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LOUISVILLE (KENTUCKY) - Il suo nome è Angel Babcock e deve avere proprio un angelo custode, visto che a soli due anni è sopravvissuta miracolosamente al tornado che ha distrutto la sua casa, uccidendo tutti i membri della sua famiglia. La piccola è stata ritrovata a ben 16 chilometri dalla sua abitazione, vicino ai corpi senza vita dei genitori e dei due fratellini. Adesso la bimba è ricoverata in gravi condizioni al Kosair Children Hospital di Louisville nel Kentucky. Sono già 37 le vittime provocate dal tornado che si è abbattuto su Indiana, Kentacky, Ohio e altre zone del MIdwest degli Stati Uniti. La perturbazione si sta spostando verso Florida e Georgia, in cui vige già lo stato di allarme.

* Fonte Leggo

Bambina miracolata: Tornado la trascina a 16 km da casa, ma è viva

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Bambina miracolata: Tornado la trascina a 16 km da casa, ma è viva

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CROTONE - Miracolo in Calabria, dove una bimba si è risvegliata dal coma dopo aver sentito il messaggio del suo campione preferito. Non si tratta di una favola, ma della storia della piccola Giada Scalisa, bimba di 12 anni e grande tifosa della Juventus e di Del Piero. Giada era in coma dallo scorso 22 gennaio. I genitori avevano chiesto alla bandiera della Juve di inviare un video messaggio da far ascoltare alla bambina. Del Piero, sempre vicino alle problematiche dei suoi fan, non si è tirato indietro ed ha prontamente soddisfatto la richiesta dei genitori di Giada. Adesso la piccola si è svegliata dal coma grazie al suo campione ed ha iniziato le terapie di recupero.

* Fonte Leggo

''Miracolo'' Del Piero, bimba in coma ascolta il suo messaggio e si sveglia

 
In Messico, ormai, Karla Flores è la «miracolata». E non potrebbe essere altrimenti. Anzi a contar bene i «miracoli» che l’hanno lasciata in vita sono almeno 4. Il primo quando, il 6 agosto di quest’anno, le è arrivato in faccia un proiettile di Rpg. La testata esplosiva le ha sfondato la mandibola, le ha strappato metà dentatura e, invece di uscire, sfondarle il cranio, ucciderla, si è fermato in bocca. La donna, 32 anni, è caduta a terra, semi incosciente con quell’ogiva che poteva esplodere da un momento all’altro, ma che comunque la stava soffocando.

QUATTRO MIRACOLI IN SEQUENZA - Sarebbe morta senza il miracolo numero due: un automobilista sconosciuto («un angelo» dice oggi Karla) l’ha portata in ospedale. Pronto soccorso, visita, esami, ma quando dalle radiografie è stato evidente che quell’oggetto incastrato tra le ossa del suo viso era una bomba ancora in grado di esplodere e uccidere chiunque nel raggio di 10 metri, nell’ospedale è stato il fuggi fuggi. E Karla ha avuto bisogno del miracolo numero 3. Il dottor Gaxiola Meza le è rimasto accanto, ma non poteva intervenire da solo. Ha preso in mano il telefono, ha chiamato dottori e infermieri. Molti colleghi si sono tirati indietro, fino a che si sono presentati i volontari necessari: due anestesisti, un infermiere specializzato per la sala operatoria e un medico di supporto. L’esercito messicano ha offerto due artificieri per spiegare come trattare l’ordigno. I due militari sono arrivati all’Hospital General di Culiacán con gli scafandri protettivi, ma poi, per solidarietà umana con i medici che non avrebbero comunque potuto operare dietro agli scudi, si sono infilati dei semplici camici verdi. L’intervento chirurgico è stato il quarto miracolo: non solo è riuscito, ma l’ogiva è stata sfilata dal viso di Karla senza che esplodesse o cadesse.

MA CI VORRA' IL QUINTO MIRACOLO - Cose che succedono a vendere acciughe fritte e carpaccio di polpo per le strade di Culiacan, tradizionale base di potere di quello che per decenni è stata la più potente organizzazione criminale del mondo: il Cartello della droga di Sinaloa. Solo nel 2009 l’Fbi americano arrestò in tutti gli Stati Uniti 750 affiliati del cartello messicano sequestrando qualcosa come 40 milioni di euro in contanti, 200 jeep blindate, centinaia di auto di lusso, aeroplani da turismo, jet privati, motoscafi. Il Cartello soffrì un duro colpo, ma si riorganizzò aprendosi ad alleanze con altri gruppi criminali messicani che hanno portato alla situazione di vera emergenza nazionale di oggi con il Cartello di Ciudad Juarez, Los Zetas e altri che rappresentano un vero potere alternativo allo Stato federale messicano. La «miracolata» dovrà sopportare ancora molte operazioni di chirurgia estetica per ricostruire il volto, la trachea e quant’altro distrutto dall’ogiva. Ma potrà raccontarlo ai nipoti. Non si sa chi abbia sparato per le strade di Culiacan il razzo che ha colpito Karla. Non si sa perché e non si sa chi. La polizia ha paura ad investigare per paura di imbattersi in qualche esponente del cartello di Sinaloa. Karla avrà bisogno di un quinto miracolo per tornare a vivere in una regione dove legge e sicurezza non siano messi in ridicolo dall’esercito dei trafficanti che ha dichiarato guerra al Messico.

* Fonte corrieredellasera

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L'incredibile storia di Karla Flores: quattro volte miracolata in un solo giorno