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Ha provato a fare un palloncino con la chewing-gum, ma gli è stato fatale: la mascella gli si è staccata, uccidendolo sul colpo. Sembra una storia inverosimile, eppure è accaduta davvero ad uno studente del Politecnico di Kiev ed ha una spiegazione: il giovane faceva esperimenti sul cibo con l'acido citrico. Stando a quanto afferma il Sun, voleva infatti inventare un nuovo tipo di chewing gum, come quella di Willie Wonka nel celebre film La fabbrica di cioccolato. Per esaminare la gomma da masticare incriminata, si sono mossi i maggiori esperti da Kiev a casa dei genitori del ragazzo, a Konotop, in cui si è consumata la tragedia: i poliziotti locali erano infatti troppo spaventati per toccare il chewing gum, per paura che esplodesse. ""I genitori hanno sentito un forte rumore, come un'esplosione, dalla camera del ragazzo. Quando sono entrati, lo hanno visto per terra, con la parte inferiore del suo viso che si era letteralmente staccata"", ha raccontato un poliziotto.

Fonte: Leggo
 

Grazie a Gianmarco per la segnalazione!

Aveva scritto una lettera al figlio, un soldato americano inviato in Iraq, e la missiva le era stata rispedita indietro con la dicitura "destinatario deceduto". Il figlio della donna, Joan Najbar, in realtà  era vivo. Ma a comunicarglielo era stata poi la Croce Rossa: nessuna richiesta di scuse era più arrivata dalle Poste. Così oggi la Najbar ha deciso di fare causa proprio alle Poste per lo shock emotivo procuratole dalla falsa notizia.

Joan Najbar ha presentato una denuncia a un tribunale di Duluth, la cittadina del Minnesota in cui vive, lo scorso novembre.

"La signora Najbar non ha mai ricevuto le scuse ufficiali delle Poste nè una spiegazione per quella dicitura apposta sulla lettera quando il destinatario non era affatto deceduto ma vivo e vegeto", si legge nell'esposto preparato dal suo legale.

I fatti risalgono al 2006, quando nel mese di settembre la donna aveva scritto al figlio, che all'epoca era in Iraq per un periodo di 22 mesi. La sua lettera era tornata indietro due settimane dopo.

Successivamente era stata la Croce Rossa a comunicarle che il figlio, di cui non aveva avuto notizie per un certo tempo, era vivo e stava bene. Adesso la signora Najbar pretende un risarcimento per "il forte shock emotivo" che la vicenda le aveva procurato.

Fonte Tgcom
 
Jozef GuzyUn apicoltore polacco che era stato dichiarato morto e messo in una bara dopo un attacco di cuore è risultato poi ancora in vita. Jozef Guzy, 76 anni, secondo il ‘Daily Mail’, ha collassato mentre lavorava a Katowice e un impresario delle pompe funebri lo ha portato via dopo che un medico lo aveva dichiarato morto. Il portavoce dei servizio regionale di Ambulanze ha detto: “Il paziente non stava respirando, non aveva battito, il corpo era freddo: tutti segnai di morte”. L’impresario delle pompe funebri Dariusz Wys?uchato stava praticamente per sigillare il coperchio della bara quando la moglie di Jozef, Ludmilla, gli ha chiesto di riaprirla per potersi prendere l’orologio da polso del marito come ricordo. Wys?uchato ha detto: “Ho toccato l’arteria del collo e mi sono reso conto che non era morto. Ho controllato ancora e ho gridato: ‘C’è polso’. “Ho fatto controllare a un amico il quale ha notato che l’uomo respirava ancora. Dio, è stato un miracolo. Ringrazio Dio per non aver chiuso quel coperchio, sarebbe stata una tragedia. Qualcosa mi ha spinto a toccare il suo collo. Sono felice che sia vivo”. Lo stesso dottore che aveva dichiarato morto Jozef è tornato confermando che l’uomo era vivo. Il morto-non morto ha poi affermato: “L’impresario mi ha salvato la vita. La prima cosa che farò quando uscirò dall’ospedale è regalargli un barattolo di miele".

* Fonte Leggo, Adnkronos, TimesOnline