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pugnale artigianale nel retto



Si era nascosto un coltello artiginale nel retto (in foto), presumibilmente da usare durante un'evasione dal carcere. Peccato che non riuscendo più ad estrarlo, sia dovuto ricorrere alle cure del personale sanitario della prigione, svelando così il suo piano.

Il detenuto 19enne del carcere di Merced County, in California, è stato così sottoposto ad un intervento chirurgico per la rimozione del corpo estraneo. Rance Johnson si era rivolto ai medici lo scorso 18 novembre, confessando di essersi infilato un coltello nel retto, e lamentando forti dolori. L'inserimento del coltello era avvenuto addirittura tre settimane prima, durante le quali Rance era riuscito a convivere con quella "presenza" nel sedere. Il ragazzo ha detto di aver visto quell'oggetto in una sala per gli incontri, e di averlo subito infilato nel buco. Prima di questa operazione, lo ha ricoperto di carta e infilato in una sacca per hamburger.

Il detenuto, che si trova in carcere con l'accusa di aver sparato ad un 17enne, lo scorso mese di settembre, dovrà ora rispondere del reato di possesso non autorizzato di un'arma.

* Fonte Mercedsunstar, Asylum


Detenuto vive per tre settimane con un coltello nel retto


 
Grazie a Kebenna per la segnalazione!

Messico, detenuto in fuga è rimasto incastratoIn fuga verso la libertà. Ma il tentativo è fallito per il detenuto Roberto Carrillo, 42 anni, rinchiuso nel carcere di Valle Hermoso (Stato di Tamaulipas), in Messico: l'uomo ha tentato di scappare attraverso un buco tra il soffitto e le sbarre della prigione, ma è rimasto incastrato ed è stato costretto a chiedere aiuto agli agenti.

Fonte Repubblica
 

detenuto

Il detenuto Ronald Tackmann era entrato da imputato al tribunale di Manhattan, per uscirne poco dopo, vestito da avvocato.

Con una lunga carriera criminale alle spalle, Tackmann conosceva bene le procedure in atto, per questo sapeva che le manette gli sarebbero state tolte subito prima di essere condotto in cella.

Tackmann, 56 anni, faceva parte di un gruppo di undici prigionieri, particolare che lo rendeva sicuro di riuscire a sfruttare un attimo di disattenzione delle guardie per svincolarsi dal gruppo.

Allontanatosi dal gruppo, Tackmann si è rifugiato nella prima aula libera vestito di tutto punto per il fatto di essere stato convocato per una udienza.

Con fare concitato, Tackmann si è rivolto al commesso presentandosi come un avvocato che aveva bisogno di recarsi immediatamente all'ospedale per assistere la madre ricoverata e facendosi aprire una porta laterale. Pochi minuti dopo, Tackmann era di nuovo libero.

Fonte Asylum, nymag.com