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70 tumori letali in tutto il corpo: ''Sono guarito in 2 settimane''

LONDRA - Il suo corpo era completamente invaso da 70 forme di cancro, Ian Brooks riesce a guarire in 2 settimane grazie a un nuovo farmaco. Al signor Brooks, 47 anni, erano state date poche settimane di vita a causa di una rara e aggressiva forma di cancro, il linfoma di non-Hodgkin.
Il farmaco è stato usato, fino ad oggi, solo negli Usa, ora la sperimentazione clinica presso il Christie Hospital di Manchester ha avuto tanto successo che il farmaco è stato reso disponibile anche ad altri malati.  Già dopo le prime 24 ore il faramaco ha dato i suoi effetti positivi e dopo 12 settimane era avvenuta la remissione completa, ovvero i tumori erano scompletamente scomparsi.
«Mi hanno ridato la vita», ha detto il signor Brooks al Daily Mail, «Non potrò mai ringraziare abbastanza i medici».

 

Tumore al seno sinistro, ma le fanno 22 volte la radioterapia al destro

RIMINI – Ha un tumore al seno sinistro ma all’ospedale di Rimini la sottopongono a radioterapia al seno destro. 22 sedute di radioterapia al seno sbagliato, cioè a quello sano. E ora il tumore rischia di tornare. E’ la drammatica vicenda di una donna di Rimini di 40 anni, che nel 2011 si è ammalata di carcinoma e dopo un’operazione, la chemioterapia, e al seno sbagliato la radioterapia, ha dovuto intraprendere una battaglia legale presentando una denuncia per lesioni.

Lo scorso 16 dicembre si è tenuta l’udienza preliminare davanti al gip del tribunale di Rimini, dove la Procura, dopo aver sequestrato le cartelle cliniche della donna e in forza di una perizia medico legale affidata a due esperti di Milano, ha chiesto l’archiviazione. Secondo la perizia della Procura infatti non vi sarebbero lesioni penalmente rilevanti.

Ad opporsi il legale della donna, l’avvocato Roberto Urbinati, che ha presentato una serie di perizie oncologiche e psicologiche di parte che concordato invece nel ritenere la sussistenza del danno per colpa medica e per negligenza. Un danno che i periti quantificano in “una riduzione delle possibilità di sopravvivenza della paziente non inferiore al 20%”. Il gip non ha ancora sciolto la riserva. In fase di stallo anche la causa civile che la riminese ha intentato contro l’Ausl riminese.

Assistita dagli avvocati Roberto Urbinati e Alessandro Pagliarani, ha prima tentato la via della conciliazione dove però l’azienda sanitaria non si è presentata. Poi l’udienza civile per danni (si chiede un risarcimento di 800 mila euro) fissata per lo scorso 18 febbraio, è slittata a causa di un errore nell’assegnazione al giudice non competente. Tutto mandato a nuova assegnazione. Intanto lei aspetta ancora di buttarsi alle spalle la malattia che scopre nell’aprile del 2011. L’operazione al seno sinistro per l’asportazione del nodulo viene effettuata all’ospedale di Santarcangelo, poi la donna viene messa in cura al day hospital oncologico di Rimini seguito dal Alberto Ravaioli, ex sindaco di Rimini.

Dopo 4 mesi di chemioterapia, inizia la radioterapia finché al 22esimo ciclo scopre di avere una bruciatura sul seno destro, quello sano. Allarmata la donna consulta prima Ravaioli e il primario di radioterapia. Entrambi i medici, con tante scuse, confermano i terribili sospetti della paziente: la radioterapia era stata fatta sul seno sbagliato. “E’ il primo caso in Italia di un tale errore – dice l’avvocato Urbinati -. Nel mondo, solo negli Stati Uniti, in Pennsylvania, uno analogo a quello commesso all’ospedale di Rimini”.

blitzquotidiano.it

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La donna barbuta si accetta grazie alla fede: ''Dio mi ha voluta così e io sono felice''

REGNO UNITO - La protagonista di questa vicenda si chiama Harnaam Kaur, una ragazza 23enne di Slough, Regno Unito, affetta da una spiacevole sindrome che le causa la crescita di una foltissima barba.
Una malattia non facile da accettare: Harnaam, infatti, è rimasta moltissimo tempo rinchiusa dentro casa, tentando ogni tipo di depilazione. Ma alla fine è riuscita ad accettarsi. Come? Con la fede in Dio. 

Quando aveva appena 16anni, Harnaam ha aderito al Sikhismo, una religione che vieta il taglio dei peli sul proprio corpo: "La barba sul mio viso è parte di me, Dio mi ha fatta così e io sono felice", ha commentato.