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Scoperto il segreto: ecco perché il sedere diventa grosso, non c'entra il cibo

ISRAELE - Tra i vari effetti collaterali di passare troppo tempo seduti, magari a una scrivania, ce n'è uno del tutto inedito: tante ore sulla sedia farebbero aumentare le dimensioni del posteriore. Secondo gli scienziati dell'Università di Tel Aviv, si tratterebbe di un processo di "espansione cellulare" per cui più tempo si passa seduti più il grasso delle natiche si espande. A provocare l'effetto, la pressione del corpo sulle cellule, che aumenterebbero fino al 50% di dimensioni. Tra gli obiettivi della ricerca, ha spiegato il professor Amit Gefen, del Dipartimento di Ingegneria Biomedica c'era quello di dimostrare che un cattivo stile di vita può essere più dannoso di una cattiva alimentazione.

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Studio rivela: ''La voce delle donne provoca stanchezza nel cervello degli uomini''

REGNO UNITO - La frase “non posso più sentirti parlare” ha adesso un fondamento scientifico. La voce femminile provoca stanchezza nel cervello dell’uomo.

Così, tutti gli uomini che non ascoltano le proprie mogli o compagne e che fino ad oggi hanno cercato una scusa per metterle a tacere, adesso potranno mostrare che anche il problema è da individuare nella costituzione biologica del cervello e della voce della donna. Per questo, il cervello dell’uomo si stanca quando sente la voce di una donna.

Certo, si tratta di una tesi “scomoda” per l’universo femminile ma, come riportano alcuni quotidiani internazionali, il professor Michael Hunter, dell’Università di Sheffield (UK), non ha dubbi: la voce femminile ha dei toni più complessi di quella maschile, che coinvolgono tutta l’area uditiva del cervello. Al contrario, la voce maschile, interessa solo una piccola parte del cervello.

Secondo Hunter, questo è il motivo per cui le donne si lamentano spesso che gli uomini non le ascoltano e, dunque, non hanno nessuna colpa per quella che può apparire come una mancanza di attenzione. Lo studio scientifico ha infatti dimostrato che l’uomo non può ascoltare a lungo una donna parlare per motivi biologici.

Lo studio è stato condotto con tecniche di risonanza magnetica nucleare, che ha permesso di individuare le diverse aeree del cervello che si attivano per la voce maschile e femminile. Inoltre, è emerso che gli uomini sono più diretti mentre le donne tendono a girare attorno a ciò che vogliono comunicare.

L’autore dello studio ha spiegato che la donna emette suoni con una gamma di frequenze più complessa di quella dell’uomo uomo a causa delle differenti dimensioni e forma delle corde vocali e della laringe.

Alla luce di questi risultati, un consiglio per le donne: per riuscire a intrattenere una conversazione con il vostro partner, cercate di essere “leggere”. Provate a parlare con intervalli di tempo piccoli. Forse, così, riuscirete a farvi ascoltare. In caso contrario, il vostro uomo penserà che parlate troppo.

Guai a non assecondarle...

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Una ragazza su due ''non è interessata'' al sesso. Ecco dove

TOKYO - In Giappone cresce e tocca livelli preoccupanti tra le giovani generazioni il fenomeno del «sekkusu shinai shikogun» o più semplicemente la «sindrome del celibato». Sono le «astinenze pericolose», come recita il titolo del tema principale trattato dal magazine East in un'anticipazione del prossimo numero in edicola il 3 marzo, che vede il 45% delle giovani giapponesi all'apice dell'età riproduttiva, di età compresa tra i 16 e i 24 anni, che «non sono interessate o aborrono i contatti sessuali». 

Secondo un studio condotto nel 2013 dal Jfpa (Associazione giapponese per la pianificazione familiare), circa un quarto dei loro coetanei maschi la pensa allo stesso modo. Con un tasso d'immigrazione prossimo allo zero e uno di natalità in picchiata, la popolazione in età lavorativa è «ai livelli più bassi degli ultimi 30 anni». Non solo: la fascia anziana ha per la prima volta nella storia superato 25% quanto a ultra-65enni contro il 14% degli Usa. 

Molti gli elementi sotto osservazione: mancano le occasioni per frequentarsi, c'è una quota di «erbivori» (giovanotti nè etero nè omosessuali, ma non interessati al sesso), i siti porno, i fumetti 'animè e le 'fidanzatè virtuali online. Poi la stagnazione economica e una fetta sempre minore di giovani in grado di rendersi indipendente. 

Dei 13 milioni di giapponesi adulti non coniugati e che vivono ancora con i genitori, ben 3 milioni circa hanno più di 35 anni. In più, il matrimonio, senza la certezza di un impiego a vita, «è diventato un campo minato, irto di scelte insoddisfacenti». Per lo studioso Nicholas Eberstadt (consulente del National Bureau of Asian Research), «il Giappone è in procinto di subire una trasformazione demografica più radicale di quella in atto in Germania e in altri Paesi nelle stessa condizioni, fra cui l'Italia, l'Ungheria e la Croazia». In una sola generazione, «i trend demografici promettono di trasformare il Giappone in un Paese per certi versi inimmaginabile o comunque radicalmente diverso da quello che conosciamo oggi».

leggo.it

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