ROMA - Una Tarantola e due cani. Identici. Non è la storia di uno zoo sui generis, ma quella di un grande amore cinofilo, raccontato dal britannico Times. La vicenda ha per protagonisti la ex broker di Wall Street Danielle Tarantola e il suo adorato Trouble, lo yorkshire morto 4 anni fa. Addolorata per la scomparsa del suo fido compagno, la donna, residente a Staten Island (New York), ha pagato 50mila dollari (circa 40mila euro) affinché la Sooam Biotech Research Foundation di Seul, diretta da Hwang Woo Suk in Corea del Sud, realizzasse una copia del suo cucciolo. Così Trouble è stato clonato in Double Trouble, a cui farà seguito Triple Trouble, un altro clone in procinto di nascere tra qualche settimana.

La clonazione è stata effettuata a partire dalle cellule del Dna della bestiola, raccolte quando questa era vecchia e malata: «Ho pensato che sarebbe stato carino vedere lui e il suo sosia interagire» ha raccontato la donna. Ma quando Trouble è volato nel paradiso dei cani, Danielle ha ripensato a quella sua idea. Dopo aver inviato un campione di Dna del suo cane alla compagnia specializzata in clonazione animale, ad agosto ha ricevuto la comunicazione che la fattrice selezionata per la gravidanza, e in cui era stato impiantato l’embrione creato dal patrimonio genetico del cane, era rimasta incinta. E, come un genitore amorevole, ha assistito in diretta via webcam al parto, a novembre.

Sembra però che il clone non sia identico all’originale: il mantello, a giudizio di molti, è di un’altra tonalità, sebbene la padrona non sia d’accordo. Del resto, Trouble qualche guaio doveva pur combinarlo.

LO SCIENZIATO DISCUSSO. La clonazione - di cui da notizia oggi il quotidano britannico Times - è avvenuta presso la Sooam Biotech Research Foundation di Seul diretta da Hwang Woo Suk, un discusso genetista licenziato nel 2007 dall'ateneo della capitale sudcoreana dopo aver fraudolentamente affermato su Science di aver clonato cellule staminali embrionali umane. Da allora il professore si è dato con maggior successo alla riproduzione in fotocopia di cani e il primo esperimento riuscito sul campo risale al 2005.

Hwang da allora ne ha fatto di tutti i colori: l'ultima, lo scorso ottobre, è di aver clonato un coyote. Trouble Due è nato in novembre dopo che a luglio il Dna di Trouble Uno era stato consegnato ai laboratori del professore. In agosto una 'madre surrogata' era rimasta incinta e al momento del lieto evento Danielle aveva partecipato al parto via webcam.

Adesso c'è chi dice che il cucciolo non assomiglia come due gocce d'acqua al suo predecessore - il mantello ad esempio è di un'altra tonalità - ma la sua padrona non è d'accordo: «Non lo conoscevano come me quando era appena nato. E ha la stessa personalità». Danielle Tarantola, divorziata e senza figli, ora sa che può contare su cloni di Trouble per tutta la vita essendo in possesso del Dna originale.

Che la clonazione dei 'pets' promettesse fin dall'inizio di diventare un business era stato chiaro fin dall'inizio, quando nel febbraio 2002 venne clonata negli Stati Uniti Copycat, una gattina-fotocopia. La clonazione dei gatti è relativamente semplice e in un paio di anni divenne una impresa commerciale. Per i cani il processo è più difficile a causa del loro ciclo riproduttivo che rende difficile prevedere il momento dell'ovulazione. Snuppy, il primo 'fidò in fotocopia arrivò solo nel 2003 seguito dai lupi-fotocopia Snuwolf e Snuwolffy.

* Fonte Leggo

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