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Si chiama sindrome del tunnel carpale, ed è più diffusa di quanto si pensi. In genere colpisce i polsi messi sotto stress a causa di gesti quotidiani, legati soprattutto alla professione. Negli ultimi anni aumentano i casi di chi ne soffre per l’eccesivo uso della tastiera del PC. Ma mai, fino ad oggi almeno, è stata provocata da un cellulare. Formicolii e sensazione di intorpidimento i sintomi.

Annie Levitz è la classica adolescente, studentessa, con un folto giro di amicizie. Per coltivarle fa un uso smodato del cellulare che d’abitudine impiega per inviare SMS, ogni giorno ne invia almeno 100, dice con un filo di orgoglio. La sua mania per i messaggini, unita all’età dello sviluppo, ha dato un risultato pessimo. La 16enne non si è fermata neppure davanti ai primi dolori e alle prime sensazioni di intorpidimento delle mani e delle dita, dovuti all’irritazione o alla compressione del nervo mediano, situato all’altezza dei polsi.

Il suo stato di salute è rapidamente degenerato, tanto da non potere tenere in mano a lungo oggetti mediamente pesanti, come piatti o libri. Le iniezioni di cortisone hanno solo alleviato i dolori ma non i sintomi, così si è vista obbligata a ricorrere al bisturi. Sua madre Carrie non riesce a toglierle il cellulare, dicendo che significherebbe dare un taglio netto alla vita sociale della figlia. “Ha diminuito il numero di SMS inviati, ora si limita a scriverne circa 2mila al mese”, queste sono le parole della mamma di Annie.

La sindrome del tunnel carpale si sviluppa soprattutto nelle donne ultraquarantenni, ed è un fatto eccezionale che la giovane ne soffra in età puberale. La giovane Annie non si arrende, dice che si farà regalare un iPhone, perché lo schermo tattile la aiuterà a non avere ricadute, ma agli SMS non intende rinunciare. Considerando tutto sarebbe auspicabile una maggiore educazione all’uso della tecnologia, alla quale dovrebbero contribuire sia i parenti sia la scuola.

Articolo scritto dalla nostra fan d'eccezione Giuditta Mosca

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* Fonte Tgcom

Annie Levitz

Annie Levitz

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Supatra ‘Nat’ SasuphanSupatra ‘Nat’ Sasuphan si comporta come una qualsiasi bambina: le piace mangiare il gelato, il nuoto e andare a scuola. Eppure per un altro aspetto è la sola su un miliardo di persone a nascere con Ipertricosi congenita, altrimenti nota come "Sindrome da Lupo Mannaro".
E' infatti una dei circa 50 casi documentati dal 1638 che nascono con 5 centimetri di peli di composizione animale e che rivestono tutto il corpo.
Provenendo da una famiglia buddista, Nat non si è mai nascosta alla gente e per questo è stata molte volte vittima di frasi crudeli e offensive.
Ora che la bambina cresce e si avvicina alla fase adolescenziale della propria vita i suoi genitori sono sempre più preoccupati e cercano disperatamente una cura per controllare l'incredibile e continua crescita dei peli.
 
Ma le scelte sono difficili.
In india Prithviraj Patil è un ragazzino di 11 anni anch'egli afflitto da una crescita di peli incontrollabile.
Sta subendo un trattamento laser molto doloroso ma i peli tornano a crescere su tutto il viso e il corpo.

Ora, entrambe le famiglie dei bambini ripongono le proprie speranze nel professor Angela Christiano, e nella sua ricerca nel campo della scienza genetica, per l'aiuto nella ricerca di una cura.

È possibile trovare una cura per la calvizia e aiutare questi bambini a perdere i peli ed essere normali? Saranno in grado di crescere in una società che li esclude? Si possono aiutare a trovare al più presto una soluzione prima che siano abbastanza grandi per capire quanto diverse sono?

Supatra ‘Nat’ Sasuphan

Supatra ‘Nat’ Sasuphan

Supatra ‘Nat’ Sasuphan

Supatra ‘Nat’ Sasuphan

Supatra ‘Nat’ Sasuphan

Supatra ‘Nat’ Sasuphan




Prithviraj Patil e le sorelle

Prithviraj Patil

Prithviraj Patil

Prithviraj Patil

Prithviraj Patil

Prithviraj Patil

Prithviraj Patil





 

“Sindrome di Lazzaro” in Colombia: donna si risveglia nella baraGli addetti delle pompe funebri della città colombiana di Cali hanno avuto uno shock, quando una donna di 45 anni, dichiarata morta, ha improvvisamente iniziato a respirare e a muoversi, mentre veniva preparata per la sepoltura. I media locali hanno detto che la donna era stata dichiarata clinicamente morta in una struttura medica, dopo essere stata portata in ospedale in gravi condizioni il giorno prima.

Gli strumenti medici non rilevavano più sulla paziente né la pressione arteriosa, né la frequenza cardiaca, secondo Miguel Angel Saavedra, un medico della clinica dove la donna era stata ricoverata. Il personale medico così ha firmato il certificato di morte. Si è trattato della “sindrome di Lazzaro”, secondo i medici di quell’ospedale. La donna in realtà era morta, ma ha poi cominciato a respirare di nuovo e a fare dei movimenti. Ora è in coma ed è stata riportata in ospedale. La “sindrome di Lazzaro” è il ritorno spontaneo della circolazione in una persona che si credeva morta, dopo i falliti tentativi di rianimazione, per cui un corpo improvvisamente e senza un intervento medico può ritornare alla vita.

Due medici inglesi, Vedamurthy Adhiyaman, geriatra al Glan Clwyd Hospital e Radha Sundaram, specialista in anestesia e terapia intensiva al John Radcliffe Hospital definirono “fenomeno Lazzaro” il caso di un paziente di 70 anni che aveva subito un’arresto cardiaco in ospedale. Le tecniche di rianimazione non avevano dato risultati sperati, ma dopo quaranta minuti in cui era a tutti gli effetti morto, improvvisamente iniziò a respirare di nuovo, mentre la sua circolazione sanguigna si riattivava spontaneamente.

* Fonte BlitzQuotidiano, Leggo


“Sindrome di Lazzaro” in Colombia: donna si risveglia nella bara