Kate Quinn ha una rara sindrome, chiamata regressione caudale: in breve, sintetizza il Daily Mail, la 25enne inglese molto semplicemente non avrebbe mai sviluppato, non avrebbe mai avuto il ciclo, “non ha mai dovuto comprare un reggiseno” perché non ne avrebbe mai avuto bisogno. Per lunghi anni si è nascosta credendosi qualcosa di simile ad un mostro, ma dopo aver capito che era semplicemente malata, si è affidata a dei medici perché “trovino una cura”.
LA RARA SINDROME – Solo due anni fa Kate ha scoperto di essere affetta dalla rara sindrome. “Non è mai passata per la pubertà, non ha mai avuto un ciclo o dovuto comprare un reggiseno”, come dicevamo, ma non solo: “Non è mai stata più alta di 1,50 metri”, il che significa che si mantiene nel corpo di una dodicenne. “Non troverò mai l’amore fino a che non sarò una vera donna”, spiega ai giornali; non è potuta mai iscriversi ad un corso universitario, né trovare un lavoro, anche perché fa avanti e indietro dall’ospedale per i continui interventi chirurgici. Secondo i medici, la sua mancata crescita sarebbe “un effetto collaterale” del suo disordine, non giustificato però, nel senso che “non è chiaro come mai i suoi ormoni siano in ritardo”. Le sono stati somministrati per via esterna, senza successo.
* Fonte Giornalettismo



Gabi Jones è una ragazza proveniente dal Colorado che pesa più di 223kg e che ama così tanto magiare al punto da provare piaceri tipicamente sessuali come l’
orgasmo!
La 25enne soffre di una malattia chiamata Sindrome da eccitazione sessuale persistente e nel suo caso tale disturbo si manifesta durante i pasti, quando mangia molto o quando mangia cibi che le piacciono molto.
Dopo aver mangiato gelati, pizze e torte Gabi raggiunge l’orgasmo.
Le persone che soffrono di questa malattia purtroppo devono combattere costantemente con i problemi che un eccitazione persistente comporta. I peggiori casi mai registrati arrivano anche a 300 orgasmi al giorno.
La prima volta che ho notato qualcosa di strano stavo mangiando del gelato. I miei amici credevano che stessi scherzando, io invece mi sono sentita confusa anche se ero certissima di quello che mi era accaduto.
Negli ultimi 5 anni Gabi è ingrassata di quasi 100kg mangiando per soddisfare la proprio eccitazione.
In questa sfortuna però la ragazza è riuscita a trovare un lato positivo e ha deciso di aprire un sito web erotico fetish (a mio modo di vedere idea un po’ squallida), in cui le persone possono pagare per vederla mangiare e avere degli orgasmi.
Alla pazzia non c’è mai fine!
* Fonte
absurdityisnothing


Karen Byrne è una donna di 55 anni che per 28 anni ha sofferto di una malattia chiamata Sindrome della mano aliena che le provoca dei momenti di autolesionismo.
Quando le crisi sopraggiungono, la mano sinistra della donna inizia a schiaffeggiare con forza la sua faccia, senza che la stessa possa fare nulla per evitarlo.
Il disturbo neurologico iniziò quasi 30 anni fa , quando i medici operarono la signora Karen per curarla dall’epilessia e le tagliarono le formazioni commissurali interemisferiche provocandole di fatto la malattia.
La sindrome si sviluppa quando una parte del cervello, ad esempio quella destra, non riconosce più quella sinistra e viceversa, rendendo i due emisferi autonomi e in qualche modo concorrenti.
“A volte mi accendo una
sigaretta con la mano sinistra e accade che la mano destra me la tolga quando la appoggio nel posacenere. Altre volte invece la mano mi toglie le cose dalla borsetta senza che io me ne accorga. Ho perso moltissimi oggetti in questo modo.” – racconta la signora.”
Fortunatamente i medici sembrerebbero aver trovato la soluzione definitiva al problema e hanno recentemente operato la signora Karen che ora non può far altro che rivedersi nei filmati girati all’ospedale mentre si prende a schiaffi da sola.
Incredibile! Ho letto di alcuni casi di sindrome della mano aliena in cui il paziente è arrivato quasi a suicidarsi strozzandosi con la sua stessa mano.
* Fonte Absurdityisnothing
Please install the Flash Plugin
I neurochirurghi dell’ospedale di San Antonio stanno combattendo in queste ore una lotta contro la morte per
salvare la vita del piccolo Klaus, un bambino di appena 11 mesi che è nato con una rarissima condizione chiamata Hydrocephalus che fa in modo che la sua testa sia grande più del doppio rispetto a quella di un normale
bambino.
L’idrocefalo è una malattia causata dall’accumulo di liquido idrocefalo rachidiano nei ventricoli del cervello che di conseguenza si dilatano e provocano l’allargamento smisurato della dimensione della testa di chi ne soffre.
I genitori del piccolo Klaus, Klaus Sr. e Beatrice, provengono dal Texas e già alcuni mesi fa avevano tentato di curare il loro figlio portandolo in una clinica specializzata dove però i medici si erano rifiutati di operarlo dicendo che sarebbe morto entro breve tempo, ma dopo aver visitato molte cliniche finalmente i chirurghi di San Antonio hanno accettato la sfida.
In testa all’equipe di medici che ha effettuato l’operazione a Klaus c’è il primario Dr. David Jimenez del dipartimento di neurologia all’University of Texas Health Science Center di San Antonio che davanti ai giornalisti ha spiegato che l’operazione consisteva nell’inserire all’interno della testa del bambino un tubo che drenasse il fluido e diminuisse la pressione.
Oggi, dopo due settimane di cure la grandezza della testa di Klaus è già diminuita della metà rispetto al giorno in cui è entrato in ospedale.
* Fonte Absurdityisnothing

