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CHRISTCHURCH – Con una media di 10 litri al giorno di Coca Cola per 8 anni, una donna di 30 anni è morta all’improvviso. Gli inquirenti neozelandesi hanno infatti associato la scomparsa prematura di Natasha Marie Harris proprio al suo consumo maniacale di questa bevanda. Natasha era talmente assuefatta alla bevanda che se non assumeva la sua razione quotidiana diventava matta. A 30 anni è morta improvvisamente nella sua casa di Invercargill in Nuova Zelanda. Il suo compagno, Christopher Hodgkinson, in tribunale ha detto che Natasha non stava bene e prima di morire aveva poca energia, eppure l’idea che la Coca-Cola fosse la causa del malessere non aveva mai attraversato le loro menti.

Hodgkinson ha detto alla corte che era stata bene fino a un anno prima della sua morte, dopodichè ha iniziato a soffrire di frequenti crisi di vomito, anche sei volte alla settimana, ma hanno creduto fosse lo stress di badare a ben otto figli. “Lei ha bevuto almeno 10 litri al giorno di Cola” ha detto Hodkinson. “Acquistavamo quattro bottiglie da 2,5 litri al giorno”.

* Fonte blitzquotidiano

Muore per colpa della Coca-Cola: ne beveva 10 litri al giorno

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Il piccolo George la malattia ce l'aveva scritta sul viso. Ad accorgersene però non sono stati i medici ma una donna, un'estranea che non l'aveva mai visto se non in foto. Proprio la foto pubblicata sul profilo della mamma su Facebook. Ora la "diagnosi via web" potrebbe salvare il bambino di 6 mesi dal rischio di danni cerebrali. Prodigi del social network, raccontati dalla giovane mamma del piccolo protagonista, Charlotte Dent. A vestire involontariamente il camice bianco una donna, "amica" via Facebook della 22enne Charlotte: è stata lei a riconoscere nei tratti del bebè i segni della trigonocefalia, perché la stessa patologia aveva colpito anche suo figlio.

I RISCHI - La donna ha notato nella foto del piccolo George una sorta di "cresta" che correva lungo la fronte, tipica dei bimbi con questa malattia. Senza l'operazione, cui dovrà sottoporsi a un anno, ha raccontato mamma Charlotte al Daily Mail, George rischierebbe seri danni permanenti al cervello. Una prospettiva che fa infuriare la donna, che vive a Fazakerley, Liverpool. Secondo Charlotte, la condizione di suo figlio avrebbe dovuto essere identificata molto tempo prima dai medici che lo hanno visitato. «Mio figlio - racconta - ha 6 mesi e io ho scoperto che è affetto da qualcosa di alquanto raro. Tutti i dottori che ho incontrato non se ne sono accorti. L'ho dovuto sapere da una mamma con un bambino nella stessa condizione di mio figlio. Ecco perché voglio aumentare la consapevolezza di questa patologia, in modo che altre persone possano stanarla in tempo e fare qualcosa prima che sia troppo tardi».

TESTA DEFORMATA - Alla nascita di George, Charlotte aveva notato che aveva la testa deformata, ma il bimbo era stato controllato e dimesso dall'ospedale senza problemi. Si è pensato anche che la forma della sua testa, diversa da quella degli altri bebè, potesse essere un sintomo della sindrome di Down, ma questa patologia è stata esclusa dalla Pediatra del Liverpool Women's Hospital. Solo dopo che l'"amica digitale" l'ha messa in guardia su una possibile trigonocefalia, Charlotte ha contattato uno specialista e ricevuto la diagnosi nello stesso giorno: si tratta di una condizione che si determina quando la parte frontale del cranio si fonde. Se non diagnosticata, potrebbe portare a cecità, difficoltà di apprendimento e, nei casi più gravi, alla morte.

* Fonte corriere.it

Bimbo salvato grazie a Facebook: una donna individua la malattia

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Pillole a base di resti umani, corpicini di bambini o feti abortiti ridotti in polvere. Migliaia di queste pasticche dell'orrore, ritenute farmaci «passepartout» un po' per tutte le malattie e usati soprattutto per aumentare il vigore, anche sessuale, sono state scoperte alla dogana sudcoreana. Da agosto dello scorso anno - si legge sul Daily Mail - sono state sequestrate oltre 17 mila capsule. Un commercio illegale, che desta non poche preoccupazioni visto che l'ingrediente principale di questi prodotti, parte dalla Cina. Qui medici e operatori sanitari corrotti informano le aziende quando una donna abortisce o dà alla luce un bebé morto. I corpicini vengono comprati, conservati in normali figoriferi domestici e poi portati nelle cliniche dove vengono messi in speciali «microonde» per essiccare la pelle, che viene liofilizzata. La polvere viene trasformata in compresse insieme ad altri ingredienti vegetali per confondere le autorità sanitarie e gli ufficiali delle dogane.

IL TRAFFICO ILLEGALE - Secondo il San Francisco Times, i test condotti hanno rivelato che le pillole sono fatte al 99,7% di resti umani. Un macabro contenuto che ha scioccato le autorità cinesi che hanno scoperto il traffico illegale lo scorso agosto e stanno cercando di arrestarlo. Migliaia di confezioni, però, hanno raggiunto in questi mesi la Corea del Sud. Qui la domanda è elevata perché si ritiene che le compresse abbiano un effetto anti-impotenza. Queste pillole in realtà, avvertono gli esperti, preoccupati che il commercio possa arrivare anche su internet, contengono superbatteri e altre sostanze pericolose.

* Fonte corriere.it

Orrore in Corea del Sud, sequestrate pillole contro l'impotenza a base di resti umani

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