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Bryan Berg



Bryan Berg si definisce un professionista dei castelli di carte, e la sua abilità è in effetti indiscutibile. Ne è conferma la sua ultima opera: pesa più di 17 chili la fedele riproduzione della Rhode Island State House (la sede del governo del Rhode Island) che Bryan ha costruito in 3 giorni, utilizzando circa 20.000 carte da gioco.

Rhode Island State House

 



In circa 20 giorni di preparazione Bryan Berg ha ricostruito fedelmente il villaggio olimpiaco di Pechino con 140.000 carte da gioco, quasi 2700 mazzi.



Ma Bryan Berg si è superato, creando una struttura di carte di 400 m2 e include una camera da letto, un bagno e una hall, tutti dotati di mobili a grandezza naturale composti di chiavi magnetiche Holiday Inn. Questa struttura, unica nel suo genere e la più grande che Berg abbia mai creato. Berg ha commentato: “Questa è la mia più grande sfida nel costruire strutture di Carte e soprattutto l’unica che io abbia mai realizzato in scala reale, perfetta per l’occasione dal momento che Holiday Inn è uno dei brand più vasti e di successo nell’industria alberghiera. Penso sia un’idea fantastica per celebrare 1,200 hotel rilanciati globalmente.”


Qui di sotto vi proponiamo una sequenza di foto spettacolari che riguardano i lavori di Bryan Berg

Bryan Berg

Rhode Island State House

 

Bryan Berg

Il castello di Disney World

 

Bryan Berg

New York City



Bryan Berg

Vancouver



Bryan Berg


Bryan Berg



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* Fonte Noantri, BluNotizie, NotiziedaNewYork
 
Masanobu SatoMasturbate a Thon è una gara molto particolare, che si svolge tra diversi concorrenti, disposti a mostrare ad occhi indiscreti un momento molto intimo della loro sessualità: la masturbazione.

Tutto è nato nel 1995, quando un sexy shop di San Francisco elesse maggio come il mese dell’autoerotismo, invitando poi gli interessati a cercarsi addirittura uno sponsor disposto a pagarli per ogni minuto di masturbazione. I soldi raccolti sarebbero poi stati spesi per cause legate alla sessualità.

Dopo il successo ottenuto, nel 2000 si organizzò così il primo Masturbathon, una gara alla quale presero parte centinaia di concorrenti e che tuttora continua a riscuotere un incredibile successo.

L’edizione di quest’anno è stata vinta da Masanobu Sato, un fabbricante giapponese di giocattoli sessuali, che ha partecipato all’evento per difendere il suo primato, conquistato proprio l’anno scorso. Nel 2008 infatti si è masturbato per nove ore e trentatré minuti, mentre quest’anno ha migliorato il suo record, arrivando a quasi dieci ore!

Vi riportiamo una intervista al vincitore:

Signor Sato, congratulazioni per il suo record. Qual è il segreto per durare quasi dieci ore?
Sicuramente la mia abbondante immaginazione è stata la chiave per il trionfo. Inoltre, mi sono allenato molto in Giappone, dove in una competizione simile l’anno scorso ho vinto il primo premio.

Qual è l’allenamento tipo che ha svolto per prepararsi?
Vado a nuotare due volte a settimana e vado in palestra. Questo mi aiuta sicuramente a metter su muscoli e ad avere fiato. E poi ho sfruttato la grande tradizione della cinematografia pornografica giapponese, che mi ha aiutato ad allenarmi.

Abbiamo letto che ha utilizzato anche un particolare attrezzo. Di che si tratta?
Il segreto per vincere è stato sicuramente l’utilizzo di un oggetto che ho trovato in un sexy-shop di periferia a Tokyo, molto molto utile. In pratica si tratta di una specie di tubo all’interno del quale faccio scorrere il “mio attrezzo”: in questo modo sento una sensazione simile a quella che si prova quando si fa l’amore. Solo così sono riuscito a superare fasi anche di grande stanchezza fisica durante la maratona.

Parliamo di questi momenti di stanchezza. Come si fa ad andare avanti? Non le è mai venuta la nausea?
Devo ammettere che per ben due volte stavo per lasciare. Poi ho pensato a tutti i miei supporter, al mio fan club, alla mia famiglia e alla mia ragazza: non potevo deluderli!

Davvero la sua famiglia la supporta in tutto? Cosa pensano del fatto che lei sia campione del mondo di… masturbazione?
Sì certo, sono i miei primi supporter. Credo siano molto contenti dei miei traguardi. Basti pensare che gareggio con la bandiera del mio paese, e loro sono anche molto orgogliosi del fatto che posso portare il Giappone in cima al mondo, anche se in un settore di nicchia. E io sono molto orgoglioso di avere dei genitori così: le famiglie normali in Giappone non si comporterebbero mai così. E probabilmente nemmeno nel resto del mondo.

Come si è sentito, fisicamente, alla fine delle dieci ore?
Ero completamente esausto, il giorno dopo non so come ho fatto ad alzarmi dal letto. Mi sono letteralmente trascinato fino all’aeroporto, e sono stato fortunato a non perdere l’aereo.

Pensa che avrebbe potuto reggere ancora più a lungo?
Certamente questo è il mio limite. Tuttavia, mi sto allenando per superare le dieci ore, e proverò a mettere in pratica il nuovo record la prossima edizione.

* Fonte CiaoPeople, StivaleBucato

Masanobu Sato


Masanobu Sato
 

Maria do Socorro GomesMaria do Socorro Gomes, affetta da acondroplasia, una forma di nanismo ereditario che colpisce solo gli arti, ha dato alla luce il piccolo Abner, alto più della metà di lei. La brasiliana ha portato così a termine una gravidanza piena di difficoltà.

Maria è raggiante e la sua felicità diventa incontenibile quando prende tra le braccia il bimbo che ha fortemente voluto, vincendo le mille insidie che la gravidanza riserva a chi, come lei, è bassa e poco pesante. E’ alta 79 centimetri e pesa 26 chili, un corpo gracile che l’ha costretta a vivere la gestazione sottoponendosi a frequenti controlli medici e a rimanere a letto per quasi tutti i nove mesi, letteralmente impossibilitata ad alzarsi e a trovare l’equilibrio, soprattutto a causa delle sue gambe particolarmente corte.


Abner al momento della nascita, avvenuta a Belen (Brasile del nord) il 22 gennaio, pesava 2 chili e 375 grammi ed era lungo 46 centimetri.

Il parto è avvenuto senza particolari problemi, mamma e bimbo stanno benone. La 37enne è stupenda, soprattutto quando stende su di sé il neonato che, col suo corpicino, la fa sembrare ancora più piccola. I dubbi che Abner soffra della stessa alterazione genetica della madre non sono ancora stati fugati dai medici.

Articolo scritto dalla nostra fan d'eccezione Giuditta Mosca

* Fonte Tgcom