Ha pensato di vendicare una vita di difficoltà a letto con una lapide al vetriolo, ma s’è scontrato con il no del sindaco. «Vita sessuale sofferta, non perdono Flavia, le sue ceneri non qui». La scritta sul loculo (vuoto), il vivissimo Caterino Bertollo- ottantatreenne di Tombolo (Padova)- l’aveva preparata con cura. Lettere dorate, una fotografia ben riuscita e, soprattutto, l’ultima staffilata contro la moglie, morta a 82 anni nell’aprile del 2008. Di fianco, la data di nascita e un cartello a coprire quella del trapasso: «Attendo, o decido io».

Lo scherzo è durato meno di 24 ore, tempo che qualcuno se ne accorgesse e lo segnalasse al sindaco e la tomba è stata smantellata. «Nessun dipendente comunale ha mai partecipato all’affissione della lapide- ha detto il primo cittadino Franco Zorzo-. L’uomo forse è stato aiutato da estranei, in corso di identificazione, durante l’assenza temporanea dell’operatore che si era recato nell’altro cimitero della frazione di Onara». Bertollo, conosciuto in paese come un personaggio colto ma piuttosto estroverso, è seguito dai servizi sociali, e avrebbe portato la lapide a mano.

* Fonte LaStampa


Bertollo Caterino

Bertollo Caterino

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