scuolazoo.com

Notizie incredibili

 

LONDRA - Gemma Barker è una ragazza inglese di 19 anni, con la mente piena di sogni, come quello di diventare una grande attrice. Eppure è stata capace di inscenare un inganno senza precedenti. Gemma ha creato dei suoi alter ego maschili per poter uscire con delle ragazze per cui provava attrazione fisica. Il piano è stato congegniato alla perfezione, con la creazione di tre identità differenti: Aaron Lampard, Connor McCormack e Luke Jones, tutte con il rispettivo profilo Facebook.

Si vestiva con abiti maschili e indossava spesso un cappuccio per coprire la sue fattezze, ingannando tutti, dalle due ragazze di 15 e 16 anni con cui si frequentava, alle loro famiglie e amici. Nonostante le ragazze con cui usciva iniziassero ad avere dei sospetti, per scoprire l'inganno di Gemma c'è voluta la polizia. Infatti un giorno la ragazza-ragazzo è stata fermata per un tentato stupro e dopo essere stata trasportata in caserma per la perquisizione, gli agenti hanno scoperto la sua ver identità.

Adesso la Barker è uscita di prigione dopo aver scontato due anni di reclusione per tentato stupro e per l'inganno in cui ha soggiogato le due ragazze. Il giudice Ruby Selva, che ha emesso la sentenza nel 2010 l'ha definita «una pazza pericolosa, capace di comportamenti pericolosi».

* Fonte Leggo

Ecco Gemma, la 19enne che si finge uomo per uscire con le ragazze -Foto-

Ecco Gemma, la 19enne che si finge uomo per uscire con le ragazze -Foto-

Ecco Gemma, la 19enne che si finge uomo per uscire con le ragazze -Foto-

 

BERLINO - Ha stuprato per oltre 30 anni la figlia Renate, consumando con la giovane vittima oltre 500rapporti e avendo dalla ragazza tre bimbi, tutti nati disabili a causa dei rapporti incestuosi. È stato condannato a neanche tre anni di prigione: 2 anni e 8 mesi per la precisione. Il motivo? Il sesso era "apparentemente consenziente". La sentenza con la quale è stato condannato Adolf B, padre orco bavarese, sta scuotendo la Germania e trovando ampio risalto nei media tedeschi.

La vicenda di Adolf B era emersa qualche mese fa, quando una denuncia aveva fatto emergere questa storia terribile di violenza e sesso domestico. Renate, la figlia dell'uomo, aveva ricattato il medico che curava suo figlio e questa l'aveva denunciata: un atto che ha squariato il velo sulle vicend della famiglia. Si è infatti scoperto in seguito che Adolf B aveva consumato con la figlia oltre 500 rapporti, iniziati quando la piccola aveva 13 anni, per circa 30 anni e che da quegli atti erano nati tre bambini, tutti malati, di cui uno solo era sopravvissuto. La barbarie, consumata con l'assenso della moglie di Adolf, è finita solo nel marzo di qust'anno.

Oggi la sentenza choc del tribunale di Norimberga, che non ha ritenute credibili le testimonianze di Renate. La donna si è contraddetta troppe volte, per esempio raccontando diverse versioni su come avvenne il primo rapporto tra padre e figlia. Così Adolf B.è stato condannato per i rapporti incestuosi ottenuti con la costrizione, con una pena decisamente irrisoria, considerando il crimine commesso. La maggior parte dei rapporti sarebbero infatti consumati, secondo la corte, consenzientemente. Quindi non si tratterebbe di stupro. Una sentenza che ha già aperto un ampio dibattito.

* Fonte Leggo

Stupra la figlia 500 volte per 30 anni. Sentenza choc: 2 anni e 8 mesi

Stupra la figlia 500 volte per 30 anni. Sentenza choc: 2 anni e 8 mesi

 
IndiaGrazie a Michele per la segnalazione!
AVELLINO - «Te ne vai un anno in India, a Nuova Delhi». Questa, detta in breve, la risposta di un’azienda dell'Avellinese che produce frigoriferi industriali ad una sua operaia, che aveva appena incassato dal Tribunale la sentenza di riassunzione in servizio alle medesime mansioni svolte al momento della violazione delle norme sui contratti a tempo determinato. Lei si chiama Gaetanina Di Paolo, 49 anni, madre di 5 figli.

La Di Paolo «per poter proficuamente svolgere la prestazione inerente alle mansioni di assemblaggio frigoriferi che svolgeva precedentemente» - così le ha comunicato l’azienda - dal mese di febbraio dovrà trasferirsi a New Delhi, dove è attiva con una propria sede una società collegata. Il magistrato ha dichiarato illegittime le continue proroghe di contratto a termine, che la lavoratrice ha contestato all'azienda irpina, la Cei srl.

In extrema ratio però, la lavoratrice si dice pronta anche a partire per l'India. «Non è stato un bel regalo di Natale - spiega al Corriere - ma nonostante abbia cinque figli pur di lavorare e lasciarmi alle spalle la condizione di precariato sarei disposta a fare le valigie e raggiungere Nuova Delhi». Nel frattempo che la decisione maturi, la signora Di Paolo, assistita dall'avvocato Giacomo Ambrosino, si affretta a presentare un ricorso d'urgenza al Tribunale di Sant'Angelo dei Lombardi (Avellino) per ottenere almeno la sospensione del provvedimento di distacco deciso dall'azienda.

«Una vergogna», denuncia il segretario dei metalmeccanici Uil, Gaetano Altieri. «Le motivazioni del trasferimento - annuncia in una nota il sindacato- sono del tutto pretestuose e intendono intralciare la reintegrazione disposta dal giudice (Giuseppa D’Inverno del Tribunale di S. Angelo dei Lombardi, ndr) piuttosto che soddisfare una urgente e improrogabile esigenza aziendale».

Fonte Corriere.it