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Incredibile a Padova: a 97 anni le ricrescono i dentianni PADOVA - A 97 anni le ricrescono i denti. Proprio come accade ai bambini con i denti da latte. E’ quanto accade ad un'anziana padovana di San Giorgio delle Pertiche: a Elena Novello sono rispuntati i denti. Prima uno, poi due e via via un altro: cinque in tutto, sulla gengiva inferiore.E per tutti i congiunti della donna il fatto è un mistero. La nipote Elda Bruseghin, infatti stentava a crederci, come riporta il Mattino di Padova, dato che l'anziana zia aveva perso tutti i denti molti anni fa. E il caso dei denti che rispuntano alla 97enne adesso è oggetto di studio dei medici dell'ospedale, anche se nessuno per ora ha saputo dare una spiegazione scientifica del fatto.
«L’anno scorso, in primavera, zia Elena si è ammalata seriamente», racconta la nipote Elda al Mattino, «ed è stata ricoverata parecchio tempo. Quando è tornata a casa, non mangiava più. Così abbiamo cominciato a nutrirla con degli omogeneizzati. Sai mai se quei barattolini contengono troppe vitamine per la sua età?» si domanda la donna. «Ci è venuto questo sospetto». Elena Novello, che non è in buonissime condizioni di salute, ha reagito con un po’ di fastidio alla novità. Ma certo non è il caso di ricorrere al dentista per l’estrazione.
L'ipotesi formulata da alcuni dentisti è che quelli che sono spuntati alla 97enne sarebbero denticoli, dei germi soprannumerari. Potrebbero essere rimasti latenti per molto tempo e solo ora avrebbero trovato le condizioni per uscire.

* Fonte Leggo

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Licenziato dall'azienda: vende casa, apre una ditta tutta sua e assume gli ex colleghiPADOVA - Non si è arresto davanti al licenziamento ma si è rimboccato le maniche e ha ricominciato da capo: prima la vendita della sua casa, poi l'avvio di una nuova attività, la Omp Fili, con tanto di assunzione di alcuni ex colleghi che, come lui, erano stati lasciati a casa. È una storia di riscatto quella di Cristian Stangalini, ex direttore dello stabilimento della Metal Welding Wire di Corezzola (Padova), specializzata nella lavorazione del ferro.

Due anni fa Cristian, insieme a 42 fra operai e impiegati, è stato lasciato a casa. Stangalini non si è dato per vinto: ha messo in vendita la casa e con il ricavato ha affittato un capannone ad Arzegrande e i macchinari per avviare una nuova attività, la Omp Fili. Con le commesse sono arrivate anche le assunzioni per alcuni ex dipendenti. «Lavoriamo sette giorni su sette, a ciclo continuo - racconta - . A gennaio abbiamo fatturato 190mila euro, a marzo siamo arrivati a oltre 400mila».

Licenziato dall'azienda: vende casa, apre una ditta tutta sua e assume gli ex colleghi

Unico neo di questa favola a lieto fine il rapporto con il sistema del credito. «Pensavo che di fronte al mio progetto, che prevedeva di tornare a dare lavoro - accusa - ci fosse il favore delle banche del territorio. Invece appena sentivano parlare di azienda "start up" saltava tutto».

* Fonte Il Messaggero

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PADOVA - L'evoluzione non si arresta, e non è detto che i suoi frutti siano graditi a tutti. Secondo uno studio condotto dal Servizio per la Patologia della Riproduzione umana dell'Azienda ospedaliera universitaria di Padova, diretto dal professor Carlo Foresta, i giovani del terzo millennio hanno il pene più piccolo di quasi un centimetro rispetto ai coetanei della metà del secolo scorso. 

La ricerca ha preso in esame le misure di 2.019 giovani, età media 18,9 anni, andando ad indagare le caratteristiche antropometriche. Confrontando i dati, i ricercatori padovani hanno individuato significativi sfasamenti: in base ai parametri considerati fino ad oggi normali, nel rapporto apertura braccia – altezza (rapporto che nell'individuo normale deve essere uguale o di poco superiore all'altezza), il 36% del campione risulta avere le braccia più lunghe così come il 47,7% ha le gambe più lunghe rispetto al tronco. Si vanno modificando anche le dimensioni del pene: mediamente lungo 9,7 cm del 1948, nel 2001 di 9 cm, nel 2012 si ferma a 8,9 cm. “Le proporzioni del sistema scheletrico – spiega il prof- Foresta - sono governate essenzialmente dal sistema endocrino e i particolare dagli ormoni gonadici, quindi del testicolo. Nel nostro studio ci siamo anche chiesti quali possono essere state le influenze che hanno interferito con gli ormoni riuscendo a modificare in modo così sostanziale la struttura; l'ipotesi più probabile è che ci siano cambiamenti ambientali che in qualche modo influiscono sul sistema endocrino”. 

