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Gb, donna muore sepolta da acquistiUn'anziana inglese, ammalata di shopping, è morta travolta dalla sua passione. Il suo corpo è stato trovato sommerso da valigie che le erano cadute addosso nel garage della casa di Stockport, nella contea di Manchester, dove aveva ammassato mucchi di oggetti acquistati negli anni per sfogare la sua ossessione compulsiva. Per trovare il corpo di Joan Cunnane, 77 anni, sono stati impiegati due giorni e due squadre di sei poliziotti.

Come racconta il Daily Mail, la pensionata aveva riempito ogni camera del suo cottage di oggetti di ogni genere: gadget, vestiti, ombrelli, candele, bigiotteria, vasi, apparecchi elettrici e decine di videoregistratori. Molti degli oggetti non erano mai stati utilizzati e avevano le confezioni ancora intatte. Da quando aveva acquistato la casa, 16 anni fa, la donna aveva messo assieme una collezione di oltre 300 sciarpe così come migliaia di cianfrusaglie e oggetti di valore. Oltre alla casa, gli acquisti avevano finito per occupare il garage e persino la sua auto Rover.

La pensionata, un'ex dipendente di British Telecom, conduceva vita sola e non era mai stata sposata. Di religione cattolica, ogni weekend si recava in chiesa dove contribuiva alla liturgia. Da qualche giorno non aveva più dato segni di vita. A lanciare l'allarme, il servizio sanitario che l'attendeva per una visita martedì. Da lì sono scattate le ricerche, complicate dalla presenza degli oggetti nella casa.  

Così, dopo due giorni di perlustrazioni anche servendosi di cani poliziotto tra i mucchi di paccottiglia e oggetti di valore, è stata trovata, uccisa probabilmente per asfissia dovuta alla caduta di alcune valigie o, anche, alla disidratazione. La morte, tuttavia, sembra risalire al giorno di Santo Stefano. L'ultimo giorno in cui è stata vista è stato a Natale, quando ha pranzato da un vicino di casa, Roy Moran, 77enne .

"Acquistava - ha spiegato Moran - solo per il piacere di farlo. Avrebbe potuto trascorrere ore a fare acquisti di ogni genere fino a tarda sera nelle catene di Marks & Spencer, John Lewis e Ikea. E la sua casa, nonostante fosse piena come un uovo, era straordinariamente pulita. Una volta, ha aggiunto l'uomo, mi chiese di aiutarla a svuotare l'automobile per riordinarla. Impiegammo quattro ore".

Fonte Tgcom
 

Zara HartshornZara Hartshorn è un’adolescente inglese che soffre di lipodistrofia, una condizione degenerativa che riguarda i grassi del corpo e che la fa sembrare vecchia. I giornali e i tabloid inglesi le hanno dedicato ampio spazio perché la medicina può fare molto ma la madre non ha i mezzi economici necessari alle cure.

Il suo volto è particolarmente segnato dalla lipodistrofia che distribuisce i grassi del corpo in modo non uniforme, creando increspature anomale della pelle che cresce in maniera accelerata e, al di là degli impatti che questa ha sul fisico, crea grossi problemi nei rapporti sociali soprattutto per i giovani. “Scimmia”, “vecchia” e “faccia moscia” sono solo alcuni dei soprannomi che i suoi compagni di scuola le hanno affibbiato, causando in Zara un dolore che va oltre la sua condizione, quella di una ragazzina che sembra una donna di mezza età.

E’ una degenerazione genetica, ne sono affetti la madre Tracy e gli altri due fratelli di Zara, seppure in forma minore. Ed è stata proprio Tracy, oggi 40enne, ad essersi sottoposta per prima ad un intervento di plastica facciale che ha ridotto il problema in modo purtroppo temporaneo. La degenerazione col tempo si è riproposta lasciando pure traccia evidente delle cicatrici. Oggi la medicina ha fatto dei notevoli progressi, anche se si tratta di terapie ancora sperimentali, soprattutto perché la lipodistrofia è uno dei tanti effetti devastanti dell’HIV, malattia che di per sé pone già chi ne è affetto in uno stato di isolamento dalla vita sociale. La madre si dice disposta a tutto per aiutare Zara prima che sia troppo tardi e, non del tutto rassegnata, chiede con dignità all’Inghilterra di essere vicina a sua figlia.

Anche in Italia il problema è particolarmente sentito, ci sono diversi enti onlus che si stanno prodigando per sensibilizzare l’opinione pubblica e gli ambienti della ricerca scientifica. Il sito www.lipodistrofia.info può essere consultato per saperne di più.

Articolo scritto dalla nostra fan d'eccezione Giuditta Mosca

* Fonte Tgcom

 

Zara Hartshorn

 

Zara Hartshorn

 

Zara Hartshorn

 

Zara Hartshorn

 

 

Bella Flint, una bimba di 4 anni di Markfield, città nel centro del Regno Unito a pochi chilometri da Leicester, è viva grazie alla madre che ha preferito indagare da sola sui sintomi della piccola piuttosto che dare retta ai medici secondo i quali era sana. Mamma Jordan e papà Carly raccontano questa incredibile storia al Daily Mail, uno dei quotidiani più letti dagli inglesi.

Salva figlia da tumoreComprensibile la preoccupazione di Jordan Flint davanti ai continui malesseri della figlioletta sempre stanca, in preda a crisi di vomito non appena sveglia e in costante perdita di peso. E sono state proprio queste le parole che ha usato su Google per comprendere che Bella era malata di tumore. Secondo i dottori la bimba non aveva nulla di serio, i suoi non erano sintomi ma solo una richiesta di attenzione dovuta alla nascita della sorellina Imogen della quale era gelosa. “Questa spiegazione, anche se plausibile, per fortuna non è bastata a Jordan che ha seguito il suo istinto e le ha salvato la vita”, dice il compagno Carly Hornbuckle.

Dopo avere trovato su internet l’allarmante conferma che i suoi timori fossero fondati, la 25enne si è recata da un altro medico che ha voluto vederci chiaro, sottoponendo la piccola a tutti i test di rito i quali hanno dato l’esito temuto. Nel cervello di Bella si era formato un tumore, ormai della dimensione di una pallina da golf la cui rimozione ha impiegato i chirurghi per ben otto ore. Il medulloblastoma, forma tumorale che colpisce soprattutto nell’età pediatrica, si sviluppa in fretta percorrendo la spina dorsale, talmente in fretta che in 4 casi su dieci si riscontra già la metastasi nel momento in cui viene diagnosticato. La tenacia e l’amore di Jordan sono stati tempestivi e hanno salvato la vita della figlia che verrà sottoposta a chemioterapia per tutto il 2010 ma che è dichiarata fuori pericolo.

Questo tipo di tumori si sviluppa durante i primissimi anni di vita dei bambini, ci sono casi documentati in cui è stato diagnosticato nei feti. Grazie alle moderne tecniche si è arrivati ad un tasso di sopravvivenza compreso tra il 70 e l’80%, se intercettato in tempo. Dati che verranno ritoccati verso l’alto grazie a un team italiano dell’Università la Sapienza di Roma che, durante il mese di gennaio di quest’anno, ha annunciato di averne identificato il funzionamento.

Articolo scritto dalla nostra fan d'eccezione Giuditta Mosca

* Fonte Tgcom, Leggo

 

Salva figlia da tumore

 

Salva figlia da tumore

 

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