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Patricia Ann Cox, 46 anni di Bangor, Maine, è sicuramente innamorata del suo fidanzato, il 58enne Allen R. Dunton,. Tanto da non accettare la separazione neanche di fronte a “cause di forza maggiore”, quando lui è stato arrestato per guida in stato di ebbrezza e condannato ad qualche giorno di prigione.

La donna, per stare più vicino al suo uomo, ha pensato bene di farsi arrestare anche lei. E c’è riuscita senza problemi, perché, senza neppure “perdere” tanto tempo, ha dato fuoco all’atrio della stazione di polizia.

La donna ha appiccato le fiamme ad un poster, che ha rapidamente preso fuoco. Gli agenti sono subito intervenuti con un estintore per spegnere le fiamme. Dall’esame delle telecamere a circuito chiuso, gli agenti hanno poi visto che era stata la Cox a innescare il fuoco.

Gli agenti hanno raggiunto la donna, che stava visitando il compagno, e la hanno arrestata.

Il giorno dopo sono stati entrambi rilasciati. Come dire: bastava un po’ di pazienza….

* Fonte notizie.dalmondo

 

Dà fuoco ad una stazione di polizia per essere arrestata e stare più vicina al fidanzato in prigione

 

Dà fuoco ad una stazione di polizia per essere arrestata e stare più vicina al fidanzato in prigione

 
In uno degli arresti più strani della storia, la polizia del Kentucky ha scoperto, la settimana scorsa, un piccolo sacchetto di cocaina crack nascosto nel prepuzio di un uomo, che è stato portato in carcere a Louisville.

Secondo i poliziotti, Antoine Banks è stato fermato Mercoledì scorso con l'accusa di droga a seguito di un posto di blocco ( l'uomo, 25 anni, aveva una bottiglia d'acqua con codeina liquida ed una dose di marijuana che sembra essere stata immersa nella codeina). Quando è stato portato in carcere, a Banks è stato chiesto se avesse armi o merce di contrabbando addosso. Egli ha risposto: "No."

Ma durante una perquisizione, gli ufficiali hanno scoperto che un "piccolo sacchetto di cocaina crack sospetto era legato alla parte anteriore della cintura. Questa scoperta ha fatto si che gli investigatori effettuassero una perquisizione più approfondita alla ricerca di altro.

Come descritto, un altro piccolo pacchetto è stato trovato nel prepuzio del pene del soggetto. La droga sequestrata è state portata nella stanza di proprietà del Dipartimento di Polizia di Louisville, dove è stata registrata come prova.

Banks, raffigurato nella foto, ha trascorso un giorno in carcere prima di essere rilasciato a seguito di 5.000 dollari di cauzione. E 'prevista per lui un'udienza giudiziaria il 14 febbraio.

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Nascondeva droga nel pene: arrestato



Nascondeva droga nel pene: arrestato

 

 

 
Una fuga degna di Edmond Dantes. O forse della banda Bassotti. Ma se il protagonista del romanzo di Dumas si chiudeva in un sacco per cadaveri e si faceva buttare in mare, un detenuto di un carcere tedesco ha pensato che le poste teutoniche fossero un mezzo più efficiente e per fuggire dalla prigione di Willich si è letteralmente spedito.

Il detenuto infatti si è infilato in un grosso pacco con tanto di mittente e destinatario. Lo scatolone è stato caricato insieme al resto della corrispondenza su un autocarro e così Ysar Bayrak, un trentasettenne spacciatore di droga che doveva scontare ancora tre anni, ha lasciato il complesso situato nel land del Nordreno-Westfalia.

LA FUGA – Il quotidiano tedesco «Bild» riferisce che dopo aver percorso un buon tratto di autostrada il conducente si è accorto dallo specchietto retrovisore che il telone di fondo dell'automezzo svolazzava liberamente. Ha accostato per fissarlo e si è accorto che sul pianale di carico c'era un grosso pacco di cartone aperto e vuoto. Avvertita immediatamente per telefono, la direzione del carcere ha fatto l'appello e ha scoperto che Bayrak era diventato uccel di bosco. La fuga del detenuto è stata favorita dal fatto che nel carcere di Willich, una struttura costruita oltre un secolo fa, manca l'abituale detector a raggi infrarossi, in grado di segnalare anche i battiti cardiaci di persone nascoste nei carichi in uscita. Con un certo spirito di rassegnazione la direttrice dell'istituto di pena, Beate Peters, ha spiegato che si sta indagando se il fuggiasco sia stato aiutato da alcuni complici, anche se ha dovuto ammettere che «i detenuti non sono purtroppo molto loquaci».

* Fonte Corriere.it

 


Ysar Bayrak

 

Ysar Bayrak