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PriusDue genitori sudcoreani hanno lasciato morire di fame la loro unica figlia, di soli tre mesi, mentre giocavano su internet ad allevare una figlia virtuale. Lo rende noto la polizia locale.

Il padre e la madre della piccola, 41 e 25 anni, sono stati arrestati nella città di Suweon, a sud della capitale Seul, dopo una latitanza durata cinque mesi, iniziata subito dopo la morte della bambina.

L’autopsia ha dimostrato come la morte della neonata sia stata provocata da un lungo periodo di denutrizione. La polizia ha reso noto che la coppia alimentava la bambina una sola volta al giorno, mentre trascorreva oltre 12 ore in un internet cafè.

I due erano ossessionati dal videogioco ‘Prius Online’, che permette di allevare una bambina virtuale, chiamata Amina. Secondo l’ufficiale di polizia Chung Jin-won, la coppia avrebbe «perso la voglia di vivere una vita normale» dopo che entrambi avevano già il lavoro.

Non si tratta del primo caso di morti collegate alla dipendenza da videogiochi in Corea del Sud: nel 2005 un ragazzo coreano era morto dopo aver trascorso cinque giorni consecutivi giocando al computer.

* Fonte BlitzQuotidiano
 
Armato di spada e incappucciato, imitatore di Assassin's Creed spaventa Venezia
C’è un giovane veneziano che vuole imitare l’Ezio Auditore del videogame «Assassin’s Creed II» e con un mantello e cappuccio, ma soprattutto con due spade, che sfodera improvvisamente, spaventa giovani e meno giovani donne in centro storico. Ci sono già due denunce. L’anonimo guerriero lagunare vuole imitare il collega virtuale, reso famoso dalla seconda versione del gioco per computer che in una sola settimana ha venduto un milione e 600 mila copie e che altrettante ne venderà in vista del Natale. Videogames con affresco storico, tanto che le avventure del protagonista, Auditore, si svolgono tra i vicoli di Firenze e di Roma e anche tra le calli e i tetti di Venezia.

Avventure che avvengono in pieno Rinascimento, tanto che grazie alla consolle il protagonista si muove tra mercanti cialieri e armigeri inseguitori, incontra a Firenze Nicolò Macchiavelli o Lorenzo de’ Medici e in laguna gli esponenti della famiglia Barbarigo. E pensare che tutto si deve a un giovane canadese di Montreal che per l’Italia ha una vera passione. Patrice Desilets, direttore creativo di «Assassin’s Creed», nel nostro paese ci ha vissuto per più di un anno da studente universitario ed è rimasto incantato da Venezia, Firenze e il resto. La ricostruzione storica è accurata, non si tratta di un pasticcio, in fatto di architetture, costumi e addirittura di linguaggio. Il giocatore veste i panni di un nobile fiorentino attaccabrighe, Auditore, che deve difendere se stesso, la madre e la sorella, dopo che il padre e gli altri fratelli sono stati giustiziati durante un complotto (passata nella storia per la congiura dei Pazzi). Deve fuggire, nascondersi, combattere e lo fa prima tra i vicoli del capoluogo toscano, poi a Venezia, quindi a Roma. I suoi nemici sono i Templari e lui si trasforma in sicario.


Per non farsi riconoscere si copre in parte il volto con il cappuccio di un mantello e per uccidere usa due lame che gli escono da entrambe le braccia. Il suo imitatore abita evidentemente a Venezia e ne approfitta per copiare le gesta di Auditore, ma non aggredisce, non colpisce, almeno fino ad ora. Si limita a comparire davanti alla prescelta sguainandole davanti due spade, presumibilmente vere, e cacciando un urlo sovraumano. Fino ad ora le denunce sono state presentate da donne, due, ma non è escluso che anche qualche ragazzo o uomo adulto se lo sia trovato davanti e abbia lasciato correre, abbia scelto di non denunciarlo, pur avendo provato timore.

Chi ha denunciato il fatto in Procura, invece, paura ne ha preso parecchia: del resto, trovarsi davanti un incappucciato che ti sventola due spade sul viso, urlando a squarciagola come se si trovasse in una campo di battaglia non è cosa di tutti i giorni. E soprattutto, al momento, non si sa come potrebbe finire. Per fortuna, invece, dopo aver organizzato la sceneggiata, il casareccio Auditore se ne va senza toccare la «vittima». E’ probabile che, ora, poliziotti e carabinieri abbiano le indicazioni di prestare maggiore attenzione, di cercare l’incappucciato con le spade infilate nei calzoni. Identificarlo e ammonirlo a smetterla.

Fonte la Nuova