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Il Green Man Pub a Wellington in Nuova Zelanda offre 30 millilitri di sperma di cavallo al modesto prezzo di 15 euro l’uno e gli affari sembra che stiano andando alla grande!
Il gastro-pub serve il drink rinfrescante in piccoli bicchierini contenenti sperma proveniente da uno stallone di una fattoria di ChristChurch e ogni shot contiene all’incirca 300milioni di singoli spermatozoi.
Il proprietario del Green Man, Steven Drummond è l’inventore di questo particolarissimo drink che, come ci spiega, è realizzato per essere bevuto sia dalle donne che dagli uomini.
Il consglio dato a chi si avventura in questa bevuta è sicuramente quello di ingoiare tutto in un solo sorso e non sorseggiare il contenuto.
L’idea è nata quando Steven e il suo socio hanno deciso di introdurre un nuovo drink particolare e innovativo che potesse attirare l’attenzione sul loro locale.

Il Green Man Pub a Wellington in Nuova Zelanda offre 30 millilitri di sperma di cavallo al modesto prezzo di 15 euro l’uno e gli affari sembra che stiano andando alla grande!


Il gastro-pub serve il drink rinfrescante in piccoli bicchierini contenenti sperma proveniente da uno stallone di una fattoria di ChristChurch e ogni shot contiene all’incirca 300milioni di singoli spermatozoi.


Il proprietario del Green Man, Steven Drummond è l’inventore di questo particolarissimo drink che, come ci spiega, è realizzato per essere bevuto sia dalle donne che dagli uomini.


Il consglio dato a chi si avventura in questa bevuta è sicuramente quello di ingoiare tutto in un solo sorso e non sorseggiare il contenuto.


L’idea è nata quando Steven e il suo socio hanno deciso di introdurre un nuovo drink particolare e innovativo che potesse attirare l’attenzione sul loro locale.

* Fonte absurdityisnothing

Pub Neozelandese Serve Sperma di Cavallo Aromatizzato alla Mela

Pub Neozelandese Serve Sperma di Cavallo Aromatizzato alla Mela

 
ORANGE COUNTY – Era stato arrestato il 17 agosto scorso con l’accusa di aver eiaculato più volte nella bottiglietta d’acqua di una collega. Ora Michael Lallana, ex direttore di settore alla Northwestern Mutual Financial Network di Orange County (California), è stato giudicato colpevole di aggressione nei confronti della donna, Tiffany G., e rischia fino a un anno di galera.

L’uomo, 32 anni, avrebbe ricavato una certa gratificazione sessuale dal gesto, che certo non voleva essere un semplice scherzo di cattivo gusto. In un interrogatorio registrato, infatti, Lallana aveva ammesso di trovare la sua vittima “attraente” e di aver eiaculato nella bottiglietta trovando eccitante l’idea che «le sue labbra l’avessero toccata».

L’uomo, sposato, ha tentato di difendersi dichiarando che non pensava che la collega avrebbe nuovamente bevuto da quel contenitore, abbandonato sulla scrivania il venerdì sera, la settimana successiva: «Era l’unico modo che avevo per avvicinarmi a lei senza mettere a repentaglio il mio matrimonio».

L’episodio si sarebbe ripetuto per ben due volte, finché Tiffany, insospettita da quello strano sapore, aveva  chiesto a un laboratorio privato di analizzare il liquido. Inequivocabili i risultati dell’esame: la bottiglietta conteneva sperma umano, che un successivo esame del Dna avrebbe confermato essere proprio quello di Lallana, incastrandolo oltre ogni ragionevole dubbio.

* Fonte Ladyblitz

 

Eiacula nella bottiglietta d’acqua di una collega, due volte. Lei beve. Arrestato

Eiacula nella bottiglietta d’acqua di una collega, due volte. Lei beve. Arrestato

Eiacula nella bottiglietta d’acqua di una collega, due volte. Lei beve. Arrestato

Eiacula nella bottiglietta d’acqua di una collega, due volte. Lei beve. Arrestato

 
Una donazione costata cara: un professore tedesco di 52 anni potrebbe presto dover pagare gli alimenti a un figlio nato da una coppia lesbica alla quale aveva donato lo sperma. La storia è un po' più complicata di quello che sembra, dato che "papà Klaus" inizialmente aveva risposto all'annuncio sul giornale delle due donne perchè lui stesso non aveva figli.

Klaus Schroeder, nel frattempo padre di due bimbe di due anni e sei mesi, Kara e Marta, racconta la sua storia al settimanale Der Spiegel. Quando incontrò le due donne, un'insegnante e un'infermiera, nel 2006, aveva messo subito in chiaro che l'accordo non avrebbe comportato per lui alcuno svantaggio economico.

Ma un anno fa le due mamme hanno richiesto gli alimenti al padre biologico e, sebbene lui voglia bene al piccolo David, oggi tre anni, e inizialmente lo abbia anche sostenuto, per esempio pagando le spese del battesimo, e frequentato, vedendolo da solo e facendosi chiamare papà David o trascorrendo con lui e la prima figlia il Natale, oggi non ritiene che questo sia suo compito.


Ma il sistema giuridico tedesco in materia è chiaro: secondo il diritto di famiglia la coppia di donne ha ragione perchè prima di tutto viene il benessere del figlio, non importa come sia stato concepito. Anche nel caso in cui lui fosse stato un donatore anonimo, secondo la Costituzione tedesca ogni figlio ha il diritto di sapere chi è il padre. Se necessario i medici o le banche del seme sono comunque obbligati a rivelare il nome del donatore. Non è un caso se nel 1989, quando il diritto costituzionale confermò questo principio il numero dei donatori calò drasticamente.


Schroeder si ritroverà quindi molto probabilmente a versare almeno 270 euro (cifra destinata a salire negli anni) al mese a David fino al compimento della maggiore età.
La mamma, l'insegnante, ha spiegato che all'inizio intendeva crescere il figlio assieme alla compagna. Per paura che Schroeder avanzasse dei diritti sul bimbo aveva stretto l'accordo originario.

Ma ora non vuole sobbarcarsi da sola tutte le responsabilità economiche (anche se continua a lavorare a vivere con l'amante), anche perchè il professore, dopo la nascita delle due figlie, ha perso interesse nel piccolo. Pare inoltre che la coppia di lesbiche avesse cercato una seconda maternità, chiedendo sempre a "papà Klaus" di donare il suo seme. E' questo forse il vero motivo che ha incrinato il rapporto idilliaco tra i tre, spingendo le madri a ricorrere a vie legali.


Dallo scorso dicembre Schroeder non può più vedere il bimbo. Il papà "di favore", che ha contestato la sua paternità (che un test del dna è pronto a confermare), non ha comunque chance di vincere la causa, ma soprattutto il signor Schroeder si sente preso in giro. Sarebbe lui il primo uomo costretto a pagare gli alimenti per avere donato il suo sperma. Solo una cosa potrebbe salvarlo: l'adozione del bimbo da parte della coppia, ma le due donne dovrebbero prima sposarsi.

* Fonte tmnews


Dona seme a coppia lesbica, ora gli chiedono alimenti

Donò seme a coppia lesbica, ora gli chiedono alimenti