Raptus di follia, da fuoco al pene del suo amante
- 12/01/2010
- Pubblicato in notizieincredibili
Un tribunale del Quebec (Canada) ha condannata una donna a 4 anni di carcere perché, nel 2001, in preda ad un vero e proprio raptus di follia, diede fuoco al pene del proprio amante. Dopo aver passato un'intera notte con il compagno la donna, Andree René, aspettò di vederlo addormentarsi per poi versargli del liquido infiammabile sugli organo sessuali. Prima di dar inizio allo spettacolo attese però il suo risveglio: un modo originale per dire alla persona che si ama "buon giorno". La mattina successiva il poveretto fece giusto in tempo a vedere il sorriso della donna e subito dopo le fiamme sul proprio membro.
Da quel giorno l'uomo, nel frattempo deceduto per altre cause, venne seguito da uno psicologo per una comprensibile fobia: aveva paura del fuoco e non era più in grado di avere una vita sessuale normale. La donna si trova attualmente in carcere.
Fonte Tiscali

Un apicoltore polacco che era stato dichiarato morto e messo in una bara dopo un attacco di cuore è risultato poi ancora in vita. Jozef Guzy, 76 anni, secondo il ‘Daily Mail’, ha collassato mentre lavorava a Katowice e un impresario delle pompe funebri lo ha portato via dopo che un medico lo aveva dichiarato morto. Il portavoce dei servizio regionale di Ambulanze ha detto: “Il paziente non stava respirando, non aveva battito, il corpo era freddo: tutti segnai di morte”. L’impresario delle pompe funebri Dariusz Wys?uchato stava praticamente per sigillare il coperchio della bara quando la moglie di Jozef, Ludmilla, gli ha chiesto di riaprirla per potersi prendere l’orologio da polso del marito come ricordo. Wys?uchato ha detto: “Ho toccato l’arteria del collo e mi sono reso conto che non era morto. Ho controllato ancora e ho gridato: ‘C’è polso’. “Ho fatto controllare a un amico il quale ha notato che l’uomo respirava ancora. Dio, è stato un miracolo. Ringrazio Dio per non aver chiuso quel coperchio, sarebbe stata una tragedia. Qualcosa mi ha spinto a toccare il suo collo. Sono felice che sia vivo”. Lo stesso dottore che aveva dichiarato morto Jozef è tornato confermando che l’uomo era vivo. Il morto-non morto ha poi affermato: “L’impresario mi ha salvato la vita. La prima cosa che farò quando uscirò dall’ospedale è regalargli un barattolo di miele".
