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MILANO – E’ il 19 dicembre e una fortissima tempesta di neve si sta abbattendo sulla Svezia, vicino alla città di Umea, nel centro-nord del Paese. Peter Skyllberg, un automobilista quarantacinquenne rimane con l’auto in panne, a circa un chilometro dalla strada principale. Resta bloccato, nessuno passa di lì, è isolato e il freddo è spietato. Tra pochi giorni ci sarà Natale, ma l’uomo non potrà uscire dalla sua prigione e festeggerà mangiando neve intrappolato nella propria vettura. Ciononostante, dopo ben due mesi, viene ritrovato. Denutrito, distrutto e gelato. Ma vivo, come riporta il giornale svedese Västerbottens-Kuriren.

INCREDULITA’ – I commenti alla notizia rivelata dal giornale locale in lingua inglese The Local sono molto scettici: «Esistono tempi scientifici di sopravvivenza per l’essere umano: 3 minuti senza ossigeno, tre giorni senza acqua e tre settimane senza cibo. Certo, ci possono essere eccezioni, ma la notizia dell’uomo svedese sopravvissuto al gelo e alla fame per due mesi sembra una montatura», osserva in un post un lettore . Eppure sembra vero. Oltre al The Local, molti giornali stranieri si affrettano a dare la lieta novella: un uomo in Svezia è sopravvissuto per due mesi intrappolato in un'auto rimasta completamente coperta dalla neve in un bosco. Isolato e al gelo, non lontano dalla città svedese di Umea, nella contea di Västerbotten, pare che per tutto il periodo si sia nutrito esclusivamente di neve. L'auto è stata avvistata da un giovane che ne ha notato il tetto che spuntava dalla neve e che ha subito chiamato i soccorsi. «Ho visto uno strano movimento e ho capito che nell’abitacolo c’era qualcuno – ha dichiarato Ebbe Nyberg – una volta avvicinatomi ho notato una persona rannicchiata su sé stessa avvolta in un sacco a pelo. Quasi non era in grado di muoversi e parlare».

NEVE COME CIBO – Il sopravvissuto è stato ritrovato venerdì, visibilmente provato e debolissimo, e tra un sospiro e l’altro è riuscito a spiegare di essersi salvato grazie alla neve, di cui si è nutrito per tutto il periodo di «sepoltura». Inoltre sarebbe stato provvidenziale un sacco a pelo nel quale ha dormito per sessanta giorni. Secondo i medici infine si sarebbe salvato anche grazie a una sorta di effetto-igloo creato dall’aria attorno alla vettura ricoperta dallo spesso strato di neve, responsabile di una temperatura intorno agli zero gradi. In tutti i casi si tratta di un fenomeno di difficile spiegazione, anche considerate le temperature medie della zona che quest’anno hanno sfiorato i -30°. LA DINAMICA DELL’ACCADUTO – Il quarantacinquenne si trova ora all’Umea University Hospital dove gli sono state prestate le prime cure per il gravissimo stato di malnutrizione, ma i medici non ritengono sia in pericolo di vita. Dietro alla vicenda c’è comunque un’aria di mistero, alimentata anche dalla reticenza del protagonista che si è rifiutato di concedere interviste: nonostante la polizia non dubiti della versione del superstite, stupisce che nessuno avesse denunciato la sua scomparsa. Inoltre sono trapelate informazioni che sottolineano una condizione di malessere dell’uomo (la fidanzata lo aveva lasciato proprio quel giorno e l’uomo doveva restituire una consistente somma ricevuta in prestito e che potrebbero dare adito a versioni alternative dell’accaduto. Nelle vicinanze però non è stata trovata alcuna impronta e le informazioni emerse si incastrano perfettamente. Il luogo dove l’uomo è rimasto intrappolato rimane spesso isolato dalla neve e a rigor di logica la storia, per assurda che possa sembrare, è plausibile. Pur avendo del miracoloso. Ma l’adattabilità dell’essere umano, si sa, non finisce mai di stupire.

* Fonte Corriere

Uomo sopravvive due mesi sepolto dalla neve -Foto e Video-

Uomo sopravvive due mesi sepolto dalla neve -Foto e Video-

Uomo sopravvive due mesi sepolto dalla neve -Foto e Video-

Uomo sopravvive due mesi sepolto dalla neve -Foto e Video-

 
Il Daily Mail racconta la storia di un bimbo sopravvissuto dopo essere nato con il cuore fuori dal petto.

SENZA SPERANZE - Quando Ryan Marquiss venne al mondo, i medici lo diedero già per condannato a causa della sua malformazione. Aveva solo tre giorni di vita. Il cuore non si era sviluppato a dovere ed era per metà fuori dal petto, all’aria aperta. Si trattava di un caso unico al mondo. I dottori si accorsero delle malformazioni già alla dodicesima settimana di gravidanza, e suggerirono ai genitori di bloccare tutto. La coppia si rifiutò, e oggi Ryan è pronto a festeggiare il suo terzo compleanno.

