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Spese pazze: spunta lo scontrino di un vibratore tra i rimborsi dei politici

BOLZANO - Il vibratore a carico del contribuente ancora no. Nell’elenco degli oggetti bizzarri, comprati a spese dei cittadini dalla casta dei consiglieri regionali, quello mancava. Così da oggi, al fianco delle mutande verdi di Roberto Cota, delle Red Bull di Renzo “Trota” Bossi e del libro “Mignottocrazia” di Paolo Guzzanti, acquistato da Nicole Minetti, entrano in scena anche i sex toys.

Succede a Bolzano dove la Guardia di Finanza ha trovato una fattura per l’acquisto di tre oggetti erotici in un sexy shop della città in mezzo alla documentazione sequestrata ai Freiheitlichen, gruppo consiliare germanofono di estrema destra. A darne notizia in anteprima il Corriere dell’Alto Adige che svela il nuovo colpo di scena dell’inchiesta sulle spese pazze fatte con soldi pubblici degli amministratori altoatesini condotta dal sostituto procuratore Giancarlo Bramante.

Come riporta il dorso locale del Corsera, dopo il blitz di gennaio, fra le carte sequestrate dalle Fiamme Gialle è saltato fuori anche uno scontrino di 65 euro emesso dalla Beate Uhse, celebre catena tedesca di articoli erotici che ha una sede anche a Bolzano: 25 euro per un vibratore e il resto per altri due non meglio specificati sex toys. I militari stanno ancora cercando di capire quale dei sei consiglieri del gruppo abbia effettuato l’acquisto per poi chiedere il rimborso attraverso i fondi pubblici a disposizione dei gruppi (750mila euro annui).

Quel che è certo, in attesa di sapere chi è l’acquirente, è che sta per arrivare una nuova mazzata sulla credibilità della politica all’ombra delle Dolomiti. Già, perché il nuovo scandalo arriva nemmeno dieci giorni dopo all’ondata di rabbia popolare per la pubblicazione dell’elenco dei ricchissimi vitalizi che i consiglieri (in carica ed ex) si preparavano a intascare.

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Torino: Ecco le case nuove ai rom, moderne e con parquet -Foto-

Curiosi di sapere dove il sindaco ha trasferito i Rom - dopo averli pagati - utilizzando i soldi del 'piano nomadi'?

voxnews.info

 

Disoccupato scrive a Berlusconi: riceve un biglietto e 50mila euro

PORDENONE - Scrivere un biglietto di sfogo all'ex Presidente del Consiglio e riceverne uno di auguri con tre assegni circolari dentro da 15, 20 e 15 mila euro.  

Sembra una favola moderna quella che racconta Mario Padovan, 45 anni, disoccupato di Pordenone ma residente a Roma con sua moglie Tommasina Pisciottu, 40 anni, originaria della Sardegna, in attesa di due gemellini. 

«So che tanti dicono che i soldi non sono tutto e non fanno la felicità - ha scritto la signora Pisciottu al Gazzettino.it - ma quando ti trovi alla soglia degli "anta", senza lavoro e con due bambini in arrivo, i soldi ti servono e come».  

Signora Pisciottu, ci racconti questa storia.
«Nè io nè mio marito abbiamo un lavoro. Lui è stato licenziato per la crisi ed è caduto in una profonda crisi depressiva. Ai primi di dicembre ho scritto una lettera di auguri di Natale al Presidente Berlusconi nella quale raccontavo la mia vita e la mia storia.
Qualche giorno fa mi arriva una lettera da villa San Martino. L’ho aperta con il cuore in gli auguri di Natale e, all’interno della busta ho trovato tre assegni circolari per un valore di euro 50mila intestati a me che abbiamo già incassato».  

Sarà quasi svenuta: è una cifra mica da ridere.
«Sì, non ci sono parole per descrivere quello che ho provato. Vi dico solo che ai miei figlioli, quando cresceranno, continuerò a dire che Babbo Natale esiste».  

Chiamerà Silvio uno dei due pargoli in arrivo?
«Non abbiamo ancora pensato a questa possibilità (ride, i piccoli nasceranno a maggio, ndr). Sono consapevole che molti di voi giornalisti non amano Berlusconi ma, al di là di quello che può aver fatto o non fatto, con me è stato un uomo meraviglioso e generoso contrario di tanti altri che potevano fare qualcosa e non hanno fatto nulla».