Capita che le relazioni finiscano. E a volte non si riesce a prenderla “sportivamente”, finendo con il covare risentimento contro l’ex-partner.
Ma la “vendetta” di un uomo del Michigan è quantomeno insolita. L’uomo, Ted Richard Bloem, 46enne (quindi non esattamente un ragazzino) si era fatto una copia delle chiavi di casa della sua ex, una 32enne del posto.
Quando la storia d’amore è finita, l’uomo si è introdotto in casa della ragazza mentre questa era fuori, per strappare e mettere in disordine di nascosto i suoi vestiti. Avendo pensato che come vendetta mettere in disordine i vestiti suona decisamente stupido, pochi giorni dopo ha fatto di nuovo incursione in casa della ex, questa volta a fare pipì in alcune bottiglie di vino e di aperitivi presenti in casa.
La donna, qualche giorno dopo, ha bevuto del “vino” da una delle bottiglie, notando immediatamente un sapore strano. Dopo avere verificato le altre bottiglie, ha notato che anche alcune che si ricordava essere quasi vuote ora contenevano molto più liquido, e ha quindi chiamato la polizia temendo un tentativo di avvelenamento.
Bloem è stato individuato come colpevole dopo solo poche ore, dato che ha cercato di mettersi in contatto con la giovane quando ha saputo che era stata ricoverata in ospedale, per poi confessare che era stato lui ad urinare nelle bottiglie. La ragazza però non si è tranquillizzata, e lo ha denunciato.
Nel corso del processo, l’avvocato di Bloem ha evidenziato come l’urina non sia una sostanza nociva, ed anzi in alcune culture sarebbe bevuta come segno di fratellanza ed amicizia. Per quanto il giudice non sembri credere al fatto che Bloem ha urinato nelle bottiglie della ex come segno d’affetto, il nostro eroe dovrebbe cavarsela con un paio di anni di prigione, evitando il massimo della possibile pena (15 anni) che potrebbe rischiare come tentato avvelenamento.
* Fonte NotiziedelMondo


Urina di bambino in vendita come cura per il cancro. È questa l’ultima mania in arrivo dalla Cina: la pipì si acquista online in piccole bottigliette del costo che varia dai 2 ai 200 dollari.
Prima è stato multato per eccesso di velocità. Poi, dopo aver spiegato che correva perché incontinente e preda di un’impellenza fisiologica, si è visto annullare la sanzione.
Protagonista dell’episodio, avvenuto a Origgio, nel Varesotto, è un pensionato di 69 anni che, scoperto dall’autovelox mentre viaggiava a una velocità di 70 chilometri orari su una strada dove il limite è di 50, ha deciso di fare ricorso contro la multa. I legali dell’uomo hanno presentato la cartella clinica che dimostra l’incontinenza causata da due gravi operazioni alla prostata, e il giudice di pace del tribunale di Saronno, Erminio Venuto, ha deciso di accogliere la richiesta sulla base dello “stato di necessità”. La multa di 160 euro, e la decurtazione di cinque punti sulla patente, sono stati annullati.
“Il mio assistito effettivamente ha bisogno di andare al bagno una volta ogni ora, e proprio per questo motivo stava correndo a casa”, ha spiegato Massimiliano Farinelli, il legale del pensionato. È stato invece respinto dal giudice un secondo punto del ricorso, secondo il quale la multa avrebbe dovuto essere annullata perché secondo l’automobilista la polizia locale non aveva segnalato la postazione con l’autovelox.
* Fonte BlitzQuotidiano
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