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E' morta nella sua casa in Texas la donna più anziana del mondo. Lo ha riferito la sua famiglia. Eunice Sanborn, classe 1895, aveva spento 115 candeline il 20 luglio del 2010 battendo il religioso francese Eugenie Blanchard, deceduto a 114 anni il 4 novembre 2010. Il titolo di più anziana del mondo passa ora a Besse Cooper, nata il 26 agosto 1896: risiede sempre negli Stati Uniti, nello stato della Georgia.

La donna è morta a Jacksonville, dove abitava. Eunice era nata a Lake Charles, in Louisiana. Ma, se i documenti ufficiali dicono che la donna è nata il 20 luglio 1896, la sua famiglia assicura che Eunice è nata un anno prima, nel 1895. E la data fu registrata con un errore di un anno. Ecco dunque che nell'ultima festa di compleanno, l'estate scorsa, la donna ha spento 115 candeline, battendo dunque il il religioso francese Blanchar, arrivato "solo" a 114 anni.

Così, se un'organizzazione che si occupa di longevità dei centenari ritiene che Eunice Sanborn avesse 114 anni, la sua famiglia giura che l'ufficio del censimento americano aveva registrato in modo errato la sua nascita, segnata nel 1896 e non, come corretto, nel 1895.

La Sanbord si era trasferita in Texas dopo la morte del primo marito, Joseph Orchin. La donna non ha mai lavorato in vita sua: si teneva occupata con le attività e il coro della Chiesa battista di Jacksonville.

La più vecchia donna vivente è dunque ora Besse Cooper, del 1896, come ha calcolato un gruppo specializzato in questo tipo di indagini, il Gerontology Research Group.

* Fonte Tgcom


Eunice Sanborn

Eunice Sanborn
 
Si chiamava Ashley Hegi, aveva 17 anni ed era una della uniche 53 persone al mondo ad essere colpita dalla sindrome di Hutchinson-Gilford, meglio conosciuta come Progeria.

La Progeria (clicca qui per saperne di più) è una bruttissima malattia che colpisce i bambini fin dalla nascita; questa condizione causa l’invecchiamento precoce del corpo di chi ne è affetto, senza però intaccare le capacità cerebrali.

Ad oggi non esiste ancora una cura che possa contrastare questa sindrome. Chi ne è affetto muore di vecchiaia entro i 13-15 anni.

Ashley Hegi è uno dei casi più conosciuti e eclatanti di Progeria. La ragazza viveva a circa 200 chilometri da Calgary in Canada ed è morta 3 settimane prima dei suoi 18 anni.

Da tutti Ashley era considerata una ragazza brillante, quasi unica, ma non per la sua malattia.

“Quando parlavi con Ashley, non pensavi affatto alla sua malattia; riuscivi a pensare solo a quanto fosse fantastica.” – dice uno dei suoi amici – “Ashley era alta solo un metro e venti, ma aveva un’intelligenza e un cuore alti come una montagna.” – prosegue una sua insegnante.

Ashley conosceva benissimo la sua malattia e proprio perchè sapeva che non le rimaneva molto tempo, dedicava la sua vita a far conoscere la sua condizione, apparendo in moltissimi programmi televisivi e documentari.

Una delle frasi più belle pronunciate da Shley diceva:  “Quando qualcuno parla con te, non lasciare che si agiti per la tua malattia, probabilmente quella persona non conosce la Progeria. Parlagli della Progeria e vedrai che capirà. E se non capisce? Non fa neinte, sei unico”.

Purtroppo però anche per Ashley è giunto prestissimo l’appuntamento con la morte. Il 21 Aprile 2009 stremata dalla malattia è morta di vecchiaia. I suoi modi di fare e la sua forza di vivere la vita al 100% rimarranno sempre in eredità non solo per tutti i bambini colpiti da questa malattia, ma anche per tutti noi.

Clicca qui per leggere un caso simile: Ha 13 anni ma ne dimostra 50 – Zara Hartshorn la bambina più vecchia del mondo

* Fonte Absurdityisnothing

Ashley Hegi

Ashley Hegi

Ashley Hegi

Ashley Hegi

 

Zara HartshornZara Hartshorn è un’adolescente inglese che soffre di lipodistrofia, una condizione degenerativa che riguarda i grassi del corpo e che la fa sembrare vecchia. I giornali e i tabloid inglesi le hanno dedicato ampio spazio perché la medicina può fare molto ma la madre non ha i mezzi economici necessari alle cure.

Il suo volto è particolarmente segnato dalla lipodistrofia che distribuisce i grassi del corpo in modo non uniforme, creando increspature anomale della pelle che cresce in maniera accelerata e, al di là degli impatti che questa ha sul fisico, crea grossi problemi nei rapporti sociali soprattutto per i giovani. “Scimmia”, “vecchia” e “faccia moscia” sono solo alcuni dei soprannomi che i suoi compagni di scuola le hanno affibbiato, causando in Zara un dolore che va oltre la sua condizione, quella di una ragazzina che sembra una donna di mezza età.

E’ una degenerazione genetica, ne sono affetti la madre Tracy e gli altri due fratelli di Zara, seppure in forma minore. Ed è stata proprio Tracy, oggi 40enne, ad essersi sottoposta per prima ad un intervento di plastica facciale che ha ridotto il problema in modo purtroppo temporaneo. La degenerazione col tempo si è riproposta lasciando pure traccia evidente delle cicatrici. Oggi la medicina ha fatto dei notevoli progressi, anche se si tratta di terapie ancora sperimentali, soprattutto perché la lipodistrofia è uno dei tanti effetti devastanti dell’HIV, malattia che di per sé pone già chi ne è affetto in uno stato di isolamento dalla vita sociale. La madre si dice disposta a tutto per aiutare Zara prima che sia troppo tardi e, non del tutto rassegnata, chiede con dignità all’Inghilterra di essere vicina a sua figlia.

Anche in Italia il problema è particolarmente sentito, ci sono diversi enti onlus che si stanno prodigando per sensibilizzare l’opinione pubblica e gli ambienti della ricerca scientifica. Il sito www.lipodistrofia.info può essere consultato per saperne di più.

Articolo scritto dalla nostra fan d'eccezione Giuditta Mosca

* Fonte Tgcom

 

Zara Hartshorn

 

Zara Hartshorn

 

Zara Hartshorn

 

Zara Hartshorn