Soffre di un grave disturbo cromosomico, che le provoca sbalzi di umore violentissimi, così violenti da aver scomodato il paragone con Dottor Jekyll e Mister Hyde. E' la tristissima
storia di Grace Fishwick, bimba di nove anni, che a causa di un problema con il cromosoma 17, passa dal giocare tranquillamente con i suoi fratellini ad essere rabbiosa e violenta con loro e con gli altri suoi familiari.
"E' orribile guardarla durante gli attacchi, cerca anche di farsi del male", ha detto la madre Lisa, che vive a Erdington, vicino Birmingham (Gran Bretagna), al Daily Mail. Le
crisi di ira possono durare poco (10 minuti), ma anche prolungarsi fino a tre ore.
La famiglia di Grace, per aiutare sua figlia a guarire, ha creato una fondazione per raccogliere denaro per la ricerca sulla
sindrome, chiamata di Smith-Magenis: la fondazione, oltre a finanziare la ricerca, provvederà ad aiutare le famiglie che devono affrontare la difficile situazione.
* Fonte Leggo
Se piange rischia di morire. E' il triste destino di Tianna Lewis McHugh, una bambina inglese di due anni affetta dalla nascita da una rarissima malattia. Biondissima, occhi azzurri, con un sorriso dolcissimo la piccola Tianna sta commuovendo l'intera Inghilterra dopo che il Daily Mail ha raccontato la
storia della "girl who cannot cry" ovvero la ragazzina che non può piangere.
Non esistono cure - La rara malattia diagnosticata è la sindrome da convulsioni anossiche (la Reflex Anoxic Seizure) che può portare all’arresto cardiaco. Per questa malattia non esistono
cure e quindi i genitori non possono fare altro che cercare di evitare che una bambina di due anni pianga. I giovanissimi genitori di Tianna raccontano al quotidiano britannico quando hanno
scoperto che la loro bambina era malata. “Una volta l’ho presa in braccio, l’ho tolta dal seggiolone e l’ho messa a sedere sul pavimento. E’ scoppiata in lacrime e pochi secondi dopo sembrava morta”, ha raccontato la mamma.
Una speranza per Tianna - Questo male rarissimo e incurabile potrebbe però svanire. Secondo alcuni medici anche se la forma di Raf che ha colpito Tianna è molto grave, i suoi effetti potrebbero perdere di intensità fino a svanire completamente con il finire dell'infanzia. Un tempo lunghissimo per una bambina costretta a evitare le lacrime davanti a ogni difficoltà della vita.
* Fonte Tiscali
A causa di un difetto alla tiroide, chiamato ipotiroidismo, una 64enne inglese soffre di influenza cronica. Non da qualche settimana o qualche mese, ma addirittura da sedici anni. Kath Robinson, che vive ad Halifax, West Yorkshire (Gran Bretagna), si sveglia ogni mattina con gli insopportabili sintomi dell'influenza, dai dolori articolari al freddo, alla alta temperatura corporea.
Per scoprire che il suo malessere cronico era dovuto ad una particolare condizione legata alla tiroide, i medici ci hano messo sei anni: ora, dieci anni dopo la diagnosi, Kath ha raccontato che le cure alle quali si è sottoposta non sono servite assolutamente a niente. "Ci sono giorni in cui vorrei semplicemente lasciarmi morire - ha detto al Daily Mail - perché tutto ciò che vorrei fare, semplicemente, non posso farlo. Mi sento come se avessi 90 anni. Nel momento in cui inizio a fare qualcosa, come pulire la casa o andare al supermercato, mi sento bene, ma dopo pochi minuti subentra la stanchezza, e la sensazione è terribile".
Al suo fianco, suo marito Philip, che la aiuta in tutte le faccende di casa, soprattutto da quando Kath, imprenditrice, ha dovuto andare forzatamente in pensione per via dei suoi problemi di salute. "Ho bisogno di Philip con me quando vado a fare la spesa, e soprattutto nei giorni peggiori, quando per muovermi ho bisogno di usare la sedia a rotelle - racconta la donna - è orribile. E' come avere l'influenza per tutta la vita, è una condizione che ti fa impazzire".
Inizialmente, i medici pensavano fosse semplice artrosi, non immaginando che si trattasse, invece di ipotiroidismo. "Per anni dicevano che i sintomi erano dovuti all'artrosi. Quando però sono andata dal medico che ha avuto in cura mia sorella, che soffre della stessa mia patologia, è stato lui a capire che si trattava di ipotiroidismo, scoprendo finalmente quale fosse il mio problema". Le cure, però, sono state tutte inutili. "Prendo 13 pillole al giorno, ma le medicine che assumo non funzionano. L'ipotiroidismo può avere diversi modi di presentarsi nelle persone che ne soffrono: ebbene, io soffro di tutti i sintomi possibili. E' terribile, rivorrei indietro la mia vita". Le due sorelle di Kath, Christine Justice e Patricia Ashcroft, sono entrambe morte, la prima a 63 anni nel '93, la seconda a 68 anni nel 2007. Ora la donna ha paura per le sue due figlie, Julie Overton (46 anni) e Vicky Robinson (25), che potrebbero passare il suo stesso inferno. Perciò ha creato un gruppo di supporto per le persone con problemi di tiroide, sperando che la ricerca possa aiutarle. E soprattutto, sperando che le sue due figlie non siano costrette a provare la sua stessa sofferenza.
* Fonte Leggo