Un padre premuroso, cinese, si impegna in un modo estremo nel formare il carattere al suo figlioletto di 4 anni.
Indossando solo le mutande, il povero ragazzino, sfida la neve e il freddo pungente.
Il padre mette il video online per “insegnare” come si educano i bambini.
I suoi genitori lo incoraggiano ad alta voce, come se fosse un concorso. E’ scioccante vedere l’insensibilità dei genitori, mentre il bambino rosso dal freddo, rabrividisce e piange, e supplica pietà.
Su Internet piovono reazioni indignate. Molta gente parla di puro abuso su minore.
I pochi sostenitori del metodo del padre, svelano che il bambino sarebbe nato prematuro e che i medici dopo la nascita aveva predetto che sarebbe cresciuto con disabilità mentali e fisiche. Deciso a dimostrare che i medici avevano sbagliato, ha sottoposto suo figlio un programma di formazione rigoroso, per temprarne il fisico.
Il metodo però appare molto discutibile.
* Fonte express-news
PARIGI - Una storia disgustosa, avvenuta proprio fra le mura domestiche, vittima una ragazzina di 14 anni, stuprata e 'condivisa' in rete dal proprio papà nel paesino di Wsches, in Alsazia. L'uomo, 50 anni, è stato arrestato per aver violentato anche altre minorenni nel vicinato. Separato e con 3 figli, avrebbe usato violenza anche nei confronti di una bimba di 4 anni. Pubblicava i video delle sue 'performance' su siti pedopornografici tedeschi, e proprio per questo sarebbe stato individuato dalla polizia teutonica una volta individuata la fonte. Gli agenti hanno così fatto irruzione in casa dell' "orco" scovando numerose immagini a sfondo sessuale e ben 40 hard disk esterni. Rimane ancora ignoto il numero preciso delle sue vittime, ma intanto l'uomo è agli arresti nel carcere di Strasburgo.
* Fonte Leggo


Una lite in famiglia avvenuta martedì sera ad Alatri, in provincia di Frosinone, per poco non si è trasformata in tragedia. Tutto colpa dell’iPhone e della mania di un ragazzo di ottenere il gioiellino della Apple. Un ragazzo, infatti, ha minacciato di ferire il padre che si era opposto all’acquisto dello smartphone.
LO SMARTPHONE NEGATO - “Costa troppo”, avrebbe risposto il genitore alle insistenti richieste del figlio. Un’affermazione che poteva costargli molto cara. Ne parla oggi Libero in un articolo a firma di Andrea Morigi:
Ora i genitori sono avvertiti: dire un “no” al proprio figlio può costare la vita. Soltanto se glielo dici troppo tardi. Non doveva esserci abituato quel giovane adolescente di Alatri che martedì sera ha tentato di uccidere a coltellate il padre perché si rifiutava di comprargli l’iPhone. Lo hanno fermato appena in tempo i carabinieri del comando provinciale di Frosinone, intervenuti dopo che una chiamata al 112 aveva riferito di una lite in famiglia estremamente violenta. I vicini, allarmati avevano raccontato che un ragazzo, impugnando un coltello, stava cercando di colpire il padre. E infatti non si era quietato nemmeno all’arrivo dei militari del colonnello Antonio Menga. Aveva tentato di aggredirli e avevano dovuto ammanettarlo. Finalmente è stato arrestato e rinchiuso nel centro di prima accoglienza per minori di Casal del Marmo, a Roma.
TENTATO OMICIDIO – Il minore è nei guai. Le accuse contro di lui sono gravi. Continua Morigi:
Ora è accusato di tentato omicidio, resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Ma è minorenne e in ogni caso, se la caverà meglio di Pietro Maso e di Erika De Nardo, che avevano premeditato i loro rispettivi delitti. Forse sarà anche recuperabile, visto che non ha ancora commesso nulla di irreparabile. Non si può garantire che avrebbe vinto la tentazione del parricidio, se lo avessero mandato a lavorare per un mesetto al mercato ortofrutticolo, a scaricare cassette di verdura. Di certo avrebbe guadagnato la somma sufficiente a conquistare l’oggetto del suo desiderio. Però avrebbe sudato. E poi che avrebbe detto, poverino, mammà? Una fatica impensabile, forse, nelle famiglie che rinviano il concepimento perché «a mio figlio non voglio far mancare nulla». Neanche lui ti risparmierà una pugnalata, come ringraziamento. Così i genitori che si erano rifiutati di comprare il cellulare di ultima generazione soltanto perché a loro giudizio costava troppo, ora avranno tempo di pensare a che cosa hanno sbagliato. Magari non è nemmeno colpa loro. Anzi, la responsabilità morale e penale sono personali. Ma, per evitare che si accusino fra loro di essere stati troppo permissivi, o per scongiurare la malaugurata ipotesi che, una volta tornato in libertà, il figliuol prodigo ottenga il cellulare come regalo per il ritorno alla casa paterna, i due coniugi avrebbero bisogno di un corso di rieducazione intensivo. Si potrà ammazzare biblicamente il vitello grasso, se si pentirà. Ma l’iPhone no. Con venti euro al mese te lo porti a casa. Ea poi a che ti serve? A sentirsi come gli altri, a far bella figura con gli amici, a twittare delle idiozie, a scaricare dei motivetti da decerebrati, a chiedere l’amicizia alle ragazze sconosciute su Facebook? È una parola dire che non si scambiano i mezzi per i fini. Soprattutto quando sono i fini a scarseggiare. Pare che la retorica sulla legalità e sulla Costituzione non facciano presa tanto quanto il richiamo della tecnologia.
* Fonte Giornalettismo


