L’americano Baltimore Sun dà notizia di un prete cattolico, Don Mark Bullock, di 47 anni, fermato dalla polizia in quanto trovato “nudo dalla cintola in giù” all’interno della sala proiezioni di una libreria pornografica. La denuncia presentata dagli agenti precisa che il religioso “era senza mutande e esponeva il pene al pubblico”. E’ stato incriminato per atti osceni e rischia una multa di 3mila dollari e fino a tre anni di galera. L’Arcidiocesi di Baltimora, con una lettera, ha informato i suoi parrocchiani che a seguito del fermo Padre Bullock è stato sospeso dal suo incarico presso la Chiesa dell’Immacolata Concezione.
* Fonte essentialnews



Sandhukha era rivoverato per una polmonite nell’ospedale SSKM di Kolkata (la ex-Calcutta) dall’11 dicembre. Secondo il giornale, quando la sua famiglia gli ha fatto una delle consuete visite lo ha trovato a letto in un lago di sangue senza che fosse accudito da medici o infermiere.
”Era solo e contorto dal dolore dopo che i topi gli avevano mangiato il pene”, ha dichiarato uno dei suoi parenti. Successivamente, scrive the Asain Age, le autorità hanno ammesso che l’ospedale era infestato dai topi. Sandhukka è morto poco dopo la visita della sua famiglia.
L’orrenda vicenda di Sandhukha è solo l’ultima che ha suscitato clamore nell’opinione pubblica indiana. Lo scorso 23 dicembre un medico statale è stato scoperto mentre curava i pazienti in stato di ubriachezza.
In un caso ancora più grave, un medico, anche lui ubriaco, ha tolto la maschera dell’ossigeno ad un neonato di tre settimane causandone la morte, secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa malesiana Bernama.
Infine, in una tragedia che è stata riportata dai giornali di tutto il mondo, 89 persone sono morte lo scorso 9 dicembre in un incendio che ha devastato un ospedale di Kalkata. Il personale medico ha abbandonato l’edificio mentre le fiamme divampavano, e sei dirigenti sono stati accusati di omicidio colposo.
* Fonte blitzquotidiano


MIAMI - Un urologo di Miami è stato accusato di aver pressato il pene di un paziente così forte che l’uomo è stato costretto all’amputazione. Il dr. Paolo Perito, 50 anni, non è la prima volta che viene citato per aver causato l’amputazione ad un paziente.
L’ultima denuncia arriva da un uomo, conosciuto solo come Hank, che è stato in prigione perchè ubriaco al volante. Dopo che ua serie di vesciche sono cominciate a spuntare sul suo pene, l’uomo si è sottoposto a un’operazione dal medico “incriminato”. Ma qualcosa è andato storto con conseguente amputazione.
Adesso il medico dovrà difendersi da due accuse da parte di due suoi pazienti rimasti senza pene a causa sua.
* Fonte blitzquotidiano


KERMANSHAH (IRAN) – Si è fatto tatuare una breve dedica d’amore per la sua fidanzata. Sul pene. E si è ritrovato con un’erezione semi-permanente.
L’episodio, riportato dal Daily Mail, è capitato ad un giovane iraniano di 21 anni.
Per quella iniziale sul membro, in onore della fidanzata, e quella frase che doveva essere beneaugurante “Buona fortuna con i tuoi viaggi”, il giovane è ora uno dei casi di priapismo studiati dai medici.
La colpa, secondo i medici dell’universita di Kermanshah, potrebbe essere di un’eccessiva penetrazione dell’ago nel pene, al punto da aver creato una fistola arteriovenosa, cioè una connessione tra due vasi sanguigni normalmente non legati tra loro.
Il giovane ha avuto per otto giorni dolori al pene, ma senza alcuna erezione. Dopo ha iniziato ad avere un’erezione più duratura del solito appena sveglio. Fino a che non ha iniziato ad avere una semi-erezione perenne, giorno e notte.
Si tratta di un caso di priapismo non ischemico, in cui il sangue continua ha scorrere nelle arterie e nelle vene, in modo tale che il pene non riesce mai a smettere di essere in erezione.
Secondo i medici iraniani, i casi simili si risolvono da soli nel 62 per cento dei casi. Se non va così, è possibile attuare un embolia arteriale selettiva, in modo da bloccare il flusso continuo.
Il paziente ha deciso di convivere con il proprio pene, senza seguire ulteriori terapie, considerato che al momento non ha dolore. Nonostante tutto questo, dice di non essersi pentito del tatuaggio.
* Fonte blitzquotidiano


Un pensionato di 65 anni, residente a Conegliano (Treviso), convinto di avere il malocchio, invece di farsi visitare si è curato con una sorta di esorcismo sui generis, ovvero con un “peniluvio” bollente. Metteva il pene a bagno-maria, nell’acqua caldissima.
Evidentemente non consapevole di quello che faceva, si è però procurato ustioni diventate necrosi talmente gravi da costringere i medici ad amputargli parte del pene.
Ora l’uomo, che aveva scambiato il dolore di una banale uretrite per il maligno, dovrà subire un secondo intervento di ricostruzione dell’organo, che gli permetterà almeno di espletare le normali funzioni fisiologiche.
* Fonte express-news


GWERU, ZIMBABWE – Una prostituta ha ammesso di aver staccato il pene di un suo cliente a morsi. E’ avvenuto a Gweru, una cittadina nel centro dello Zimbabwe.
I protagonisti della storia sono Wadzanai Marimo, prostituta di 34 anni, e Brian Shumba, 38 anni. Secondo la polizia, la coppia aveva bevuto in un nightclub a Gweru, prima di tornare a casa di lei.
Qui, però è scoppiata una lite in camera da letto: sembra che Shumba si sia rifiutato di pagare la signora Marimbo per i suoi “servizi”.
Marimo ha letteralmente azzannato il pene dell’uomo, staccandoglielo a morsi e lasciando Shumba sanguinante. Poi ha sputato il pene in giardino.
Diverse ore dopo, Shumba è stato trovato privo di sensi e portato all’ospedale di Gweru. L’uomo si è trascinato in tribunale tra le risate di scherno perché le sue ferite erano evidenti.
L’ispettore di polizia Emanuele Mahoko ha detto di essere pronto a testimoniare di aver trovato il pene di un uomo vicino casa della donna.
* Fonte blitzquotidiano


NEWARK, USA – Ha tentato di iniettare silicone nel pene di un ragazzo e l’ha ucciso: l’episodio è avvenuto a Newark, negli Stati Uniti.
Secondo quanto riferisce il sito Msnbc, la donna è stata arrestata: Kasia Rivera, 34 anni, è accusata di omicidio colposo e esercizio abusivo della professione.
Secondo l’accusa, il ragazzo, Justin Street, si era rivolto a lei perché voleva aumentare le dimensioni del proprio pene. Lei avrebbe provato a iniettargli del silicone, ma avrebbe provocato un’embolia.
Il ragazzo è morto il giorno successivo all’iniezione. Le autorità del New Jersey hanno arrestato la donna solo adesso, nonostante l’episodio risalga a maggio.
* Fonte blitzquotidiano

Kasia Rivera
