PECHINO - Se sia o meno un annuncio vero non è chiaro. Ma una ragazza cinese ha pubblicato una proposta su Weibo, il Twitter cinese: "Vendo la mia verginità in cambio di un iPhone 4", perché il suo papà non glielo comprerà mai.
Tra le risposte, ce n'è una che dice che non ne vale la pena e altre umoristiche in cui fanno notare alla ragazza che per lei sarebbe meglio aspettare l’iPhone 5. La storia è stata riportata dal Korea Herald che spiega che secondo i sociologi questo tipo di notizie sono la riprova del “materialismo” sempre più insito nella società e la paragonano alla storia del ragazzo che ha venduto un rene per un iPad.
Un altro episodio accaduto nella provincia meridionale di Guangdong dove Zheng, un ragazzo di diciassette anni appassionato di tecnologia, navigando in Internet ha risposto ad un annuncio che prometteva denaro in cambio di un rene.
* Fonte Leggo


Hua Chunhui, ha raccontato che aveva mandato alla fidanzata Chen Jianping un ‘’tweet’’ - un breve messaggio che puo’ essere inviato anche con un telefono cellulare - nel quale si prendeva gioco dei giovani nazionalisti che avevano organizzato manifestazioni contro il Giappone, invitandoli ironicamente ad attaccare il padiglione giapponese all’ Expo di Shanghai, che era sorvegliato da un massiccio schieramento di polizia. Chen Jianping ha inoltrato il messaggio ad un altro amico, aggiungendo il commento. ‘’forza, giovani arrabbiati!’’.
I due sono in seguito stati fermati dalla polizia ma, mentre Hua e’ stato rilasciato dopo cinque giorni, Chen e’ stata condannata a trascorrere un anno in un di campo di lavoro, uno dei cosidetti ‘’laogai’’.
In Cina la polizia puo’ decidere di rinchiudere un cittadino nei ‘’laogai’’ per un massimo di quattro anni senza che sia necessario un intervento della magistratura. Si ritiene che attualmente circa 300mila persone siano detenute nei campi di lavoro. La vicenda dimostra, secondo il direttore regionale di Amnesty International Sam Zarifi, ‘’il livello della repressione contro la libera espressione su Internet esercitato dalla Cina’’.
* Fonte QuotidianoNet



Dalla Romania arriva la notizia della disavventura della 17enne Flavia Boricea (in un primo momento erroneamente scambiata per una certa Maria Barbu) che potrebbe dare il via ad una triste serie di incidenti domestici in stile Web 2.0.
Polemiche negli Stati Uniti su una mamma blogger della Florida, Shellie Ross, che scrive sul blog Momdot.com, che ha annunciato «in diretta» ai suoi 5.000 seguaci su Twitter la morte del figlio Bryson, annegato nella piscina di casa. L'uso del servizio di microblogging durante una tragedia ha provocato ondate di indignazione. «Per favore pregate come non avete mai fatto, perché il mio bambino di due anni è caduto nella piscina", aveva "cinguettato" Shellie ai suoi contatti. E cinque ore dopo che il figlio era stato dichiarato morto, la Ross ha di nuovo annunciato su Twitter: "Ricordando il mio bambino da un milione dollari", con tanto di foto di Bryson. In risposta alle polemiche la Ross ha reagito con insulti: "Chiunque mi critica merita di marcire all'inferno". Sconcertati molti psicologi ed esperti di comunicazione: "Per tanta gente la comunità di Twitter o di Facebook funziona come rete di sostegno", ha osservato Lisa Neal Gualtieri, che insegna medicina della comunicazione alla Tufts University di Boston: "E tuttavia è difficile capire come uno si possa mettere al computer o al cellulare per scrivere un messaggio in un momento così eccezionale come la morte di un figlio".