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Il politico si chiede su Twitter: perché mia moglie ha molti più follower di me?

GRAN BRETAGNA - C'è un politico che ha postato un tweet di recente: ''Non mi spiego perché mia moglie ha molti più follower di me.'' Il dilemma ha suscitato ilarità nel mondo del gossip.

l fatto è che la moglie del politico in questione è abituata a postare molti "selfie" via twitter e (quasi) in tutti mette in mostra il suo generoso decolleté.

La coppia risiede in Gran Bretagna, lui è il laburista Simon Danczuk 48 anni, lei si chiama Karen e di anni ne ha 31. Ovviamente la domanda sul numero di follower era ironica...

ilmattino.it


 

''Depressa, non ho i soldi per rifarmi il seno'': raccoglie 5.500 euro online e realizza il suo sogno

NEWCASTLE (INGHILTERRA) - La protagonista di questa vicenda si chiama Gemini Smith, una ragazza 23enne impiegata in una società di pompe funebri. Gemini viveva con un sogno nel cassetto: aveva il seno troppo piccolo, secondo i suoi gusti, e voleva fare un intervento di chirurgia estetica per aumentarlo di qualche taglia. Purtroppo, però, la ragazza non aveva a disposizione molto denaro e allora è caduta in una delicatissima fase di depressione. 

Un giorno, però, arriva la svolta: viene a conoscenza del sito MyFreeImplants.com e decide di iscriversi. In pochissimo tempo, riesce a raccogliere la bellezza di 4.450 sterline, quasi 5.500 euro e riuscendo così ad aumentare il proprio seno:
"Ho sempre detto di voler incrementare le taglie del mio seno, ma avendo un lavoro che non mi permettesse di farlo in breve tempo, a causa dello stipendio molto basso, sono andata in depressione".

leggo.it


 

Tumore al seno sinistro, ma le fanno 22 volte la radioterapia al destro

RIMINI – Ha un tumore al seno sinistro ma all’ospedale di Rimini la sottopongono a radioterapia al seno destro. 22 sedute di radioterapia al seno sbagliato, cioè a quello sano. E ora il tumore rischia di tornare. E’ la drammatica vicenda di una donna di Rimini di 40 anni, che nel 2011 si è ammalata di carcinoma e dopo un’operazione, la chemioterapia, e al seno sbagliato la radioterapia, ha dovuto intraprendere una battaglia legale presentando una denuncia per lesioni.

Lo scorso 16 dicembre si è tenuta l’udienza preliminare davanti al gip del tribunale di Rimini, dove la Procura, dopo aver sequestrato le cartelle cliniche della donna e in forza di una perizia medico legale affidata a due esperti di Milano, ha chiesto l’archiviazione. Secondo la perizia della Procura infatti non vi sarebbero lesioni penalmente rilevanti.

Ad opporsi il legale della donna, l’avvocato Roberto Urbinati, che ha presentato una serie di perizie oncologiche e psicologiche di parte che concordato invece nel ritenere la sussistenza del danno per colpa medica e per negligenza. Un danno che i periti quantificano in “una riduzione delle possibilità di sopravvivenza della paziente non inferiore al 20%”. Il gip non ha ancora sciolto la riserva. In fase di stallo anche la causa civile che la riminese ha intentato contro l’Ausl riminese.

Assistita dagli avvocati Roberto Urbinati e Alessandro Pagliarani, ha prima tentato la via della conciliazione dove però l’azienda sanitaria non si è presentata. Poi l’udienza civile per danni (si chiede un risarcimento di 800 mila euro) fissata per lo scorso 18 febbraio, è slittata a causa di un errore nell’assegnazione al giudice non competente. Tutto mandato a nuova assegnazione. Intanto lei aspetta ancora di buttarsi alle spalle la malattia che scopre nell’aprile del 2011. L’operazione al seno sinistro per l’asportazione del nodulo viene effettuata all’ospedale di Santarcangelo, poi la donna viene messa in cura al day hospital oncologico di Rimini seguito dal Alberto Ravaioli, ex sindaco di Rimini.

Dopo 4 mesi di chemioterapia, inizia la radioterapia finché al 22esimo ciclo scopre di avere una bruciatura sul seno destro, quello sano. Allarmata la donna consulta prima Ravaioli e il primario di radioterapia. Entrambi i medici, con tante scuse, confermano i terribili sospetti della paziente: la radioterapia era stata fatta sul seno sbagliato. “E’ il primo caso in Italia di un tale errore – dice l’avvocato Urbinati -. Nel mondo, solo negli Stati Uniti, in Pennsylvania, uno analogo a quello commesso all’ospedale di Rimini”.

blitzquotidiano.it

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