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VERONA - Si è spento dopo lunga malattia Germano Mosconi, storica firma del giornalismo veneto. Prossimo agli ottant'anni (era nato a San Bonifacio l’11 novembre del 1932) stimato cronista sportivo sulle colonne del Gazzettino, corrispondente da Verona per la Gazzetta dello Sport, ha lavorato a L'Arena e, in tv, con Telenuovo, nel cui gruppo editoriale è entrato come figura di grande spessore, un riferimento anche per il Nuovo Veronese, altra pubblicazione di ampia diffusione. Ha raccontato, tra l'altro, la grande epopea dello scudetto dell'Hellas. Proprio in queste settimane, sul canale del pacchetto di Telenuovo dedicato all’amarcord e al revival, vengono riproposte le puntate della trasmissione «La leggenda del Verona», un documentario ad episodi sul mito della squadra di Osvaldo Bagnoli, curato da Mosconi.
Divenuto successivamente opinionista per Telearena, compito che ha svolto con competenza e proverbiale tocco dialettico finché la salute gliel’ha permesso, è considerato il maestro di almeno due generazioni di giornalisti locali nell'ambito dello sport. Una sua grande passione era il golf: curava, su L’Arena, una rubrica riservata al green, e di fatto è stato lui il primo ad esaltare le gesta di Matteo Manassero. Caratteristico il suo look: ineccepibile, in giacca e cravatta, e con i capelli curati con la lacca. Sposato con Elsa, una figlia, Margherita, Mosconi, nel 2005, era stato, per alcuni mesi, responsabile della comunicazione dell’Hellas. Ha narrato le imprese dei più grandi campioni della Verona dello sport: l’Hellas, prima di tutto, certo, ma anche l’ascesa del Chievo, e poi la scalata della pallacanestro, capace di conquistare, con la Scaligera, Coppa Italia, Supercoppa italiana e Coppa Korac. E Sara Simeoni, Gelindo Bordin, tutti gli altri assi in gialloblù.
Negli ultimi anni era finito nel mirino della rete, per un blob dei suoi fuorionda, con uscite con imprecazioni e furiose arrabbiature. Frasi colorite che avevano spinto moltissimi a realizzare per Internet anche videomontaggi. Mosconi non aveva mai gradito e aveva denunciato i presunti responsabili del post.

VERONA - Si è spento dopo lunga malattia Germano Mosconi, storica firma del giornalismo veneto. Prossimo agli ottant'anni (era nato a San Bonifacio l’11 novembre del 1932) stimato cronista sportivo sulle colonne del Gazzettino, corrispondente da Verona per la Gazzetta dello Sport, ha lavorato a L'Arena e, in tv, con Telenuovo, nel cui gruppo editoriale è entrato come figura di grande spessore, un riferimento anche per il Nuovo Veronese, altra pubblicazione di ampia diffusione. Ha raccontato, tra l'altro, la grande epopea dello scudetto dell'Hellas. Proprio in queste settimane, sul canale del pacchetto di Telenuovo dedicato all’amarcord e al revival, vengono riproposte le puntate della trasmissione «La leggenda del Verona», un documentario ad episodi sul mito della squadra di Osvaldo Bagnoli, curato da Mosconi.

Divenuto successivamente opinionista per Telearena, compito che ha svolto con competenza e proverbiale tocco dialettico finché la salute gliel’ha permesso, è considerato il maestro di almeno due generazioni di giornalisti locali nell'ambito dello sport. Una sua grande passione era il golf: curava, su L’Arena, una rubrica riservata al green, e di fatto è stato lui il primo ad esaltare le gesta di Matteo Manassero. Caratteristico il suo look: ineccepibile, in giacca e cravatta, e con i capelli curati con la lacca. Sposato con Elsa, una figlia, Margherita, Mosconi, nel 2005, era stato, per alcuni mesi, responsabile della comunicazione dell’Hellas. Ha narrato le imprese dei più grandi campioni della Verona dello sport: l’Hellas, prima di tutto, certo, ma anche l’ascesa del Chievo, e poi la scalata della pallacanestro, capace di conquistare, con la Scaligera, Coppa Italia, Supercoppa italiana e Coppa Korac. E Sara Simeoni, Gelindo Bordin, tutti gli altri assi in gialloblù.

Negli ultimi anni era finito nel mirino della rete, per un blob dei suoi fuorionda, con uscite con imprecazioni e furiose arrabbiature. Frasi colorite che avevano spinto moltissimi a realizzare per Internet anche videomontaggi. Mosconi non aveva mai gradito e aveva denunciato i presunti responsabili del post.

* Fonte Corriere del Veneto

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VERONA - Così tanta gente nella piazza di Lazise, in piena notte, non si era mai vista. Alcuni ragazzini sono riusciti martedì notte ad aggirare i firewall e a mandare in onda nella piazza in provincia di Verona dei filmini porno attraverso lo schermo del totem-colonna che fornisce informazioni turistiche, installato sotto il municipio.


Ecco come sono andati i fatti. Il cartellone informatico consente l’accesso al portale di «Verona Più Online», attraverso una tastiera touch screen. Un gruppetto di sedicenni non ci ha messo molto a superare i firewall, collegarsi a Internet e aprire il sito Youporn. Gli adolescenti hanno così programmato sullo schermo una successione di filmati a luci rosse ad alto contenuto hard, che sono poi andati in onda fino a notte inoltrata. «E’ stato un evento storico: non abbiamo mai visto tanta gente così in piena notte in piazza a Lazise», racconta Giuseppe Pachera, titolare di una birreria di fronte al municipio.


Camerieri, pizzaioli, turisti e gruppi di ragazzi, hanno riempito la piazza. «Tutti si fermavano a guardare, soprattutto uomini però, le donne ridacchiavano ma poi si allontanavano. Tutti i gestori della piazza hanno lasciato il lavoro e si sono raggruppati a guardare questo spettacolo, che per noi maschietti è stato, diciamo, più che divertente», continua Pachera. Giampaolo Campagnari, di un bar poco più avanti del tabellone racconta: «Io non ho potuto vedere i filmati, ma ho visto la gente che faceva festa». Il Comune, informato solo il giorno dopo, ha provveduto ora a bloccare gli accessi.

* Fonte Leggo

YouPorn sul maxischermo: piazza piena nel veronese