ROCHFORD - Appena nata aveva una piccola macchia viola sul volto, ma le infermiere avevano tranquillizzato la mamma, dicendo che si trattasse di un piccolo livido dovuto al parto. Ma si sbagliavano e per la piccola Millie stava iniziando un calvario incredibile. Solo qualche giorno dopo il parto, la macchia iniziò ad ingrandirsi e a cambiare colore da blu a rosso sangue. Tornata all'ospedale, i medici non sembravano preoccupati, anzi dicevano che si trattava di un particolare tipo di voglia color vino, che tende a ingrandirsi ma senza creare problemi alla piccola.
In realtà i problemi li creava eccome, visto che Millie aveva difficoltà a respirare. Così la mamma Michelle e il padre Stuart decisero di andare fino in fondo e scoprirono la terribile verità: la loro bambina di pochi giorni era affetta da un emangioma, un particolare tumore dei vasi sanguigni che si stava ingrandendo, fino ad occludere la trachea con il rischio di soffocare la piccola. All'inizio l'unica cura sembrava un bombardamento di steroidi che però avrebbe provocato dei danni ad una bambina di venti giorni. Tutto sembrava perduto, Millie era costretta su un letto d'ospedale, respirava e si nutriva grazie alle macchine e Michelle e Stuart stavano vivendo un incubo.
Poi la svolta, i coniugi scoprirono una cura adottata in Francia, che aveva avuto successo su questo tipo di emoangiomi. Si trattava di un farmaco beta-bloccante, utilizzato nelle patologie per l'iperstensione e cardiche . «Alla fine abbiamo dovuto provare - ha ammesso Michelle - Millie continuava a peggiorare, ma dopo avergli somministrato il farmaco, i miglioramenti sono stati immediati». Così il tumore inizio a diventare sempre più piccolo e dopo una lunga cura, con costanti somministrazioni del farmaco, Millie adesso è tornata ad una vita normale, o almeno quasi.
Infatti le sue vie respiratorie avevano subito dei danni nel periodo in cui il tumore si stava manifestando, quindi nell'aprile del 2010, Millie subisce un primo intervento chirurgico di ricostruzione della trachea. A questo seguirono altri interventi di chirurgia plastica per coprire alcune vistose cicatrici, ma adesso Millie, all'età di tre anni, può considerarsi una bambina felice. «È stata dura - ammette commossa Michelle - ma adesso è così bello il suo viso quando si sporca di cioccolata».
* Fonte Leggo




Il dott.Naji Touma, assistente professore di urologia presso l'Università della regina a Kingston, Ontario, è rimasto impressionato quando ha riconosciuto i lineamenti di un viso umano emergere da un'ecografia ai testicoli di un suo paziente. "E' stata una scoperta...divertente", ha commentato il medico, che ha escluso qualsiasi ipotesi di 'messaggio divino' nell'immagine prodotta da quella indagine.
Anche se sembra di trovarsi di fronte ad un uomo i cui lineamenti siano provati da un dolore fisico.
"E 'puramente casuale. Un po' come se qualcuno trovasse forme simili a quelle della Vergine Maria sul pane tostato"
Il medico ha rivelato inoltre che il paziente, un quarantacinquenne paraplegico, non ha mostrato alcun interesse per la scoperta inquietante: "Penso che sia stato più che altro sollevato del fatto che non avesse il cancro e una volta gli ho rivelato la scoperta, non si è mostrato particolarmente interessato ai dettagli".
* Fonte Leggo

