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addormentata



Più che una favola un incubo, nonostante la storia di Louise Ball, 15enne britannica, riporti alla memoria l'antica fiaba della Bella addormentata. Louise, una bellissima adolescente bionda dalle sembianze, appunto, di una principessa, fa i conti con un raro disturbo del sonno che la fa dormire anche due settimane di fila. Si tratta della sindrome di Kleine-Levin, una malattia che colpisce solo mille persone circa nell'intero pianeta. E che costringe Louise a perdere giorni interi della sua giovane esistenza, come quando, in viaggio con la sua famiglia, perse tutta la vacanza intenta a dormire. Non solo. La giovane salta lezioni a scuola, esami, appuntamenti con gli amici e intere settimane del corso di danza, la sua grande passione. Non ricorda nulla quando si sveglia dai suoi lunghi viaggi tra le braccia di Morfeo: «Quando mi desto mi chiedo - racconta sulle pagine del 'News of the World' - perchè tutto questo è successo proprio a me?». Louise vive a Worthing, in Inghilterra, e ha iniziato a soffrire di questa rara malattia in seguito a un'influenza che la colpì nel 2008. «Iniziò ad addormentarsi a scuola, a casa - spiega la madre Lottie - e anche quando era sveglia sembrava essere altrove, come se parlasse nel sonno. Ci siamo spaventati moltissimo». Dopo varie peripezie finalmente arrivò la diagnosi. L'unica buona notizia è che la sindrome di Kleine-Levin, le cui cause sono ancora sconosciute, solitamente scompare in età adulta. Ma Louise non pare granchè confortata da questa consapevolezza, certa com'è di perdere nel frattempo gli anni più belli, magari sognando.

* Fonte Leggo, Adnkronos, News of the World

Per saperne di più sulla sindrome di Kleine-Levin Clicca qui



Louise Ball

 

Louise Ball

 

Louise Ball

 

Grazie allo Zio Gelli per la segnalazione!


 

Zara HartshornZara Hartshorn è un’adolescente inglese che soffre di lipodistrofia, una condizione degenerativa che riguarda i grassi del corpo e che la fa sembrare vecchia. I giornali e i tabloid inglesi le hanno dedicato ampio spazio perché la medicina può fare molto ma la madre non ha i mezzi economici necessari alle cure.

Il suo volto è particolarmente segnato dalla lipodistrofia che distribuisce i grassi del corpo in modo non uniforme, creando increspature anomale della pelle che cresce in maniera accelerata e, al di là degli impatti che questa ha sul fisico, crea grossi problemi nei rapporti sociali soprattutto per i giovani. “Scimmia”, “vecchia” e “faccia moscia” sono solo alcuni dei soprannomi che i suoi compagni di scuola le hanno affibbiato, causando in Zara un dolore che va oltre la sua condizione, quella di una ragazzina che sembra una donna di mezza età.

E’ una degenerazione genetica, ne sono affetti la madre Tracy e gli altri due fratelli di Zara, seppure in forma minore. Ed è stata proprio Tracy, oggi 40enne, ad essersi sottoposta per prima ad un intervento di plastica facciale che ha ridotto il problema in modo purtroppo temporaneo. La degenerazione col tempo si è riproposta lasciando pure traccia evidente delle cicatrici. Oggi la medicina ha fatto dei notevoli progressi, anche se si tratta di terapie ancora sperimentali, soprattutto perché la lipodistrofia è uno dei tanti effetti devastanti dell’HIV, malattia che di per sé pone già chi ne è affetto in uno stato di isolamento dalla vita sociale. La madre si dice disposta a tutto per aiutare Zara prima che sia troppo tardi e, non del tutto rassegnata, chiede con dignità all’Inghilterra di essere vicina a sua figlia.

Anche in Italia il problema è particolarmente sentito, ci sono diversi enti onlus che si stanno prodigando per sensibilizzare l’opinione pubblica e gli ambienti della ricerca scientifica. Il sito www.lipodistrofia.info può essere consultato per saperne di più.

Articolo scritto dalla nostra fan d'eccezione Giuditta Mosca

* Fonte Tgcom

 

Zara Hartshorn

 

Zara Hartshorn

 

Zara Hartshorn

 

Zara Hartshorn

 

 

“Sindrome di Lazzaro” in Colombia: donna si risveglia nella baraGli addetti delle pompe funebri della città colombiana di Cali hanno avuto uno shock, quando una donna di 45 anni, dichiarata morta, ha improvvisamente iniziato a respirare e a muoversi, mentre veniva preparata per la sepoltura. I media locali hanno detto che la donna era stata dichiarata clinicamente morta in una struttura medica, dopo essere stata portata in ospedale in gravi condizioni il giorno prima.

Gli strumenti medici non rilevavano più sulla paziente né la pressione arteriosa, né la frequenza cardiaca, secondo Miguel Angel Saavedra, un medico della clinica dove la donna era stata ricoverata. Il personale medico così ha firmato il certificato di morte. Si è trattato della “sindrome di Lazzaro”, secondo i medici di quell’ospedale. La donna in realtà era morta, ma ha poi cominciato a respirare di nuovo e a fare dei movimenti. Ora è in coma ed è stata riportata in ospedale. La “sindrome di Lazzaro” è il ritorno spontaneo della circolazione in una persona che si credeva morta, dopo i falliti tentativi di rianimazione, per cui un corpo improvvisamente e senza un intervento medico può ritornare alla vita.

Due medici inglesi, Vedamurthy Adhiyaman, geriatra al Glan Clwyd Hospital e Radha Sundaram, specialista in anestesia e terapia intensiva al John Radcliffe Hospital definirono “fenomeno Lazzaro” il caso di un paziente di 70 anni che aveva subito un’arresto cardiaco in ospedale. Le tecniche di rianimazione non avevano dato risultati sperati, ma dopo quaranta minuti in cui era a tutti gli effetti morto, improvvisamente iniziò a respirare di nuovo, mentre la sua circolazione sanguigna si riattivava spontaneamente.

* Fonte BlitzQuotidiano, Leggo


“Sindrome di Lazzaro” in Colombia: donna si risveglia nella bara