosto, quando l'azienda chiude e io devo farle obbligatoriamente mentre potrei utilizzarle per curarmi».

Franco, che è sposato e ha due figlie, non riesce a trovare la soluzione per uscire da questo circolo vizioso. «Non chiedo la luna - conclude Franco - ma semplicemente la possibilità di essere curato non dal raffreddore, ma da un tumore, e mi auguro che i 3 giorni mensili (previsti dalla legge 104) che mi hanno tolto, mi vengano ridati fino alla fine della convalescenza che mi auguro sia la più rapida possibile».

- gazzettino -

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Ragazza allergica allo sperma: ''Provo dolore come un ago nella vagina''

Clara, nome di fantasia, 35 anni, della Carolina del Nord, è allergica allo sperma del marito, Jeff. Altro nome di fantasia. “Ho avuto questa reazione bizzarra – si confessa Clara – Avevo un insolito bruciore, gonfiore e arrossamento. Pensavo di aver contratto una una malattia sessualmente trasmissibile”. Ore in fila negli studi medici, ore spese in appassionate ricerche su Internet fino alla scoperta. Clara è malata di “Ipersensibilità al plasma seminale”.

“E’ davvero bizzarro – ha raccontato il marito,  Jeff – Nessuno di noi aveva mai saputo niente di simile”. “Era un vero problema – ha aggiunto – perché tutto il resto era fantastico. Eravamo follemente innamorati”.

Jonathan Bernstein, docente presso l’Università di Cincinnati, specializzato in allergie e immunologia e medico della sfortunata coppia, ha detto che la condizione di Clara colpisce dalle 20.000 alle 40.000 donne negli Stati Uniti.

“Riteniamo che sono più comuni del previsto – ha dichiarato Bernstein – Non come l’asma, ma più di quanto si creda”, ha aggiunto. Le donne con questa strana allergia descrivono il dolore provato come un ago nella vagina”.

* Fonte blitzquotidiano

Persino Bear Grylls deve stare attento alle allergie...

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Amanda ha 50 orgasmi al giorno, ecco il video che lo prova

In ogni momento della sua giornata, ad ogni ora (tranne quando dorme), Amanda Gryce è in continuo stato di eccitazione, tanto che per lei avere orgasmi è diventato un incubo.

Amanda ha solo 22 anni e, mentre molte donne possono solo sognare di avere orgasmi multipli nella loro vita, per lei tutto questo è diventato un vero fastidio; la sua patologia si chiama PSAS ed è per lei una grossa limitazione, visto che, stare in costume o uscire con gli amici è un vero disagio. Una semplice vibrazione di un cellulare, un suono più profondo, una piccola emozione, e Amanda Gryce comincia ad avere orgasmi in continuazione.

La cosa più tragica però, è che pur avendo contattato centinaia di medici sembra che la PSAS sia ad oggi una malattia non curabile, ed è per questo che Amanda ha deciso di condividere su YouTube la sua storia, con la speranza che qualcuno possa riuscire ad aiutarla in qualche modo.

* Fonte nonfaridere

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