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bustine di plasticaNon ha sicuramente brillato per intelligenza il ladro che ha colpito una stazione di servizio australiana, a Labrador. Per nascondere il volto, infatti, si è servito di una busta di plastica: peccato che questa fosse trasparente. La polizia adesso gli sta dando la caccia, anche grazie alla visione delle telecamere di sicurezza che hanno ripreso tutta la scena.

L'uomo, che dovrebbe avere intorno ai vent'anni, è entrato nella stazione di servizio e, coltello alla mano, ha ordinato ad un dipendente di consegnargli i soldi. Sul volto, una busta di plastica che, ovviamente, non copriva un bel niente. Il dipendente ha preso i soldi dalla cassa e li ha messi sul bancone. A quel punto il rapinatore ha acciuffato il malloppo e se l'è data a gambe levate. Alcune persone lo hanno visto nei pressi della stazione fuggire via.

La polizia ha diffuso un identikit, mentre ha già avviato le ricerche grazie alle riprese delle telecamere. Non ci viene difficile credere che l'identificazione del furbone sarà tutt'altro che difficile.

* Fonte Asylum, News.com
 
David Barry ha 41 anni ed è un uomo molto fortunato. Oltre ad essere padre di tre figli, è infatti sopravvissuto ad un vile attacco da parte di un gruppo di una trentina di teppisti, che due mesi fa aggredirono lui e suo fratello Thomas a martellate, fuori da un pub a Bethnal Green, a Londra, alla vigilia di Capodanno. I risultati dell'aggressione, su David, furono sconcertanti, tanto da far esclamare al chirurgo che lo operò che "le ferite che ha quest'uomo sono le peggiori che io abbia mai visto in qualcuno che non è morto". I medici lavorarono per 4 ore e mezza per 'sistemare' il viso di David, che, come si può vedere nella foto dei raggi X pubblicata dalla stampa inglese, era messo decisamente male. La parte destra della sua faccia è stata praticamente ricostruita per intero, con placche in titanio, chiodi e bulloni. "Il mio viso era in pezzi, i medici hanno detto che è stato un miracolo il fatto che io sia sopravvissuto", ha detto David. Gli aggressori, poi fuggiti, non sono mai stati presi.

* Fonte Leggo

David Barry

David Barry

Fu pestato a martellate, medici gli "rifanno" il viso
 
Supatra ‘Nat’ SasuphanSupatra ‘Nat’ Sasuphan si comporta come una qualsiasi bambina: le piace mangiare il gelato, il nuoto e andare a scuola. Eppure per un altro aspetto è la sola su un miliardo di persone a nascere con Ipertricosi congenita, altrimenti nota come "Sindrome da Lupo Mannaro".
E' infatti una dei circa 50 casi documentati dal 1638 che nascono con 5 centimetri di peli di composizione animale e che rivestono tutto il corpo.
Provenendo da una famiglia buddista, Nat non si è mai nascosta alla gente e per questo è stata molte volte vittima di frasi crudeli e offensive.
Ora che la bambina cresce e si avvicina alla fase adolescenziale della propria vita i suoi genitori sono sempre più preoccupati e cercano disperatamente una cura per controllare l'incredibile e continua crescita dei peli.
 
Ma le scelte sono difficili.
In india Prithviraj Patil è un ragazzino di 11 anni anch'egli afflitto da una crescita di peli incontrollabile.
Sta subendo un trattamento laser molto doloroso ma i peli tornano a crescere su tutto il viso e il corpo.

Ora, entrambe le famiglie dei bambini ripongono le proprie speranze nel professor Angela Christiano, e nella sua ricerca nel campo della scienza genetica, per l'aiuto nella ricerca di una cura.

È possibile trovare una cura per la calvizia e aiutare questi bambini a perdere i peli ed essere normali? Saranno in grado di crescere in una società che li esclude? Si possono aiutare a trovare al più presto una soluzione prima che siano abbastanza grandi per capire quanto diverse sono?

Supatra ‘Nat’ Sasuphan

Supatra ‘Nat’ Sasuphan

Supatra ‘Nat’ Sasuphan

Supatra ‘Nat’ Sasuphan

Supatra ‘Nat’ Sasuphan

Supatra ‘Nat’ Sasuphan




Prithviraj Patil e le sorelle

Prithviraj Patil

Prithviraj Patil

Prithviraj Patil

Prithviraj Patil

Prithviraj Patil

Prithviraj Patil