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Umberto Veronesi: ''La marijuana non fa male''

ROMA – “La marijuana non fa male e i danni da spinello sono praticamente inesistenti”. L’oncologo Umberto Veronesi, da sempre a favore della liberalizzazione delle cosiddette ‘droghe leggere’, interviene così sul tema sul numero del settimanale Oggi.

“La marijuana fa male? Come ministro della Salute, quando ricoprii l’incarico anni or sono, mi posi anch’io questa domanda – ricorda il direttore scientifico dell’Istituto europeo di oncologia di Milano -. E me la posi anche come medico e soprattutto come padre di famiglia. Ebbene, la commissione scientifica che avevo nominato concluse che i cosiddetti ‘danni da spinello’ sono praticamente inesistenti. Dopo quella, altre commissioni scientifiche giunsero alle stesse conclusioni. E oggi perfino l’Organizzazione mondiale della sanità ha invitato i governi a depenalizzare l’uso personale di marijuana, consapevole su dati scientifici che l’uso di spinelli non fa male”.

Nella sua rubrica lo scienziato definisce “infondata anche la credenza che la marijuana dia dipendenza e apra la strada all’uso delle droghe pesanti, come cocaina e morfina. Liberalizzare lo spinello non è malinteso permissivismo, ma una posizione realistica che punta alla riduzione del danno. Risulta che metà dei nostri giovani e molti adulti fanno uso di marijuana. Ha senso criminalizzarli?”.

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Ha circa 1.400 dosi di marijuana ma viene assolto dall'accusa di spaccio. Ecco come.

FERRARA - Il quantitativo trovato nell'abitazione di un 36enne della provincia di Ferrara (Copparo) era sufficiente per circa 1.400 dosi ma il giovane è stato assolto dall'accusa di detenzione ai fini di spaccio. Gli avvocati del 36enne, infatti, sono riusciti a dimostrare le “ragioni” dell’uomo e l’uso esclusivamente personale della droga. Secondo i suoi legali, l'uomo stava facendo una dieta dimagrante che a quanto pare si basa soprattutto sull’uso di marijuana. Questo il programma del regime alimentare: otto canne al giorno e una tisana di erba filtrata da bere la sera. In pratica nel totale il ferrarese fumava più di un etto e mezzo al mese. Il giudice Luca Marini ha ritenuto plausibile la ragione della difesa e per questo ha deciso di cancellare l'accusa di detenzione ai fini di spaccio.

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Bambina malata curata con la cannabis: ecco la storia

USA - Matt e Paige Figi, una coppia del Colorado, vivevano una vita come tante. L’incontro all’università, il matrimonio, i figli. Max, nato nel 2004, e i gemelli Charlotte e Chase, nati nell’ottobre del 2006.

La loro vita venne sconvolta subito dopo la nascita dei gemelli: Charlotte a tre mesi infatti comincia ad avere degli attacchi epilettici; i genitori la accompagnano al pronto soccorso terrorizzati, i medici parlano di epilessia, e suggeriscono loro di sottoporre la piccola ad accertamenti.

Dopo una serie infinita di esami a Charlotte diagnosticata la sindrome di Dravet, una rara forma di epilessia che però non è curabile con i farmaci che normalmente vengono utilizzati nelle altre forme.

Charlotte purtroppo comincia a soffrire di centinaia di attacchi epilettici alla settimana, ed anche il suo sviluppo psicofisico, intorno ai due anni, comincia a vacillare: che sia a dei barbiturici che le somministrano, con poco effetto peraltro, o della malattia stessa, ai Figi non importa molto.

Matt, il papà, un berretto verde dell’esercito statunitense, decide di lasciare l’arma per stare più vicino alla famiglia.

Alcuni specialisti prescrivono a Charlie una dieta che aiuta un po’ la piccola a gestire gli attacchi, ma con molte controindicazioni.

Dopo due anni di dieta gli attacchi tornano, la fine del sogno.

E lì la svolta: qualche anno prima, nel 2000, il Colorado emise una legge che prevedeva l’uso della cannabis in alcune patologie tra cui anche gli attacchi epilettici.

Il padre di Charlotte, Matt, comincia a fare ricerche in internet sull’uso della marjuana a scopi terapeutici e scopre che anche altri con la stessa sindrome di Charlie hanno avuto beneficio da questa cura.

All’epoca Charlotte non mangiava più da sola, non parlava e non camminava. Aveva oltre 300 attacchi a settimana.

Ai Figi non restava che trovare un medico che fosse favorevole a somministrare la cannabis alla piccola.

Nonostante le resistenze e le controindicazioni, la dottoressa Margaret Gedde acconsentì a questo protocollo e i Figi sottoposero la figlia alla somministrazione di cannabis. A loro si unì il dottor Alan Shackelford: niente poteva essere peggio della condizione in cui versava la piccola.

I risultati furono sconvolgenti: già la prima ora di somministrazione convinse tutti che la strada era giusta. Niente attacchi  (in un’ ora Charlie arrivava ad avere 3 4 attacchi). E niente attacchi per i successivi sette giorni, i Figi erano increduli.

Charlotte riceve una dose di olio di cannabis dosata secondo il suo peso ogni giorno nel cibo a pranzo e cena.

Oggi ha sei anni, cammina da sola, va in bici,e progredisce ogni giorno di più.

Dopo Charlotte, altri 41 pazienti hanno beneficiato della cura a base di cannabis per alleviare sintomi e disturbi di svariate malattie.

Matt, il papà, dice: “Voglio che tutti sappiano che c’è un’altra opzione”, intanto tutti auguriamo a Charlie il meglio per lei.

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