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SUKABUMI (INDONESIA) - Ilham Adi ha otto anni e vive a Sukabumi, nell’isola indonesiana di Giava. Il bambino ha iniziato a fumare quando aveva quattro anni ed ora fuma circa 25 sigarette al giorno.

L’abitudine del ragazzo è stata permessa dal fatto che non ci sono limiti di età per l ‘acquisto di sigarette ed anche a causa della scarsa conoscenza da parte della sua famiglia dei rischi per la salute che si corrono fumando così giovani.

Ilham ha raccontato al Telegraph che sua madre Nenah tutti i giorni gli dà 5.000 rupie, ossia poco più di mezzo dollaro, che Adi spende per comprare le sigarette.

La madre di Ilham ha raccontato che per il piccolo il fumo è diventato un'ossessione: una volta, gli ha proibito di fumare e lui ha distrutto 5 finestre di casa. Il piccolo non va nemmeno a scuola perché là non gli consentono di fumare.

Se non fuma, Ali soffre di attacchi di rabbia. Non si tratta del primo caso di giovani fumatori nel Paese: due anni fa emerse la storia di un bambino di due anni e mezzo già dipendente dal fumo.

* Fonte ladyblitz

Bimbo di 8 anni fuma 25 sigarette al giorno! -Video Shock-

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Capita che le relazioni finiscano. E a volte non si riesce a prenderla “sportivamente”, finendo con il covare risentimento contro l’ex-partner.

Ma la “vendetta” di un uomo del Michigan è quantomeno insolita. L’uomo, Ted Richard Bloem, 46enne (quindi non esattamente un ragazzino) si era fatto una copia delle chiavi di casa della sua ex, una 32enne del posto.

Quando la storia d’amore è finita, l’uomo si è introdotto in casa della ragazza mentre questa era fuori, per strappare e mettere in disordine di nascosto i suoi vestiti. Avendo pensato che come vendetta mettere in disordine i vestiti suona decisamente stupido, pochi giorni dopo ha fatto di nuovo incursione in casa della ex, questa volta a fare pipì in alcune bottiglie di vino e di aperitivi presenti in casa.

La donna, qualche giorno dopo, ha bevuto del “vino” da una delle bottiglie, notando immediatamente un sapore strano. Dopo avere verificato le altre bottiglie, ha notato che anche alcune che si ricordava essere quasi vuote ora contenevano molto più liquido, e ha quindi chiamato la polizia temendo un tentativo di avvelenamento.

Bloem è stato individuato come colpevole dopo solo poche ore, dato che ha cercato di mettersi in contatto con la giovane quando ha saputo che era stata ricoverata in ospedale, per poi confessare che era stato lui ad urinare nelle bottiglie. La ragazza però non si è tranquillizzata, e lo ha denunciato.

Nel corso del processo, l’avvocato di Bloem ha evidenziato come l’urina non sia una sostanza nociva, ed anzi in alcune culture sarebbe bevuta come segno di fratellanza ed amicizia. Per quanto il giudice non sembri credere al fatto che Bloem ha urinato nelle bottiglie della ex come segno d’affetto, il nostro eroe dovrebbe cavarsela con un paio di anni di prigione, evitando il massimo della possibile pena (15 anni) che potrebbe rischiare come tentato avvelenamento.

* Fonte NotiziedelMondo

 


Richard Bloem

Richard Bloem

 
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L'uomo senza pensarci due volte ha fatto retromarcia e si è scagliato contro le porte scorrevoli dell'ascensore che non hanno retto l'urto...

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