Due anni fa Charla Nash, una
donna statunitense di 57 anni, ha vissuto un dramma terrificante. Travis, la
scimmia che un amico teneva in casa come animale di compagnia, l'ha improvvisamente attaccata sfigurandole il viso e le mani. Ma adesso Charla è pronta ad iniziare una nuova vita: dopo 20 ore di complesso intervento chirurgico, i medici sono riusciti a restituirle un viso nuovo. "E' meraviglioso e sorprendente", ha detto il fratello.
Purtroppo la medicina non può restituirle la vista; i suoi
occhi sono stati strappati dai morsi dell'animale. La donna non aveva neanche il naso, nè le labbra, l'inaudita violenza della scimmia l'aveva lasciata anche senza l'avambraccio sinistro, e dell'estremità destra conservava solo il pollice. Le sono state trapiantate anche le mani, ma pochi giorni dopo sono state rimosse per problemi di rigetto.
L'incubo la perseguitava in ogni momento della sua vita quotidiana, non poteva mangiare dei cibi solidi, aveva bisogno della respirazione assistita, beveva da un tubetto, e si copriva con un velo. Ma il momento di ricominciare è arrivato, i dottori affermano che nei prossimi mesi Charla sarà in grado di mangiare con normalità, respirare, parlare, e per prima volta in molto tempo, anche sorridere.
* Fonte Leggo
Ha bolle, bruciature e vesciche sul viso, come se fosse stata la vittima di un incendio. E invece Zoe Vernon, 22enne di Didsbury, vicino Manchester, voleva solo rifare la tinta ai suoi
capelli senza andare dalla parrucchiera. Dopo aver seguito tutte le indicazioni del kit, ha però avuto una gravissima reazione allergica ed è stata trasportata d'urgenza in ospedale: i medici che l'hanno visitata le hanno detto che non avevano mai visto bruciature così gravi dovute ad una reazione
allergica di quel tipo. Dopo tre giorni in ospedale, Zoe è stata ora dimessa, ma ha ancora problemi di vista da un occhio e le sue ferite rischiano di essere permanenti, rendendola praticamente sfigurata.
Non era la prima volta che la ragazza usava quel tipo di tinta, la Boots Colour. Il giorno dopo la tinta, però, Zoe si è svegliata con il
viso e gli occhi rossi e gonfi: condizione che è peggiorata nei due giorni successivi, quando il suo ragazzo, il 27enne Oliver Beddard, spaventato, ha deciso di chiamare l'ambulanza. "E' stato terribile, ero spaventata perché faceva anche tanto male - ha detto la 22enne al Daily Mail - non volevo uscire perché avevo paura che qualcuno mi vedesse in quello stato. Pensavo che stando a casa col tempo sarei guarita, ma invece le bruciature peggioravano con il passare delle ore". La ragazza, che ha già detto di non voler più usare tinte per capelli, ha segnalato quanto accaduto alla Boots: un portavoce dell'azienda ha detto di aver aperto un'inchiesta interna per capire quale colorante possa aver provocato la reazione allergica, nella speranza che non capiti a qualcun altro.
* Fonte Leggo
Li Xiaoyuan ha 6 anni, vive nella Cina meridionale e ha un problema: il
pelo. Ma non quei due peletti per cui le nostre donne fanno tante storie ogni volta che devono farsi la ceretta, diciamo che lei ha una vera pelliccia.
Li è nata con una piccola chiazza di pelo sulla schiena, ma sembrava soltanto una strana voglia o un neo, poi la pelliccia ha iniziato a espandersi su tutta la schiena, e ora anche sta attecchendo sulle braccia e sul
viso. La famiglia ora cerca aiuto "Nessuno degli altri bambini vuole giocare con lei, la chiamano bimba-gatto - dice la madre - Ci spezza il cuore vederla soffrire così".
Per il chirurgo dell'ospedale dermatologico di Zhaoqing l'unica spiegazione è che si tratti di una patologia molto
rara che ha fatto impazzire il neo. "Se fosse stato più piccolo avremmo potuto eliminarlo con il laser, ma a questo punto c'è il rischio di una emorragia".
* Fonte Asylum
Scioccante incidente per un 65enne pensionato statunitense, Lamar LaCaze. L'uomo, che stava lavorando la terra col suo trattore in Texas, è incappato in un alveare pieno di api particolarmente aggressive, che lo hanno punto oltre 1.200 volte.
Lamar, attaccato da tutte le parti, ha avuto solo il tempo di chiedere aiuto a suo figlio prima di perdere i sensi. Ora, dopo due settimane, l'uomo è ancora in ospedale e il suo viso è ancora gonfio per le punture. "Quando lo abbiamo portato al pronto soccorso sembrava che avesse un alveare in testa", ha raccontato il figlio ai quotidiani locali. I medici gli hanno curato le punture nelle orecchie, nel naso e in bocca. Secondo i parenti di Lamar, le api avevano il loro alveare in un vecchio scaldabagno, e al passaggio del 65enne, sentendosi disturbate, hanno subito provveduto ad attaccarlo.
* Fonte Leggo

Please install the Flash Plugin

Si chiama Huang Chuncai ma, suo malgrado, è noto come “Elephant man”. Chuncai, cinese di 33 anni, è affetto da Neurofibromatosi, una rara forma tumorale che gli ha causato lo sviluppo,
sul viso, di una massa cancerosa di oltre 20 chilogrammi.
Il calvario dell’uomo ora potrebbe essere vicino alla conclusione. Nel 2007 il cinese ha subito un primo intervento in cui un’equipe di 10 medici gli ha asportato 15 chili di
massa tumorale. Nel 2009 una seconda operazione più modesta: dal viso di “Elephant man” i chirurghi hanno tolto altri 4,5 chili di cellule malate.
Gli interventi per lui non sono ancora finiti e una vita “normale” è ancora lontana visto che il cancro ha impedito alle ossa di Chuncai di svilupparsi normalmente. Ma adesso Chuncai può almeno
mangiare normalmente.
* Fonte BlitzQuotidiano

Please install the Flash Plugin