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Roma, rapporti all'aperto con prostitute: ecco le foto shock pubblicate dai residenti

ROMA Rapporti a pagamento e sotto gli occhi di tutti:  lo fanno di giorno, senza nascondersi, all’aperto. Lo fanno sul ciglio della strada, in una stradina sterrata ma anche a ridosso di un campo di calcio. Succede a Roma, dove i residenti esasperati hanno deciso di fotografare gli atti osceni e pubblicarli su internet. E’ la seconda volta, nel giro di poco, che i romani si ribellano a certe indecenze: tempo fa i residenti di Tor Sapienza avevano ripreso gli stessi scatti di quel sesso consumato tra via Giorgio Morandi e via Gino Severino. Erano partiti subito i controlli e cinque persone erano state denunciate.

Ora è accaduto di nuovo: siamo a ridosso della via Ardeatina, frequentatissima dalle lucciole. Ormai il mestiere, si sa, si offre anche in pieno giorno. Ma che sia sufficiente rallentare con l’auto per vedere certe scene comincia a dare fastidio a molti.

I controlli dove sono? Se lo è chiesto tempo fa Roma Today che aveva diffuso le foto di Tor Sapienza. Se lo domanda nuovamente il blog “Romafaschifo.com” che ha pubblicato decine di foto di sesso con le prostitute in pieno giorno sull’Ardeatina. L’ennesima denuncia farà sicuramente scattare nuovi controlli più serrati. Ma a chi è che spetta vigilare?

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L'annuncio di una mamma: ''Cerco una squillo che vada con mio figlio disabile''

TREVISO - «Sono senza dubbio favorevole alla riapertura delle case chiuse». A parlare è una donna che vive e lavora attorno a Treviso. Una madre che chiameremo Adriana, nome di fantasia, dato che ha chiesto l'anonimato. Ciò che davvero spinge Adriana a chiedere di riaprire le case di tolleranza è qualcosa di molto più intimo: dare al proprio figlio disabile, un 30enne rimasto paralizzato in seguito a un incidente, la possibilità di soddisfare i propri desideri sessuali. Fino ad avere, eventualmente, un rapporto completo.

«Mio figlio ha le stesse identiche pulsioni che ha qualsiasi giovane della sua età - spiega la madre - tanto più che a causa della sua condizione non ha mai avuto alcuna storiella come solitamente capita nell'adolescenza». E da qualche tempo ha iniziato a chiedere, in modo sempre più netto, di avere le stesse possibilità dei suoi coetanei. Anche nella sfera sessuale, fino a oggi solo immaginata.

Adriana, superato un iniziale choc, non è rimasta a guardare e ha cercato in tutti modi di trovare una risposta alla domanda del figlio. «Mi sono informata -spiega - ho visto che in paesi come l'Olanda è contemplata la figura dell'assistente sessuale per disabili. Ma qui non c'è nulla del genere».

Così, dato che cambiare paese è una missione impossibile, non sono rimaste che le prostitute. «Non quelle che si vedono sulle strade - tiene a specificare - Mi sono guardata attorno e mi sono messa alla ricerca di una persona che potesse accettare, ma allo stesso tempo garantire sicurezza e pulizia».

Alla fine l'ha trovata. Al primo incontro organizzato con suo figlio, poi, tutto è andato per il meglio. Nonostante lui fosse a conoscenza del fatto che veniva pagata dalla madre. «Non mi sembrava vero che tutto fosse andato bene - ricorda la donna- e infatti poi non è stato così». Perché la squillo ha sì accettato di fare sesso con il giovane disabile, ma ha chiesto una cifra che si aggira attorno ai 500 euro a incontro. Una cifra insostenibile.

«Adesso sono sola tra mio figlio che mi chiede di continuare e l'impossibilità di far fronte a una spesa del genere -rivela- Trovarne un'altra di cui potersi fidare è praticamente impossibile. Non so cosa fare».

«Per questo penso sia fondamentale riaprire le case chiuse, magari organizzate in modo diverso ma sicure e con prezzi controllati -conclude Adriana- per dare alle persone disabili come mio figlio la possibilità di vivere la sfera sessuale in modo normale, come tutti gli altri, senza che le famiglie alle prese con problemi del genere siano costrette a seguire percorsi comunque poco sicuri e ad affrontare spese folli per vedere felice il proprio ragazzo».

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Preservativi lavati e riutilizzati, così le squillo combattono la crisi

MARTINSICURO (TERAMO) - Profilattici già utilizzati venivano lavati in casa da prostitute e poi opportunamente rilubrificati con vaselina e riposti nelle scatole originali così da farli sembrare nuovi e riutilizzarli con ignari clienti. La singolare scoperta è stata fatta dai carabinieri della stazione di Martinsicuro nel corso dell’ennesimo blitz anti-prostituzione condotto sul lungomare della frazione di Villa Rosa e in alcune abitazioni del centro costiero abruzzese.

Nel corso del blitz, i carabinieri e agenti della polizia municipale hanno identificato quindici prostitute intente in strada ad adescare i clienti, ma tra di loro hanno scovato anche una donna il cui marito, un teramano, aveva denunciato l'allontanamento. Che sia finita in strada volontariamente, adesso, dovrà essere lei a dirlo alle autorità competenti che vogliono vederci chiaro. Sicuramente suo marito si è recato in Questura, a Teramo, per denunciare l'allontanamento della moglie, una donna di origini cinesi. La denuncia è di pochi giorni fa.

Ulteriori verifiche saranno pianificate nelle prossime settimane con mirati blitz tesi a stroncare la dilagante prostituzione in strada e non solo.

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