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Medici le dicono di abortire, lei vede un gesto nell'ecografia, partorisce e ...

INGHILTERRA – I medici avevano loro consigliato più volte di abortire a causa delle esigue possibilità di sopravvivenza della bimba. Ma i genitori si sono rifiutati quando hanno visto l’ecografia: in quel momento la bimba ha alzato il pollice. Un gesto sicuramente involontario, ma che per i genitori della bimba è stato un segno a non abortire e a procedere con la gravidanza.

Una tenera storia ci arriva dalla Gran Bretagna e viene riportata dal Daily Mail. 

Si chiama Chanel Murrish e adesso ha 5 settimane e sembra proprio che il pericolo di vita per lei sia quasi passato. Chanel è la bimba più piccola, in Gran Bretagna, ad aver subito un intervento chirurgico a cuore aperto, pochi minuti dopo la nascita. Non solo, a 7 giorni dalla nascita ha subito un secondo intervento, durato 7 ore.

Fay, la mamma, ha dichiarato al Daily Mail:

“Chanel ha dimostrato che è determinata a vivere. Sono così orgogliosa di lei. Prima della nascita gli specialisti ci avevano detto che lei non sarebbe potuta sopravvivere, ma io e suo papà non abbiamo potuto prendere in considerazione l’idea dell’aborto. Ci ha fatto capire che voleva vivere perché durante l’ecografia lei ci ha fatto un enorme pollice all’insù. Era come se di stesse dicendo che sarebbe andato tutto bene, che ce la poteva fare”.  

Chanel è nata con un parto cesareo. Pochi minuti dopo la nascita i chirurghi l’hanno operata inserendole uno stent nel cuore. Questo l’ha mantenuta in vita il tempo necessario per procedere ad una prima operazione. La bimba aveva una condizione chiamata sindrome del cuore sinistro ipoplastico: in sostanza, batteva solo la metà del suo cuore. Fay ha detto:

È stato terribile. Non ho nemmeno avuto la possibilità di tenerla in braccio prima che mi venisse portata via”. 

La gravidanza di Fay è proceduta tranquilla fino alla ventesima settimana, quando dopo una ecografia le è stato detto della condizione della sua bimba.

Fay insieme al marito sono così andati da uno specialista, al Newcastle Royal Victoria Infirmary che per primo aveva consigliato loro l’aborto:

Ci hanno detto che Chanel avrebbe dovuto subire diverse operazioni, ma che aveva poche possibilità di sopravvivere al primo intervento e ne avrebbero dovuti fare altri due. In quel momento ti chiedi se è giusto far venire al mondo tuo figlio. Ma Chanel ha iniziato a darmi calci. Non ho potuto proprio considerare l’aborto”. 

Più avanti nella gravidanza, Fay e il marito sono stati messi una seconda volta di fronte alla decisione dolorosa di procedere con l’aborto perché i medici avevano anche scoperto che Chanel aveva problemi di circolazione sanguigna al cuore.

I genitori, invece, hanno voluto provare a mettere al mondo Chanel, che ad oggi ha superato due operazioni ed è allegra e serena e, nonostante ancora non sia del tutto fuori pericolo, le sue probabilità di sopravvivenza sono molto alte. La mamma ha concluso:

“Per ora ci stiamo vivendo in questo momento e ci godiamo la nostra bella bambina”. 

ladyblitz.it 



 

Si sente preso in giro dai gesti e lo prende a pugni, ma si era imbattuto in un sordomuto

FELTRE (BELLUNO) - Pensava lo prendesse in giro. L'idea che il suo interlocutore potesse essere un sordo muto costretto a esprimersi con il linguaggio dei segni non lo aveva neppure sfiorato. Senza pensarci due volte un 26enne feltrino gli aveva tirato un cazzotto in faccia mandandolo all'ospedale, aveva inforcato nuovamente la sua bici e aveva proseguito per la sua strada. Era gennaio e il luogo le strade del Montello, a Crocetta: il ciclista era stato costretto da un'auto che aveva mancato una precedenza a una brusca frenata. Il ragazzo aveva deciso di affrontare il conducente dell'auto a viso aperto: in quell'istante il sordomuto alla guida del veicolo aveva cominciato a gesticolare. Ora il ciclista 26enne è stato denunciato dai carabinieri di Montebelluna per lesioni personali.

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Si fa pungere i genitali da un'ape: ''Un esperimento in nome della scienza''

NEW YORK - Si chiama Michael Smith, è uno studente della Cornell University, a New York. Ha deciso di sacrificare il proprio corpo in nome della scienza e di farsi pungere da un'ape in 25 punti differenti del proprio corpo, si..anche sui genitali.
L'obiettivo dell'esperimento era quello di scoprire in quale punto la puntura fosse più dolorosa e per questo, ha voluto 'testare' il tutto sul proprio fisico.  Sorprendentemente, Michael ha scoperto che il dolore più acuto non lo ha raggiunto dopo la puntura sui genitali: "Avevamo ipotizzato che la 'zona critica' fossero i testicoli, eppure non è stato così. Per eseguire le 25 punture ho dovuto utilizzare uno specchio e stare in posizione eretta".  Lo studio di Michael Smith è stato pubblicato sulla rivista scientifica PeerJ.