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Notizie incredibili

 
La precisione svizzera non ha più confini: una cittadina italiana s'è vista sequestrare e poi sopprimere il barboncino solo perché aveva dimenticato di pagare la tassa locale sugli animali. Un'imposta di 50 franchi svizzeri (38 euro) che la signora non aveva pagato per una dimenticanza. A nulla sono valsi i tentativi di pagare subito la sanzione: gli agenti municipali di Reconvillier hanno preso l'animale per farlo abbattere dai veterinari comunali.

La notizia ovviamente ha lasciato basiti gli animalisti. La "punizione" era stata però annunciata da Flavio Torti, primo cittadino di Reconvilier, un piccolo comune del Giura bernese di 2.400 abitanti. Prendendo spunto da uno studio della commissione finanze comunale, il sindaco si era accorto che tra le tasse più evase nella sua giurisdizione c'era appunto quella relativa al possesso dei cani.

Ed ecco a dicembre arrivare una lettera che intimava ai morosi a saldare quanto dovuto pena la soppressione dell'animale. A nulla sono valse le proteste delle associaizoni animaliste: "Non faremo dietrofront, sarebbe come dare ragione agli evasori", ha detto Torti. E il primo a cadere in questa strana battaglia "civile" è un povero barboncino. Per di più mezzo italiano.

* Fonte Tgcom

Smentita Sindaco

Flavio Torti, sindaco di Reconvillier, comune svizzero del Giura Bernese, smentisce così sul "Ticino online" il caso del cane abbattuto per punire un'evasione fiscale di 38 euro in base alla presunta esistenza di una legge del 1904. Sabato la notizia era stata lanciata dall'agenzia Agi suscitando scalpore e indignazione.

"Non so neppure chi sia questa donna italiana. Una donna che non esiste", dice il sindaco Torti. "Qui a Reconvillier i cani non li ammazziamo. Non è vero niente!", continua il primo cittadino.

"Ora sono stufo di questa storia. Abbiamo mandato un comunicato stampa già dieci giorni fa", aggiunge.

Comunque, riporta il "Ticino online" molti proprietari spaventati si sono finalmente decisi a denunciare alle autorità comunali di possedere un cane.

* Fonte Tgcom


Barboncino

Svizzera, dimentica di pagare le tasse: le sopprimono il cane

Contortionists

 
Le tasse più pazze del pianetaLocali di lap dance messi al palo dal fisco. Bizzarri canoni per cani. Sigarette che nuociono gravemente non alla salute, ma al portafoglio. Se pensavate che il fisco italiano fosse già ricco di stravaganti sorprese, consolatevi: nel mondo i contribuenti devono vedersela con tasse a dir poco insolite. In Svizzera esiste “l’imposta che non perdona”: da più di 100 anni chi possiede un animale domestico deve pagare 50 franchi annuali e se non salda il conto a farne le spese è proprio l’amico a quattro zampe. Perché se la tassa si abbatte sul proprietario la pena è l’abbattimento del povero animale per mano degli ufficiali del fisco.

Sembra una bufala ma è tutto vero, anche quando di mezzo ci sono le mucche, considerate responsabili di allargare il buco dell’ozono. Le loro flatulenze produrrebbero il 18 per cento dell’anidride carbonica mondiale e per gli allevatori, neanche a dirlo, tira una brutta aria. Possederle costa caro in due paesi: 18 euro all’anno in Irlanda e 110 in Danimarca. L’Olanda invece tira fuori dal cilindro una norma stravagante: aiuti fiscali per chi fa corsi di magia e stregoneria. Ma sono di gran lunga gli Stati Uniti a detenere il primato del numero di leggi fiscali fantasiose. Gli americani pagano imposte sui tatuaggi, sull’acquisto dello sciacquone da bagno e persino sul fatturato dei night club.

E così mentre le ballerine di lap dance danzano mezze nude, i locali a luci rosse rischiano di rimanere in mutande. In Tennessee addirittura si sono inventati una tassa sul possesso di droga davvero stupefacente: dal 2004 la legge prevede che chi ne detiene più di grammo deve pagare allo stato una marca da bollo dal costo variabile in base alla sostanza. Pena? L’accusa di evasione fiscale. Della serie: chi spaccia, paga. E anche parecchio, perché le casse del Paese - grazie alle attività dei pusher - si sono rimpinguate non poco: dal 2005 le entrate ammontano a 6 milioni di euro.

Tassati e tartassati in modo assai singolare anche i cinesi. Lì il tabacco è tassato e allora il governo ha attivato una serie di incentivi per il consumo di sigarette. Per favorire la ripresa economica nella provincia di Hubei gli impiegati sono obbligati a consumare almeno 250mila pacchetti all’anno. In un’altra regione invece non si obbliga al consumo, ma solo all’acquisto di 400 cartoni di sigarette l’anno. Roba da mandare in fumo tutte le campagne per la tutela della salute. Perché i governi del mondo per prelevare soldi ai contribuenti ne inventano di tutte.

Del resto dall’imposta non si scappa e, come diceva lo scienziato Benjamin Franklin, “in questo mondo non v'è nulla di sicuro, tranne la morte e le tasse”. Trecento anni dopo, possiamo aggiungere anche l’inesauribile fantasia.

* Fonte Tgcom
 
Siete così sicuri che il sole sia di tutti? Beh potreste ricredervi di qui a poco, se andasse in porto l’azione legale di una donna spagnola, che si dice convinta di essere la proprietaria della Stella chi ci dà luce ed energia vitale. Si chiama Angeles Duran, risiede nel comune galiziano di Salvaterra de Mino e si è dichiarata, davanti a un notaio, proprietaria del Sole “per usufrutto“, dato che da 5 miliardi di anni non se conoscono di altri. Come riporta il quotidiano spagnolo La Voz de Galicia, il notaio in questione ha dovuto consultare il proprio collegio professionale prima di estendere l’atto: ora resta da iscrivere la nostra stella sul catasto spagnolo, che tuttavia “non ha alcuna giurisdizione sul sistema solare“.

PIANETI PRIVATI – L’esilarante iniziativa parte da un assunto particolare. Secondo Duran esiste una convenzione che proibisce ai Paesi di dichiararsi propietari di corpi celesti, ma che non si applica ai privati: uno statunitense si sarebbe appropriato in tal modo della Luna e della maggior parte dei pianeti, dimenticandosi però della “stella di classe spettrale G2 che si trova alla distanza media dalla Terra di 149,6 milioni di chilometri“, come recita l’atto notarile.

L’URLO DI TARZAN – Non è la prima che la donna si fa notare con atti così bizzarri. Duran, perito legale, nel 2008 dichiarò di aver registrato i diritti di uno spartito musicale che riproduceva il celebre l’urlo di Tarzan, battezzato appropriatamente “La chiamata“; con la collaborazione di un amico musicista e un programma informatico, ha inoltre composto una partitura di 138.859 pagine, la più lunga del mondo: per interpretarla servirebbero 180 giorni.

* Fonte Giornalettismo


Angeles Duran

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