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Va con prostituta a 83 anni e fugge in bici senza pagare. Picchiato, fa arrestare la donna

PISA - Dopo la prestazione sessuale è fuggito senza pagare la prostituta che lo ha rincorso e malmenato per toglierli i soldi e che poi è stata fermata e arrestata per tentata rapina dalla polizia. Protagonisti della vicenda un pisano di 83 anni e una tossicodipendente, anche lei pisana di 37. L'anziano era un cliente abituale della donna ma questa volta quando è arrivato il momento di saldare il conto si è accorto di non avere i soldi per pagare il compenso pattuito di 20 euro, essendo in possesso di un'unica banconota da 20 che gli serviva per fare la spesa: così è salito sulla sua bicicletta ed è fuggito ma la prostituta, anche lei in bici, l'ha rincorso e fatto cadere a terra l'anziano, malmenandolo per prendersi i soldi.

Solo l'intervento di alcuni passanti ha permesso al vecchietto di sottrarsi ai pugni sferratigli dalla donna infuriata. L'arrivo di una Volante ha messo fine al pestaggio e ha permesso di arrestare e collocare ai domiciliari la prostituta: in serata però la donna è stata rintracciata in giro e per lei è scattato un nuovo arresto che dopo la convalida si è trasformato in custodia cautelare in carcere in presso la casa circondariale di Sollicciano, a Firenze, in attesa del giudizio.
Verdone e la prostituta 'violenta':
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Le casalinghe diventano squillo, di nascosto dai mariti: ''Ricche e felici con 10 mila euro al mese''

Sono casalinghe, ma tutt'altro che disperate. Anzi, forse lo erano fino a qualche mese fa, quando tra lavoretti di ogni tipo facevano fatica a sbarcare il lunario. Ora quattro bellissime donne, di età compresa tra i 24 e i 49 anni, hanno deciso di arrotondare prostituendosi.

Le quattro si sono organizzate in quella che appare a tutti gli effetti una cooperativa del sesso a pagamento: hanno preso in affitto un appartamento in cui offrono le loro prestazioni, e dagli annunci sessuali sul web alla vox populi la loro popolarità sta aumentando in tutta la città di Rimini e non solo.

La particolarità è che queste donne sono da tempo sentimentalmente impegnate: due di loro sono sposate con figli, le altre sono fidanzate da molti anni. E i rispettivi mariti e compagni sono ignari di tutto. A raccontare la vicenda a La Nazione è una delle protagoniste: «Manteniamo comunque il lavoro precedente come 'copertura'. Prima di iniziare quest'attività facevamo le colf, le baby-sitter, le cameriere, e quando lavoravamo anche nei week-end guadagnavamo appena 1000 euro al mese. Ora possiamo arrivare anche a 10 mila, li mettiamo tutti in banca perché vogliamo dare un futuro migliore ai nostri figli. I nostri mariti non sanno nulla, e non sono volpi».

Un'altra donna ha invece dichiarato a Il Resto del Carlino: «Abbiamo regole molto rigide: non vogliamo stranieri e anziani. La nostra clientela è composta da uomini tra i 24 e i 50 anni, alcuni ci apprezzano perché non siamo professioniste e si sentono più a loro agio, altri si innamorano e vorrebbero che smettessimo per loro, ma siamo già impegnate. Ovviamente stiamo attente a non spendere i soldi che incassiamo per non destare sospetti non tanto nei nostri compagni, quanto nelle nostre madri. Però intanto ci divertiamo e facciamo soldi, tutti esentasse. Mi auguro proprio che lo Stato non legalizzi la prostituzione, altrimenti colpirebbe noi come fa già con gli imprenditori».
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Parte per le vacanze con il marito e lascia la casa all'amica: ecco l'amara scoperta

ANCONA - Parte per le vacanze con il marito e lascia la casa all'amica sorpresa poi dalla polizia a prostituirsi nell'abitazione di via Pergolesi ad Ancona. Per questo fatto che risale al luglio del 2012, ieri il giudice di Ancona Paolo Giombetti ha condannato una trentaduenne di origine dominicana ma cittadina italiana ad un anno e quattro mesi di reclusione, pena sospesa. 

L'accusa per cui la donna è stata riconosciuta responsabile è favoreggiamento della prostituzione. L'imputata, difesa dall'avvocato Giacomo Curzi, ha sostenuto che era assolutamente ignara di ciò che l'amica avesse intenzione di fare nell'appartamento che le aveva lasciato per amicizia. In quel periodo la dominicana si apprestava a partire per la Toscana con il marito mentre la sua coinquilina si trovava in Spagna per il rinnovo del permesso di soggiorno: fu allora che una connazionale le chiese in prestito la casa perché aveva dei contatti di lavoro da approfondire nel capoluogo. Ma invece di fare dei colloqui, l'amica il lavoro se lo portava a casa: mise annunci su siti internet e iniziò a prostituirsi nell'appartamento. Poi i vicini della casa iniziarono a lamentarsi del viavai sospetto e la polizia individuò la casa squillo. A quel punto un agente si finse cliente e contattò la squillo il 31 luglio 2009: entrato nella casa non ci volle molto per capire che si faceva sul serio. 

La prostituta venne portata in questura dove disse che la 'padrona' di casa sapeva tutto. Circostanze che fecero scattare la denuncia a carico dell'imputata: in realtà sostiene la difesa, la dominicana non sapeva nulla e non avrebbe mai acconsentito all'amica di prendere possesso dell'abitazione, dove viveva anche il marito, se avesse saputo come l'avrebbe poi utilizzata. In virtù del fatto che in quel periodo avrebbe trascorso fuori regione le vacanze e che la coinquilina non c'era, la trentaduenne aveva concesso la casa all'altra, accordandosi che semmai l'amica avrebbe potuto contribuire al pagamento delle bollette per i servizi consumati mentre dimorava in via Pergolesi. 

Una tesi che non ha convinto il giudice il quale ha comunque applicato una pena inferiore rispetto ai massimi di legge. La difesa ha già preannunciato che ricorrerà in appello contro la condanna.

leggo.it

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