ANDIAMO AVANTI – La mamma ha detto: “volevamo che la natura seguisse il suo corso. Per questo motivo abbiamo rifiutato l’aborto. Eravamo entrambi consapevoli che la sua sopravvivenza sarebbe stata un miracolo. I dottori ci dissero che nessun bambino è mai sopravvissuto alla combinazione di patologie che affliggeva Ryan. Il fatto che siamo qua a festeggiare il suo terzo compleanno è una cosa che ha stupito tutti”.

LE MALATTIE – Ryan era affetto da Ectopia Cordis, una rara malformazione congenita caratterizzata da un’anomala posizione del cuore. Nella forma più comune, il cuore sporge dal torace attraverso una apertura dello sterno. La patologia colpisce 8 bambini su 1 milione. Il 90 per cento di loro muore entro tre giorni.  Inoltre il cuore era affetto da sindrome del cuore sinistro ipoplasico. Una combinazione letale.

LA NASCITA - La famiglia è composta dalla madre, il padre Henry, di 34 anni, e dalle altre due figlie, Natalie di sette e Ainsley di cinque. La famiglie vivono in Pennsylvania. Il piccolo nacque al Doctors at the Children’s National Medical Centre di Washington nel febbraio 2009 con parto cesareo operato da un’equipe di 30 elementi. La dottoressa Mary d’Onofrio ha dichiarato: “Il cuore esposto l’avrebbe comunque ucciso per infezione. Per salvarlo avremmo dovuto operare a cuore aperto per rimettere tutto al suo posto. Abbiamo avvisato i genitori dicendo loro che sarebbe già stato un gran successo se fosse sopravvissuto prima dell’intervento”.

HA VINTO LUI - Il cuore veniva protetto da una membrana sottilissima, ma Ryan si ostinava a restare vivo. Dopo due settimane venne operato a quella operazione ne seguì un’altra dozzina nei primi due anni di vita. I medici hanno sistemato la circolazione, hanno rimesso a posto le dimensioni del cuore, hanno “rattoppato” il petto per cancellare il più possibile qualsiasi traccia della malformazione. Oggi Ryan sta bene, come confermato dalla madre. “Ha voluto continuare a vivere, dimostrando a tutti che stavano sbagliando”.

* Fonte Giornalettismo

Bimbo nasce col cuore fuori dal corpo: è il primo a sopravvivere -Foto-

Bimbo nasce col cuore fuori dal corpo: è il primo a sopravvivere -Foto-

Bimbo nasce col cuore fuori dal corpo: è il primo a sopravvivere -Foto-

Bimbo nasce col cuore fuori dal corpo: è il primo a sopravvivere -Foto-

Bimbo nasce col cuore fuori dal corpo: è il primo a sopravvivere -Foto-




 
Una nonna ha salvato la vita di suo nipote dopo aver notato un'ombra insolita nell'occhio del bambino in una foto scattata in vacanza.

Ewan Boarder, 3 anni, aveva sviluppato un raro tumore all'occhio che era passato inosservato alla mamma e ai medici.

Tuttavia, sua nonna Beverley Warner, 61enne, ha notato un'ombra bianca nel suo occhio quando ha sfogliato le foto dell'ultima vacanza passate sull'Isola di Wight.

L'anziana donna si ricordò di aver letto un articolo su un bambino che aveva una macchia simile nell'occhio dopo il flash di una foto (noi lo abbiamo pubblicato qui) e ha avvertito immediatamente i genitori di Ewan.

Ewan a quel punto è stato portato dai genitori nell'ospedale della sua città che a sua volta lo ha mandato in un centro specializzato a Londra. L'ospedale ha emesso la diagnosi, si tratta di retinoblastoma - un tumore mortale della retina.
Il bambino ha perso la vista all'occhio destro ma fortunatamente è sopravvissuto alla malattia.

Sua madre Boarder Samantha, 32 anni, oggi ha detto: "Siamo stati fortunati che mia mamma ha notato quella fotografia e si è ricordata di quell'articolo apparso sui giornali".

"Eravamo consapevoli che ci stava qualcosa che non andava, ma non sapevamo cosa fosse e neanche i medici riuscivano a darci una spiegazione, Ewan aveva ormai perso completamente la vista del suo occhio destro e cominciava a lamentarsi del dolore, ma in un bambino di 2 anni non riesci a capire quanto forte sia il dolore".

Ewan ora deve controllarsi ogni 12 settimane e i dottori hanno escluso che questo tumore sia ereditario, però sottolineano l'importanza di averlo curato in tempo.

La nonna del bambino ha dichiarato: 'Ho letto una storia simile poco tempo fa e quando ho visto la foto di mio nipote ho associato subito la storia, a quel punto abbiamo fatto un'altra foto a Ewan e nella foto è uscita nuovamente quella pallina. Quando l'ho vista mi sono sentita male".

"Ewan si è sottoposto a tutte le cure ed è stato un piccolo eroe, quella foto gli ha salvato la vita"

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Ewan Boarder

Ewan Boarder

Ewan Boarder

Ewan Boarder

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