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Di giorno è una ragazza come tante, che rischia quasi di passare inosservata mentre passeggia tra la folla, nel molto tempo libero a disposizione dopo che, a marzo, l'azienda in cui presta lavoro come operaia ha dichiarato la cassa integrazione. Di notte, è una webcam girl, ossia, vende in rete la propria immagine davanti all'occhio indiscreto di una telecamera che dalla sua stanza la proietta al mondo intero, procurandole circa 2mila euro al mese con un impegno giornaliero minimo. Laura, la chiameremo così, ha una corporatura esile e il look sportivo da adolescente. Ha un fidanzato che non sa della sua doppia vita e abita in una mansarda di tre stanze le cui finestre affacciano sulle vie più conosciute del centro storico, attraversate ogni giorno da centinaia di persone. Stanze che, da mezzanotte in poi, si spogliano con lei affinché le tracce che potrebbero ricondurre alla sua identità siano completamente cancellate e non rimangono che pareti bianche come sfondo della sua seconda professione.

Laura, da quanto tempo sei una webcam girl?

«Dopo qualche mese dal momento in cui la mia azienda ha dichiarato la cassa integrazione, ho visto che con lo stipendio ridotto non ce la facevo a pagare l'affitto e tutte le altre spese. Ho provato per un po' a cercare altri lavori, poi ho visto che le scadenze delle bollette si avvicinavano e ho deciso di buttarmi su questa soluzione».

Come si entra in contatto con chi offre questo tipo di lavoro?

«È facile come bere un bicchier d'acqua. Ho pubblicato un annuncio su un social network, dove, con uno pseudonimo, lo stesso che uso quando mi esibisco, ho ricevuto in poche ore moltissime risposte attraverso messaggi privati che mi indicavano dei siti cui potevo iscrivermi. Detto, fatto. Mi sono collegata ad uno di questi e nel giro di pochissimo, senza avere mai visto di persone chi mi offriva il lavoro, sono diventata una webcam girl».

Quanto guadagni?

«In media 3 euro al minuto, che divido al 50% con il gestore del sito. Facendo i conti, guadagno circa 2mila euro al mese pulite con quasi due ore davanti alla webcam le sere in cui il mio fidanzato fa i turni al lavoro…».

Già, perché tu hai un fidanzato, Laura, che non sa di questa tua professione…

«No e credo che mi lascerebbe se lo sapesse. Per questo mi copro il volto e tolgo qualsiasi oggetto riconoscibile intorno».

Qual è il genere di persona che cerca le webcam girl?

«Dei tipi più svariati e insospettabili. Dal ragazzo giovane, all'anziano, non c'è una fascia d'età precisa, anche se, la maggior parte dei miei clienti ha sulla quarantina, e da quel poco che posso sentire, un buon livello culturale. Poi in un secondo momento nasce anche un rapporto di confidenza con queste persone, prevalentemente sposate, che mi raccontano i loro problemi familiari e quanto abbiano voglia di evadere».

La telecamera è un alibi che sembra quasi 'ingentilire' quelle che di fatto rimangono prestazioni a sfondo sessuale, seppure soft, dietro compenso. C'è chi chiama il fenomeno webcam girl ugualmente prostituzione quindi…

«Non ha importanza come chiami questa cosa. Io so che senza non riesco ad arrivare alla fine del mese».

* Fonte Gazzetta di Modena

'Erp disoccupata, ora faccio sexy webcam e guadagno 1,5 euro al minuto'

 

Tanya Davis, inglese di 26 anni, è una cliente della Virgin media, una società di servizi di telefonia. Nel tentativo di segnalare un guasto, Tanya è rimasta 12 ore in attesa per parlare con un operatore. La "maratona" è iniziata alle 11 di sera, ma dopo la mezzanotte Tanya ha deciso di andare a dormire lasciando il telefono collegato. La mattina dopo c'era ancora la musica di attesa: nessuno aveva risposto. Fortunamente si trattava di un numero verde.

Tanya aveva già tentato di comunicare il problema alla sua compagnia telefonica ma non era mai riuscita a parlare con nessuno. Moltissimi centralini di assistenza ai clienti si trovano a oltre 10mila chilometri, in questo caso in India. Tanya era davvero disperata: aveva chiamato il numero verde almeno venti volte e in tutte quelle telefonate la comunicazione era sempre stata interrotta. Così tra la disperazione e il desiderio di sfida, Tyra ha fatto un nuovo tentativo, determinata a non mollare.

"Dopo aver aspettato per un'ora - ha raccontato Tanya al Sunday Mirror - il mio compagno mi ha dato il cambio e io mi sono sdraiata sul divano. Tutto ciò che potevamo sentire erano canzoni di un nastro registrato. La più irritante era Oops, I did it again di Britney Spears". Tanya e il compagno hanno quindi deciso di andare a dormire lasciando che l'attesa continuasse. "Scherzavamo sul fatto che ci saremmo risvegliati ancora in attesa dell'operatore" ha raccontato la donna inglese. E infatti il risveglio, la mattina dopo, è stato con sorpresa. "Non potevo credere che la canzone di Britney Spears stesse ancora strombazzando rumorosamente", ha continuato Tanya.

* Fonte Tgcom


Tanya Davis

Tanya Davis
 
Belle FloorIl suo è un disturbo molto raro, di cui soffrono poche migliaia di persone nel mondo: quando si addormenta, diventa una malata di sesso. Belle Floor, 32 anni di Almelo, in Olanda, soffre di sexsomnia, un disturbo che ha effetti simili al sonnambulismo, ma è più grave, perchè il soggetto che ne è affetto ha dei rapporti sessuali durante la notte, da sonnambulo, rapporti che però non ricorda il giorno dopo. Belle è disperata perchè non riesce a trovare l'uomo giusto per lei: i suoi ex ragazzi infatti la mollavano perchè non riuscivano ad accettare il fatto che lei, la mattina dopo, non ricordasse di aver fatto sesso con loro. Il suo ex Justin, ad esempio, un operaio di 37 anni, la lasciò perchè si sentiva umiliato dal suo comportamento: oltre a svegliare il suo compagno nel cuore della notte, infatti, Belle era solita masturbarsi nel sonno. "Gli dissi che era una malattia, e che non potevo farci niente, ma lui non mi ha mai creduto", ricorda Belle. "Da allora ho avuto qualche piccola storia, ma raramente ho permesso ad altri di dormire con me, proprio perchè sapevo che il mio disturbo poteva creare problemi. Ho avuto seri problemi a trovare un compagno stabile, ed ho timore ad innamorarmi perchè questo può sempre rovinare tutto". Belle ha scoperto di soffrire di sexsomnia nel 1999, quando proprio Justin gli chiese perchè si masturbasse durante la notte. "Negai, perchè non ricordavo di averlo mai fatto. Abbiamo litigato molte volte a causa di questa storia", dice. Dopo diverse visite da medici e psicologi, Belle scoprì di soffrire di questo disturbo, e da allora ha tentato, senza successo, ogni tipo di cura, compresa l'ipnoterapia. Ora però, grazie ad un sito web, è riuscita a trovare altre persone che soffrono di sexsomnia, e per lei confrontarsi con loro è stato utile. "Sapere di non essere sola è stato un sollievo - ha detto - non ci sono dati ufficiali su quante persone soffrono di sexsomnia, perchè chi ne soffre lo sa solo se glielo dice il suo partner. Ora sono molto più sicura di me stessa, ho tanti amici e mi godo la mia vita".

* Fonte Leggo


Belle Floor

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