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Hanoi, Vietnam - E' morto in Vietnam all'eta' di 79 anni Tran Van Hay, l'uomo i cui capelli misuravano 6,8 metri ed erano ritenuti i più lunghi del mondo. A riferire la morte dell'uomo a 'Vietnam News' e' stata sua moglie, Nguyen Thi Hoa, ricordando che il marito aveva smesso di tagliarsi le chiome 50 anni fa, perché si ammalava spesso dopo l'intervento del barbiere. Li aveva cosi' lasciati crescere per sempre, racchiudendo in una sciarpa la lunga e pesante chioma che riusciva anche a mantenere in equilibrio sulla testa.

Ma una delle difficolta' di Tran Van Hay, riporta il quotidiano britannico 'Telegraph', era non poter usare le moto-taxi perche' non riusciva a indossare il casco. Stando al Guinness dei record ora la chioma piu' lunga del mondo appartiene a Xie Qiuping che vive in Cina: nel 2004 i suoi capelli misuravano 5,6 metri.

* Fonte Yahoo! Notizie

Tran Van Hay

Tran Van Hay

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Le autorità brasiliane hanno aperto un’inchiesta sulla morte di un neonato nello Stato del Mato Grosso, venuto alla luce dopo una furibonda rissa tra due medici in sala parto.

L’episodio si è verificato a Ivinhema, nel sudovest del Paese: i due medici hanno iniziato a picchiarsi mentre la mamma del nascituro, Gislaine Santana, 32 anni, stava concludendo il travaglio.

«È stata una vera rissa: sono finiti per terra mentre mia moglie gli gridava di fermarsi», ha raccontato il marito della donna alla stampa locale.

Un’ora e mezza più tardi, secondo il Fohla di San Paolo, un terzo medico è intervenuto per praticare un cesareo, ma non ha potuto far altro che constatare la morte del neonato.

I due medici sono stati sospesi e la polizia ha aperto una inchiesta.

* Fonte Aiutaciatrovarli

Grazie a Michele per la segnalazione!

 

Brasile: medici si picchiano in sala parto, muore neonato

 
RussiaNon se la passano bene i giornalisti in Russia, che, ogni giorno, se la vedono brutta. Basta vedere cosa è successo al 47enne Konstantin Popov, vittima di una serie di orrori e sevizie degne del peggior film horror.

I fatti risalgono allo scorso 4 gennaio, quando Popov si trovava a casa sua, dove se ne stava tranquillamente sorseggiando qualcosa e ascoltando musica. Ma quel fracasso stava infastidendo i vicini di casa, che hanno chiamato la polizia. Gli agenti hanno preso il reporter di forza e lo hanno portato in un centro dove finiscono gli alcolizzati. L'obiettivo, in linea teorica, era quello di fargli passare la sbronza. E' in questo centro, però, che iniziano le torture, ai livelli del film "Saw".

Il reporter viene preso in consegna da un poliziotto di 26 anni, che inizia a sottoporlo ad una serie di violenze disumane. Oltre a picchiarlo, a mani nude, lo violenta, presumibilmente con un manico di scopa. Uno stupro che è stato così violento da provocargli un'emmoragia interna. Inutile il ricovero in ospedale: il giornalista è morto. Il poliziotto violento ha ammesso le proprie responsabilità, ma ha attribuito la colpa del suo comportamento allo stress.

* Fonte BBC News, The Guardian, Asylum