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Ha circa 1.400 dosi di marijuana ma viene assolto dall'accusa di spaccio. Ecco come.

FERRARA - Il quantitativo trovato nell'abitazione di un 36enne della provincia di Ferrara (Copparo) era sufficiente per circa 1.400 dosi ma il giovane è stato assolto dall'accusa di detenzione ai fini di spaccio. Gli avvocati del 36enne, infatti, sono riusciti a dimostrare le “ragioni” dell’uomo e l’uso esclusivamente personale della droga. Secondo i suoi legali, l'uomo stava facendo una dieta dimagrante che a quanto pare si basa soprattutto sull’uso di marijuana. Questo il programma del regime alimentare: otto canne al giorno e una tisana di erba filtrata da bere la sera. In pratica nel totale il ferrarese fumava più di un etto e mezzo al mese. Il giudice Luca Marini ha ritenuto plausibile la ragione della difesa e per questo ha deciso di cancellare l'accusa di detenzione ai fini di spaccio.

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Bambina malata curata con la cannabis: ecco la storia

USA - Matt e Paige Figi, una coppia del Colorado, vivevano una vita come tante. L’incontro all’università, il matrimonio, i figli. Max, nato nel 2004, e i gemelli Charlotte e Chase, nati nell’ottobre del 2006.

La loro vita venne sconvolta subito dopo la nascita dei gemelli: Charlotte a tre mesi infatti comincia ad avere degli attacchi epilettici; i genitori la accompagnano al pronto soccorso terrorizzati, i medici parlano di epilessia, e suggeriscono loro di sottoporre la piccola ad accertamenti.

Dopo una serie infinita di esami a Charlotte diagnosticata la sindrome di Dravet, una rara forma di epilessia che però non è curabile con i farmaci che normalmente vengono utilizzati nelle altre forme.

Charlotte purtroppo comincia a soffrire di centinaia di attacchi epilettici alla settimana, ed anche il suo sviluppo psicofisico, intorno ai due anni, comincia a vacillare: che sia a dei barbiturici che le somministrano, con poco effetto peraltro, o della malattia stessa, ai Figi non importa molto.

Matt, il papà, un berretto verde dell’esercito statunitense, decide di lasciare l’arma per stare più vicino alla famiglia.

Alcuni specialisti prescrivono a Charlie una dieta che aiuta un po’ la piccola a gestire gli attacchi, ma con molte controindicazioni.

Dopo due anni di dieta gli attacchi tornano, la fine del sogno.

E lì la svolta: qualche anno prima, nel 2000, il Colorado emise una legge che prevedeva l’uso della cannabis in alcune patologie tra cui anche gli attacchi epilettici.

Il padre di Charlotte, Matt, comincia a fare ricerche in internet sull’uso della marjuana a scopi terapeutici e scopre che anche altri con la stessa sindrome di Charlie hanno avuto beneficio da questa cura.

All’epoca Charlotte non mangiava più da sola, non parlava e non camminava. Aveva oltre 300 attacchi a settimana.

Ai Figi non restava che trovare un medico che fosse favorevole a somministrare la cannabis alla piccola.

Nonostante le resistenze e le controindicazioni, la dottoressa Margaret Gedde acconsentì a questo protocollo e i Figi sottoposero la figlia alla somministrazione di cannabis. A loro si unì il dottor Alan Shackelford: niente poteva essere peggio della condizione in cui versava la piccola.

I risultati furono sconvolgenti: già la prima ora di somministrazione convinse tutti che la strada era giusta. Niente attacchi  (in un’ ora Charlie arrivava ad avere 3 4 attacchi). E niente attacchi per i successivi sette giorni, i Figi erano increduli.

Charlotte riceve una dose di olio di cannabis dosata secondo il suo peso ogni giorno nel cibo a pranzo e cena.

Oggi ha sei anni, cammina da sola, va in bici,e progredisce ogni giorno di più.

Dopo Charlotte, altri 41 pazienti hanno beneficiato della cura a base di cannabis per alleviare sintomi e disturbi di svariate malattie.

Matt, il papà, dice: “Voglio che tutti sappiano che c’è un’altra opzione”, intanto tutti auguriamo a Charlie il meglio per lei.

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Malore allo stadio per sedici olandesi: avevano mangiato torta alla marijuana

AMSTERDAM - Davvero singolare quanto accaduto lo scorso week-end in Olanda al Kyocera Stadium, impianto che ospita le partite del Den Haag. Sedici tifosi sono stati ricoverati in ospedale per malori accusati durante la partita tra i padroni di casa e il Feyenoord. Tutte le persone ricoverate si trovavano nello stesso Sky-box e la causa di questi malori è stata una 'Space Cake', la torta alla marijuana. Questo dolce viene venduto assolutamente legalmente in Olanda nei coffee-shop e gli effetti soliti della marijuana si manifestano solo con un'ora di ritardo rispetto all'uso normale. L’uso eccessivo può portare a dei malori e l'intervento di ben quattro ambulanze giunte per soccorrere le 16 persone ne è stata la dimostrazione.

Leggo