






Miracolo nel cuore della Grande Mela. Uno studente di 22 anni di New York, Thomas Magill, si è gettato dal 39esimo piano di un edificio della West Side a Manhattan. Ma, dopo un volo di 130 metri, è caduto su un’auto, una Dodge Charger, e si è salvato: è stato ricoverato in ospedale con entrambe le gambe fratturate, ma non è in pericolo di vita. E’ successo intorno alle 11 del mattino al 75 della West End Avenue.
In quel momento il proprietario dell’auto, un lavoratore edile, stava lavorando in un cantiere dall’altra parte della strada. Ha sentito lo schianto ed e’ stato tra i primi ad accorrere per prestare i primi soccorsi.
* Fonte BlitzQuotidiano








Un apicoltore polacco che era stato dichiarato morto e messo in una bara dopo un attacco di cuore è risultato poi ancora in vita. Jozef Guzy, 76 anni, secondo il ‘Daily Mail’, ha collassato mentre lavorava a Katowice e un impresario delle pompe funebri lo ha portato via dopo che un medico lo aveva dichiarato morto. Il portavoce dei servizio regionale di Ambulanze ha detto: “Il paziente non stava respirando, non aveva battito, il corpo era freddo: tutti segnai di morte”. L’impresario delle pompe funebri Dariusz Wysłuchato stava praticamente per sigillare il coperchio della bara quando la moglie di Jozef, Ludmilla, gli ha chiesto di riaprirla per potersi prendere l’orologio da polso del marito come ricordo. Wysłuchato ha detto: “Ho toccato l’arteria del collo e mi sono reso conto che non era morto. Ho controllato ancora e ho gridato: ‘C’è polso’. “Ho fatto controllare a un amico il quale ha notato che l’uomo respirava ancora. Dio, è stato un miracolo. Ringrazio Dio per non aver chiuso quel coperchio, sarebbe stata una tragedia. Qualcosa mi ha spinto a toccare il suo collo. Sono felice che sia vivo”. Lo stesso dottore che aveva dichiarato morto Jozef è tornato confermando che l’uomo era vivo. Il morto-non morto ha poi affermato: “L’impresario mi ha salvato la vita. La prima cosa che farò quando uscirò dall’ospedale è regalargli un barattolo di miele".