“Un ruolo importante gioca anche il grado di obesità: nella casistica analizzata il 18% dei giovani era soprappeso o obeso e il grado di obesità correla con le variazioni delle strutture scheletriche. L'obesità infatti influenza negativamente la produzione di ormoni durante l'età dello sviluppo. Per questo la lunghezza del pene è inversamente proporzionata all'obesità”.

* Fonte Leggo

''Il pene degli italiani è sempre più piccolo''. L'allarme dell'Università di Padova

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PADOVA - L'evoluzione non si arresta, e non è detto che i suoi frutti siano graditi a tutti. Secondo uno studio condotto dal Servizio per la Patologia della Riproduzione umana dell'Azienda ospedaliera universitaria di Padova, diretto dal professor Carlo Foresta, i giovani del terzo millennio hanno il pene più piccolo di quasi un centimetro rispetto ai coetanei della metà del secolo scorso. 

 

La ricerca ha preso in esame le misure di 2.019 giovani, età media 18,9 anni, andando ad indagare le caratteristiche antropometriche. Confrontando i dati, i ricercatori padovani hanno individuato significativi sfasamenti: in base ai parametri considerati fino ad oggi normali, nel rapporto apertura braccia – altezza (rapporto che nell'individuo normale deve essere uguale o di poco superiore all'altezza), il 36% del campione risulta avere le braccia più lunghe così come il 47,7% ha le gambe più lunghe rispetto al tronco. Si vanno modificando anche le dimensioni del pene: mediamente lungo 9,7 cm del 1948, nel 2001 di 9 cm, nel 2012 si ferma a 8,9 cm. “Le proporzioni del sistema scheletrico – spiega il prof- Foresta - sono governate essenzialmente dal sistema endocrino e i particolare dagli ormoni gonadici, quindi del testicolo. Nel nostro studio ci siamo anche chiesti quali possono essere state le influenze che hanno interferito con gli ormoni riuscendo a modificare in modo così sostanziale la struttura; l'ipotesi più probabile è che ci siano cambiamenti ambientali che in qualche modo influiscono sul sistema endocrino”. 
“Un ruolo importante gioca anche il grado di obesità: nella casistica analizzata il 18% dei giovani era soprappeso o obeso e il grado di obesità correla con le variazioni delle strutture scheletriche. L'obesità infatti influenza negativamente la produzione di ormoni durante l'età dello sviluppo. Per questo la lunghezza del pene è inversamente proporzionata all'obesiPADOVA - L'evoluzione non si arresta, e non è detto che i suoi frutti siano graditi a tutti. Secondo uno studio condotto dal Servizio per la Patologia della Riproduzione umana dell'Azienda ospedaliera universitaria di Padova, diretto dal professor Carlo Foresta, i giovani del terzo millennio hanno il pene più piccolo di quasi un centimetro rispetto ai coetanei della metà del secolo scorso. La ricerca ha preso in esame le misure di 2.019 giovani, età media 18,9 anni, andando ad indagare le caratteristiche antropometriche. Confrontando i dati, i ricercatori padovani hanno individuato significativi sfasamenti: in base ai parametri considerati fino ad oggi normali, nel rapporto apertura braccia – altezza (rapporto che nell'individuo normale deve essere uguale o di poco superiore all'altezza), il 36% del campione risulta avere le braccia più lunghe così come il 47,7% ha le gambe più lunghe rispetto al tronco. Si vanno modificando anche le dimensioni del pene: mediamente lungo 9,7 cm del 1948, nel 2001 di 9 cm, nel 2012 si ferma a 8,9 cm. “Le proporzioni del sistema scheletrico – spiega il prof- Foresta - sono governate essenzialmente dal sistema endocrino e i particolare dagli ormoni gonadici, quindi del testicolo. Nel nostro studio ci siamo anche chiesti quali possono essere state le influenze che hanno interferito con gli ormoni riuscendo a modificare in modo così sostanziale la struttura; l'ipotesi più probabile è che ci siano cambiamenti ambientali che in qualche modo influiscono sul sistema endocrino”. “Un ruolo importante gioca anche il grado di obesità: nella casistica analizzata il 18% dei giovani era soprappeso o obeso e il grado di obesità correla con le variazioni delle strutture scheletriche. L'obesità infatti influenza negativamente la produzione di ormoni durante l'età dello sviluppo. Per questo la lunghezza del pene è inversamente proporzionata all'obesità”.