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La ragazza senza vagina

slipArrivano nel mio studio all’ospedale di Pieve di Cadore con l’aria imbarazzatissima, mano nella mano. Lei ha 18 anni, un viso semplice, da ragazza di montagna. Lui, 23 anni, non trattiene gli sguardi innamorati. Si siedono l’uno accanto all’altro, ma nessuno dei due parla. Cerco di rompere il ghiaccio… E solo dopo un ripetuto scambio di occhiate e di sorrisi nervosi, lei prende coraggio e dice: «Dottore, ci vogliamo molto bene, ma non riusciamo a fare l’amore». Tento di farmi spiegare meglio e, fra mille reticenze, la giovane (chiamiamola Giovanna) racconta che tutto funziona bene nella fase preliminare: Federico è attratto fortissimamente (insomma, non ha nessun problema di impotenza), lei prova un robusto senso di eccitazione. Però, quando arrivano al dunque, lui non riesce ad avere un rapporto completo, perché incontra un ostacolo fisico, una barriera all’interno della vagina che lo blocca. E, mi assicurano, Giovanna non contrae con troppa forza i muscoli per un problema psicologico, come può accadere: c’è proprio qualcosa che impedisce l’ingresso del pene.

MESTRUAZIONI ASSENTI -
Penso, per qualche attimo, a quello che in termine tecnico si chiama imene imperforato. Se questa lamina fibrosa (l’imene, appunto, che in genere si rompe durante il primo rapporto sessuale, facendo perdere la verginità) è particolarmente grossa ed estesa, può creare problemi. Ma quasi sempre si accompagna anche all’impossibilità, per il sangue mestruale, di uscire nel modo dovuto, con conseguenti forti dolori all’addome. Giovanna, però, dichiara di non avere mai avuto problemi di questo genere. O meglio: non ha mai avuto dolori, e nemmeno le mestruazioni. Mai, nemmeno una volta.. Le chiedo se altri ginecologi l’hanno già vista. «Sì, uno», risponde. «Cioè no… Sono andata quando avevo 16 anni e mia madre era preoccupata per l’assenza del mestruo. Mi ha detto che un ritardo, anche di anni, può capitare. Ma non mi ha sottoposto a una vera visita».

LA VAGINA NON SI E' MAI FORMATA - A questo punto chiedo a Giovanna di sistemarsi sul lettino e comincio a esaminare la zona genitale. Apparentemente, almeno per quanto riguarda l’esterno, è tutto nella norma. Ma quando provo a controllare la vagina, mi accorgo, incredibilmente, che non c’è. Il canale è chiuso da una parete di tessuto cicatriziale: come una porta murata. Un’ecografia, eseguita subito dopo, conferma: la vagina non esiste, non si è mai formata, mentre è presente un piccolo abbozzo di utero, e ci sono le ovaie, perfette, e le tube. Prescrivo un’urografia a Giovanna (un esame radiografico con liquido di contrasto) per capire in quali condizioni è l’apparato urinario, così strettamente connesso a quello genitale. Mentre parlo, la ragazza e il fidanzato mi guardano silenziosi, allibiti. Ma anch’io sono sorpreso perché, lo ammetto, non ho mai visto niente di simile in 25 anni di lavoro. E quando i due abbandonano l’ambulatorio, vado subito a consultare la letteratura scientifica.

UNA SINDROME RARA - Ebbene, scopro che il problema di Giovanna è molto raro, ma ha un nome: sindrome di Rokitansky-Kuster-Hauser. L’origine è congenita: per una serie di errori durante lo sviluppo embrionale, non si forma una parte degli organi genitali (vagina e utero). La presenza delle ovaie e degli ormoni che producono, a partire dagli estrogeni, rendono però possibile uno sviluppo fisico regolare e l’appetito sessuale. Purtroppo, le donne colpite da questa malattia sono sterili. Quando Giovanna torna, dopo alcuni giorni, con l’esito dell’urografia, scopro che le manca anche un rene, sempre per problemi congeniti. Anche questo fa parte della sindrome. Ma lei non se n’era mai accorta, fino a quel momento.

