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Ha fatto sesso con 13 ragazzi, tutti atleti di diversi team universitari, per poi 'recensirne' le prestazioni elencandole in una presentazione in PowerPoint. Protagonista di questa particolare 'tesi di laurea', una studentessa statunitense, Karen Owen, laureata alla prestigiosa Duke University.

Il suo lavoro, letto da milioni di ragazzi negli Usa e nel mondo, è ormai consacrato nel web come "The Fuck List": ma non era certo nelle intenzioni di Karen provocare tutto questo trambusto. La ragazza, infatti, nelle sue 42 pagine di 'analisi', voleva semplicemente far divertire le sue amiche. Non aveva però fatto i conti con la potenza di internet: in pochi giorni il suo dossier è finito su blog, giornali e persino tv, con il Today Show della Nbc che ha parlato del suo caso, intervistando alcuni studenti di Duke.
Nel lavoro, Karen distingue tra molteplici parametri di giudizio, dall'attraenza fisica all'aggressività, all'atleticità, alle misure del pene ("hardware", definizione quanto mai azzeccata"), fino ai bonus e i malus (l'accento, la volgarità). "Vorrei ringraziare tutti i miei volontari - scrive poi nei ringraziamenti - senza la loro attiva partecipazione non sarei stata in grado di realizzare questo progetto".

Ciò che ha fatto però arrabbiare i protagonisti dello studio, intitolato An Education beyond the Classroom: excelling in the realm of horizontal academics (Educazione oltre l'aula: eccellere in senso orizzontale nell'ambito accademico), è stato un piccolo particolare: i loro nomi e le loro foto, lungi dall'essere oscurati, sono diventati di pubblico dominio. Chiaramente, a lamentarsi sono stati soprattutto coloro le cui prestazioni sono state bollate come "insufficienti". Karen, comunque, ha chiesto scusa pubblicamente ai 13 ragazzi, affermando di non aver mai avuto l'intenzione di ferire i loro sentimenti.

* Fonte Leggo


Karen Owen

Karen Owen

 
urina in bottigliaUrina di bambino in vendita come cura per il cancro. È questa l’ultima mania in arrivo dalla Cina: la pipì si acquista online in piccole bottigliette del costo che varia dai 2 ai 200 dollari.

Secondo i venditori la pipì in bottiglia aiuta a combattere le malattie più disparate: dai disturbi renali fino al cancro. Il “segreto” dell’urina, assicurano i venditori, sta nella sua “purezza”: la pipì venduta, infatti, è presa da bambini minori di cinque anni, tutti rigorosamente allattati al seno e che vivono in aree rurali e poco inquinate.

Dong Jianyong è uno dei negozianti che vende la “medicina”. Per una bottiglia da 300 millilitri servono 200 dollari. Eppure il cinese spiega che una bottiglia relativamente piccola dura a lungo: per sprigionare le presunte proprietà terapeutiche dell’urina, infatti, bastano poche gocce mescolate alla zuppa.

* Fonte BlitzQuotidiano