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Cartello shock: ''Non date soldi agli zingari, guadagnano più di molti di voi”

CATANIA - “Non fate l’elemosina agli zingari davanti la porta”, perché “guadagnano 60-80 euro al giorno”, cioè “più di un operaio specializzato italiano” e in maniera “netta, esentasse”. Il cartello shock o meglio, “l’invito della direzione” è messo nero su bianco a Catania, in via Etnea, davanti a un supermercato. La vicenda è riportata dal quotidiano La Sicilia: secondo la direzione del market, da tre anni è “stanziale” una famiglia di rom che “allontana i clienti indispettiti dall’insistenza”, fa “i nostri stessi orari di lavoro”, quando “va in ferie manda dei parenti a sostituirli” e “minaccia chi si avvicina per mendicare”.

Dai 60 agli 80 euro guadagnati durante una giornata passata a fare la questua davanti al negozio di una città del Sud Italia? I gestori del market siciliano non hanno dubbi. Spiegano: “A fine giornata vengono alle casse per chiedere di cambiare le monete con banconote”. “Non siamo razzisti – precisano al giornale La Sicilia – ma vogliamo soltanto tutelarci: anche clienti che abitano qui vicino non vengono per evitare di subire la pressante richiesta di elemosina. Alcuni prendono le buste della spesa dei clienti e li accompagnano fino alle auto. Abbiamo chiesto l’aiuto delle forze dell’ordine, dei vigili urbani, ma ci dicono che è un problema dei servizi sociali del Comune. La nostra iniziativa – concludono dalla direzione – non è razzistica, ma vuole essere uno stimolo a pensare e speriamo che chi può adesso agisca nel fare rispettare le leggi”.

Zingari romani si fingono poveri, ma ecco alcune delle loro case:

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Ipoteca la casa per farsi ingrandire il pene: ''Ce l'ho piccolo, così non posso andare avanti''

AUSTRALIA - Ipoteca la casa per farsi ingrandire il pene. Un uomo, 32 anni, identità ignota, ha deciso di investire tutti i suoi risparmi per pagare le spese di un’operazione per l’ingrandimento del pene.

Michael, nome di fantasia, ha infatti un micropene che, anche in erezione, non supera i 7 cm di lunghezza.

“Da sempre ho questo problema che mi ha notevolmente condizionato nella vita sociale, per questo ho deciso di non badare a spese” ha detto Michael, intervistato da 9News, un sito australiano.
“Non è mai stato facile”, continua Michael, “sin dall’infanzia i pediatri sottovalutarono il problema. Mi sarebbe piaciuto giocare a calcio, ma come potete immaginare gli spogliatoi per me sono off-limits e c’è poca gente con cui poter affrontare seriamente questo argomento”. E ancora: “Sono sempre stato condizionato da questo problema e per questo mi sono spesso tenuto lontano dalle donne. Ho perso la verginità a 24 anni, con una ragazza con cui sono stato per tre mesi, poi per altri sei anni non ho fatto sesso”.

30+40mila euro, in totale serviranno 70mila euro per l’operazione. “Non mi importa” dice Michael, “quello che voglio è essere felice e a mio agio con gli altri, quindi non voglio badare a spese”.

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Candid Camera Sexy: le dimensioni contano?

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Sesso con più di 100 cadaveri in obitorio: necrofilo confessa incastrato dalla prova del Dna

USA - Alla fine è crollato. Kenneth Douglas, 60 anni, di Hamilton County, Ohio, ha ammesso di aver fatto sesso con oltre 100 cadaveri durante il turno notturno in obitorio, dal 1972 al 1992.

L'uomo, sposato e padre di 4 figli, nel 2008 è stato incastrato dalla prova del DNA per aver stuprato il corpo senza vita di una vittima di omicidio. Ma solo in queste ore ha confessato di aver approfittato di molte più donne di quanto si potesse immaginare. L'uomo, in carcere per abusi su tre cadaveri, adesso dovrà rispondere di accuse ben più pesanti che potrebbero far prendere al processo un'altra piega.

Kenneth, fino a questo momento, aveva rivelato di aver fatto sesso con tre ragazze: Karen Sue Range, 19 anni, accoltellata a morte nel 1982; Charlene Appling, 23enne, incinta, morta per strangolamento nel 1991 e Angel Hicks, 24 anni, madre di due bambini di 1 e 3 anni, morta per le ferite alla testa dopo essere stata spinta fuori dalla finestra del suo appartamento al terzo piano nel 1991.

La verità emerse nel 2008, dopo che David Steffen, l'assassino di Karen, confessò di aver ucciso la ragazza ma di non averla violentata. Dalla prova del DNA risultò che il liquido spermatico ritrovato sul cadavere era effettivamente di Kenneth. I sospetti, all'epoca, ricaddero su di lui perché la moglie del necrofilo aveva fatto diverse segnalazioni all'autorità. Più di una volta la donna aveva detto di essere andata a prendere il marito al lavoro che «puzzava di alcol e di sesso». Ma le sue telefonate erano rimaste sempre inascoltate.

All'uomo non è rimasto che confessare, descrivendo il macabro rituale che lo portava a violare le giovani vittime. «I corpi erano nel congelatore, in attesa dell'autopsia – ha raccontato l'uomo – io li prendevo, li portavo in una cameretta e ci facevo sesso». Durante il processo l'uomo si è anche giustificato dicendo che: «In quel periodo facevo abuso di alcol e cocaina. Non lo avrei mai fatto se non fossi stato sotto il loro effetto». Ora arriva l'agghiacciante confessione: più di cento cadaveri hanno subito lo stesso trattamento.

I familiari delle vittime chiedono giustizia e sono sconvolti. «Immagino questa scena e la riporto a mia sorella – ha dichiarato Antonette Shirley, sorella maggiore di Angel Hicks – questo pensiero continuerà a insinuarsi nella mia mente fino al giorno in cui morirò».

ilmessaggero.it