L'INTERVENTO CHIRURGICO - Propongo alla ragazza di intervenire chirurgicamente, con un’operazione semplice, dal punto di vista tecnico, ma impegnativa per quanto riguarda il «dopo». Si deve incidere il tessuto cicatriziale che blocca la vagina e scollarlo, piano piano, creando una cavità che permetta il passaggio del pene. Il problema è che l’organismo tende a richiudere quasi subito questi spazi e, per evitarlo, bisogna usare apposite protesi, di cristallo o di teflon, che vanno lasciate nella nuova cavità giorno e notte, almeno per i primi tre mesi. Poi, per altri tre mesi, solo la notte. Queste protesi, che hanno grosso modo le dimensioni di un pene, vanno spalmate con una crema a base di estrogeni, per favorire la formazione di una mucosa simile a quella della vagina vera. Devono essere tolte solo durante i rapporti sessuali, che possono iniziare due mesi dopo l’operazione e vanno, anzi, incentivati. Un lubrificante ad hoc aiuta, all’inizio, la penetrazione. E il clitoride (che era già presente) consente alla donna di arrivare all’orgasmo.

LIETO FINE - Giovanna e Federico dicono sì, senza esitare: «Non importa se non potremo avere figli. Vogliamo soltanto amarci». L’intervento riesce al meglio e la ragazza dimostra una disciplina ferrea. Adesso vive con Federico, si sono sposati. E quando viene a fare una visita di controllo, di tanto in tanto, ha finalmente perso un po’ della sua timidezza. «Ho nascosto quelle protesi», mi ha confessato qualche tempo fa. «Adesso che tutto è passato, mi fanno arrossire…»

Carlo Cetera, ginecologo, all’ospedale di Pieve di Cadore (Belluno)

Articolo riportato sul giornale OKsalute

* Fonte Corriere.it

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Lauren Williams ha una disfunzione rarissima, che condiziona la sua vita di tutti giorni da quando era ragazzina. Il suo “problema” è che ha due apparati riproduttivi femminili completi: due vagine, due cervici e de uteri. Per anni ha provato a curarsi, è stata in costante contatto con i medici, che però non riuscivano a venirne a capo perché avevano sbagliato la diagnosi.
 
Aveva sempre pensato, in base alle visite e ai consulti medici, di avere un utero biforcuto, ed era sul punto di essere operata per tentare di “sistemarlo” quando, quasi per caso, uno dei medici ha scoperto che la sua malattia non era quella che le era stata diagnosticata. La realtà è che Laureen aveva due vagine. Dopo aver tenuto a lungo il segreto per se, la 29 enne inglese si è confessata in uno show tv americano dal nome “Tyra Banks Show”, dopo che in molti in giro per il mondo iniziavano a conoscere la sua incredibile storia.
 
"La cosa più strana è il fatto che io sia stata visitata da tantissimi medici senza che nessuno si accorgesse di nulla", ha detto Lauren. La sua malattia è atipica, forse addirittura unica, ma non dovrebbe crearle grossi problemi, neanche col sesso, se si esclude che la poverina ha 2 cicli mestruali al mese, quindi circa 20 giorni su 30! La situazione potrebbe essere delicata solo nel caso di un’eventuale gravidanza dovesse restare incinta in entrambe le vagine, ma ci auguriamo che vada tutto per il meglio.

* Fonte CiaoPeople

Lauren Williams

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Difficile ormai trovare un limite all'inventiva dei responsabili del marketing. Quello che sembrava una boutade del web sta invece diventando un successo commerciale: si tratta del profumo di donna. Una società britannica ha messo a punto un profumo che, secondo quanto annuncia, prende spunto dagli aromi intimi delle donne. Un'ampia scelta di "gusti" viene fornita sul sito internet. E gli spot di questo prodotto diventano cult sul web.

* Fonte Tgcom

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