E’ una storia che scandalizza, che tocca le corde dei più profondi tabù; ma prima di trarre le nostre personali conclusioni (assolutamente legittime) è doveroso conoscere bene i fatti. Penny Lawrence è una giovane donna di 28 anni che – dopo aver perso la madre che l’ha allevata grazie all’aiuto dei nonni – ha deciso di andare alla ricerca di quel padre che non ha mai conosciuto, avendola abbandonata alla nascita.
Penny trova suo padre a Houston in Texas. Il padre di Penny si chiama Garry Ryan ed ha 46 anni. A questo punto tra padre e figlia succede qualcosa di imprevisto. Garry e Penny non si erano mai visti primi, di fatto sono due adulti sconosciuti e cominciano ad essere attratti l’uno dall’altro non per il loro rapporto filiale, ma come uomo e donna.
I due si innamorano e si lasciano travolgere dalla passione. Ma c’è di più. Dalla loro unione nascerà un bambino: Penny è infatti rimasta incinta di suo padre. Ecco come commenta la 28enne: “non vogliamo essere definiti come una coppia incestuosa. Abbiamo cercato di capire cosa ci stesse accadendo, se erano normali le nostre sensazioni e così ci siamo informati. Esiste una malattia chiamata GSA e noi siamo affetti da questa sindrome”.
La GSA - Genetic Sexual Attraction (attrazione sessuale genetica) – è una sindrome che colpisce consaguinei che non sono cresciuti assieme. Ritrovandosi in età adulta sviluppano un sentimento molto forte, che spesso si trasforma in attrazione sessuale perchè – non essendo cresciuti assieme – non manifestano la naturale avversione ai legami fisici.
* Fonte ads-news

Palestina – Un uomo palestinese ha rinchiuso per punizione la figlia nel bagno per nove anni.
La ragazza è stata rinchiusa quando aveva undici anni e da nove anni non vede la luce del sole.
Secondo quanto riferito dai media palestinesi, è stata liberata oggi dalla polizia.
La polizia di Qalqilya, nel nord-ovest della Cisgiordania, ha ricevuto una soffiata riguardo ad un uomo che deteneva da anni la figlia nel bagno del suo appartamento.
Quando gli ufficiali sono arrivati sul posto, hanno sentito urla disperate provenire dall’interno della casa. Hanno costretto il padre ad aprire la porta del bagno ed hanno trovato la ragazza ormai 20enne.
Nel bagno c’era un materasso e una coperta sul pavimento.
Il padre ha ammesso alla polizia che la figlia, nove anni prima, quando aveva undici anni, è stata imprigionata in bagno, a causa di non meglio precisati “conflitti familiari”.
L’uomo è stato arrestato ed è finito in prigione.
* Fonte express-news


BERLINO - Ha stuprato per oltre 30 anni la figlia Renate, consumando con la giovane vittima oltre 500rapporti e avendo dalla ragazza tre bimbi, tutti nati disabili a causa dei rapporti incestuosi. È stato condannato a neanche tre anni di prigione: 2 anni e 8 mesi per la precisione. Il motivo? Il sesso era "apparentemente consenziente". La sentenza con la quale è stato condannato Adolf B, padre orco bavarese, sta scuotendo la Germania e trovando ampio risalto nei media tedeschi.
La vicenda di Adolf B era emersa qualche mese fa, quando una denuncia aveva fatto emergere questa storia terribile di violenza e sesso domestico. Renate, la figlia dell'uomo, aveva ricattato il medico che curava suo figlio e questa l'aveva denunciata: un atto che ha squariato il velo sulle vicend della famiglia. Si è infatti scoperto in seguito che Adolf B aveva consumato con la figlia oltre 500 rapporti, iniziati quando la piccola aveva 13 anni, per circa 30 anni e che da quegli atti erano nati tre bambini, tutti malati, di cui uno solo era sopravvissuto. La barbarie, consumata con l'assenso della moglie di Adolf, è finita solo nel marzo di qust'anno.
Oggi la sentenza choc del tribunale di Norimberga, che non ha ritenute credibili le testimonianze di Renate. La donna si è contraddetta troppe volte, per esempio raccontando diverse versioni su come avvenne il primo rapporto tra padre e figlia. Così Adolf B.è stato condannato per i rapporti incestuosi ottenuti con la costrizione, con una pena decisamente irrisoria, considerando il crimine commesso. La maggior parte dei rapporti sarebbero infatti consumati, secondo la corte, consenzientemente. Quindi non si tratterebbe di stupro. Una sentenza che ha già aperto un ampio dibattito.
* Fonte Leggo


La testata Zimbabwe News riferisce di ciò che potrebbe essere uno dei massimi momenti storici del disagio sociale. Il Sig. Titus Ncube sarebbe – secondo il giornale – svenuto dopo che, avendo convocato una prostituta nella sua camera d’albergo, si è presentata all’incontro la sua figlia 20enne. Alla vista del padre, la ragazza è fuggita. Ncube invece deve aver visto tutta la propria vita passare davanti agli occhi. Ora dichiara: “Non dò la colpa alla mia bambina per ciò che faceva. Ritengo fosse la sua maniera per esprimere i suoi sentimenti riguardo ai problemi nella famiglia”. Ncube avrebbe convocato un terapista per la ragazza e un consulente matrimoniale per aggiustare i rapporti con la moglie. La Sig.ra Ncube dice invece: “L’avrei lasciato anni fa se non fosse per i figli”.
* Fonte essentialnews

